
Martedì 2 giugno 2026
Il giorno della partenza mette sempre un po’ di nostalgia addosso, ma prima di cedere ai sentimenti bisogna affrontare il vero mostro finale della vacanza: il bagaglio. Si riaprono i trolley con la speranza di non dimenticare nulla, ed è qui che si palesa un mistero della fisica. All’arrivo a Cattolica tutto era ordinato e lo spazio avanzava; ora, al momento di ripartire, sembra che i panni siano incredibilmente lievitati. La spiegazione scientifica è una sola: deve trattarsi della flora batterica che si è riprodotta alla velocità della luce tra calzini usati, mutande e divise da ciclista sudate. Davanti a questa minaccia biologica mettiamo da parte la diplomazia: applichiamo la forza bruta, ci buttiamo con tutto il peso corporeo sopra le valigie e, tra ganci che stridono e cerniere che invocano pietà, risolviamo il problema.






Sistemati i carichi, si scende nella sala da pranzo per l’ultima prima colazione. Esattamente come era successo per la cena della sera prima, trattandosi dell’atto conclusivo, l’assalto al buffet diventa se possibile ancor più devastante e abbondante del solito, una vera scorta calorica per il viaggio.
Finiti i bignè e i cornetti, scatta l’ora dei calorosi ringraziamenti. Salutiamo affettuosamente la nostra insostituibile cameriera sardo-romagnola, minacciandola scherzosamente di ritornare l’anno prossimo; passiamo poi alla reception per i saluti di rito a Federica e Hilary. Diverso è il discorso per il mitico Filippo: lui lo saluteremo almeno altre dieci volte di fila, incrociandolo continuamente mentre corre avanti e indietro come un furetto sul marciapiede di via Fiume.
Ma il vero momento di gloria di Filippo deve ancora arrivare. Al momento di abbandonare definitivamente la struttura, si ripresenta puntuale il dramma del seminterrato: qualcuno del gruppo prova a uscire con la propria macchina dal garage dell’hotel, ma le ruote slittano inesorabilmente sulla rampa, lasciando il veicolo piantato a metà salita.






È a quel punto che arriva Filippo. L’uomo da marciapiede prende in mano la situazione con l’autorità de guardiano del garage di Roma “DIO BONO”: sale a bordo, si posiziona, e con una secca, rabbiosa e potente accelerata brucia la rampa ed esce in superficie. Filippo ci prende gusto e, trasformandosi nel salvatore della patria, si rimette al volante delle auto rimaste sotto e le tira fuori una per una, facendole schizzare nel traffico di via Fiume come tappi di sughero che saltano da una bottiglia di champagne a Capodanno.
Liberati tutti dal sotterraneo, la carovana del Team LE TERME è finalmente pronta a muoversi, ma non tutti prendono la via di Abano. Wolfgang con il figlio Roman ed il nipote Klaus partono in direzione Muenster in Germania dandoci appuntamento a Settembre ad Abano per qualche altra pedalata in compagnia.








Salutiamo, con un pizzico di inevitabile invidia, Ivano Zaghetto e Claudio Nicolè. Caricate le due bici e i bagagli dentro la mitica Yaris Verso, i due sono carichi a molla e pronti per la loro personalissima scalata in solitaria sul mostro sacro del Carpegna.
Prima di lasciarli al loro destino, da bravi samaritani diamo loro qualche dritta tecnica sull’ascesa e, soprattutto, un suggerimento vitale su dove fermarsi per la pausa pranzo strategica. Nel momento dei saluti, però, la goliardia del Team prende il sopravvento: “Mandateci qualche foto!” suggerisce qualcuno a voce alta. Sotto sotto, diciamoci la verità, nessuno ci credeva davvero e il comitato tecnico-scientifico rimasto a terra voleva verificare con prove inconfutabili se i due sarebbero effettivamente riusciti nell’impresa. E invece, con sommo stupore dei diffidenti e per l’onore supremo delle maglie LE TERME, le foto sono arrivate in serata sul gruppo WhatsApp delle Vacanze 2026. Chapeau ai due eroi del Carpegna, entrati di diritto nella leggenda della trasferta.

















Mentre la Yaris Verso punta verso le montagne, il resto del gruppo decide di partire mettendosi in marcia sulla via del ritorno, cercando di anticipare il temutissimo traffico del grande rientro dal ponte del 2 giugno. L’intenzione iniziale della carovana era quella di uscire dall’autostrada subito dopo Bologna per scovare una qualche trattoria emiliana in cui chiudere definitivamente, e in modo onorevole, la vacanza dal punto di vista gastronomico.
Poi, però, il buonsenso patriottico ha preso il sopravvento, suggerendo che sarebbe stato molto meglio viaggiare spediti, arrivare direttamente a Montegrotto e fermarsi in un ristorante conosciuto e sicuro a due passi da casa. La scelta si rivela azzeccatissima: un inevitabile rallentamento nei pressi di Imola mette a dura prova la pazienza e allunga i tempi del viaggio, ma la carovana riesce comunque a sbarcare a destinazione verso l’una.

L’approdo finale è al ristorante “Da Nicola”. È qui, tra un brindisi di bentornati, un bel piatto fumante di bigoli e una monumentale frittura mista, che festeggiamo da par nostro, con la goliardia, la fame e lo spirito di sempre, la fine di questa bellissima e indimenticabile vacanza.


CONCLUSIONI
Ho scritto questo diario innanzitutto per me stesso, per fissare i ricordi e fare in modo di non dimenticarli con il passare del tempo. Ma l’ho scritto anche e soprattutto per tutti i partecipanti, come un regalo comune per non dimenticare mai le emozioni, le risate e i bellissimi momenti che abbiamo passato assieme in questa trasferta.
Ci tengo a precisare che queste “poche” righe, le immagini e gli aneddoti che avete letto sono le storie a cui ho personalmente assistito e rappresentano le mie personali impressioni; la mia speranza, però, è che possano essere le stesse condivise da molti altri all’interno del gruppo.
E a mente fredda sento ora il dovere e il profondo piacere di ringraziare questo fantastico gruppo. Se questa vacanza è stata un successo clamoroso, il merito va ripartito equamente tra ognuno dei partecipanti che ha messo in tasca un pezzo di questa avventura.
Ci tengo a ringraziare e nominare, uno per uno, tutti i componenti della nostra memorabile spedizione:
- Bernardi Simonetta, l’instancabile unica donna del gruppo
- Buson Davide, il contrabbandiere di fusti
- Cesaro Simone, lo scalatore
- De Col Mauro, l’alpino
- Doni Nicola, l’appetito vien mangiando
- Fassina Dino, mai stufo
- Gambarato Valter, l’uomo del furgon
- Garbo Carlo, il garbato Carletto (ex barman)
- Greggio William, il campione
- Helbig Wolfgang, il tedesco, con il figlio Roman e il Nipote Lukas
- Maragotto Paolo, il Direttore, mio compagno di stanza e di tante pedalate
- Marin Lucio, cuore infranto
- Maron Paolo, l’uomo dalle mille risorse e sempre generosamente disponibile
- Masiero Stefano, del Team CCE
- Mingardi Davide, il prediletto
- Molini Marco, baciato dalla sfortuna nell’unica foratura della trasferta.
- Nicolè Claudio, il silenzioso scalatore solitario che ha espugnato il Carpegna.
- Parente Mario (il maresciallo) e la moglie Orietta
- Peroni Carlo e la moglie Monica, pedalini da Bologna
- Pierangelo Ermanno, un locomotore
- Rinio Agostino, il Capitano del Team CCE
- Schiavo Fabio e la moglie Cristina, i cognati (del Maron)
- Scopino Pasquale, vice-Presidente, l’ombra abruzzese.
- Urban Luca, l’ombra dell’ombra (fa l’oste)
- Zaghetto Ivano, il laureato, indomito conquistatore del Carpegna.
- Zanellato Amedeo, il farmaciclista
A tutti loro, un grazie immenso per aver pedalato, scherzato, riempito i piatti e alzato i calici, rendendo ogni chilometro e ogni serata un pezzo di storia del nostro gruppo. Siete stati semplicemente unici. GRAZIE
L’ultimo ringraziamento, ma per me il più importante di tutti. Un grazie di cuore, immenso e speciale, va a mia moglie Emanuela. Rimanendo a casa con grande pazienza mi ha permesso di vivere questa magnifica avventura e di accompagnare i miei amici in terra romagnola in totale serenità. Si dice che dietro un grande Presidente c’è sempre una grandissima First Lady. E’ così!
Grazie, Emanuela.

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Sempre piacevole leggere le storie gli aneddoti le gesta degli eroi ciclisti del gruppo Le Terme
Bellissimo
Grazie del regalo un diario colmo di emozioni ♂️
Bellissimo racconto,, come sempre speciale e descritto al meglio, sembra una poesia,, diciamo che Flavio ,sei meglio di un Poeta,,
Complimenti a tutti i partecipanti
Da Maurizio Benato
Bay MG.SPORT
Mi stavo chiedendo: “chissà se Flavio ha pubblicato qualcosa su Cattolica… ” Ho curiosato e TAAAC! il diario della vacanza era lì, pronto a farsi gustare.
È sempre un piacere leggere i tuoi racconti, o poeta!
Monica di Bo