
Conclusione e ringraziamenti
Ogni viaggio lascia una traccia. Ma questo, il nostro pellegrinaggio verso Roma, è andato oltre la fatica, oltre i chilometri, oltre le salite e le discese.
È diventato qualcosa di più profondo: un pellegrinaggio dell’amicizia, un filo invisibile che ci ha uniti giorno dopo giorno, pedalata dopo pedalata.
Abbiamo condiviso strade, camere, panini, birre, risate, sudore, silenzi, emozioni e, soprattutto, quella sensazione che raramente si prova nella vita: la certezza di appartenere a qualcosa di speciale.
Se siamo arrivati fino in fondo, se abbiamo varcato quella Porta Santa col cuore leggero e gli occhi pieni di luce, se siamo rientrati a casa è grazie a ciascuno di voi.
Non solo compagni di viaggio, ma fratelli di strada, spiriti affini, anime in sella.
Grazie a chi ha pedalato davanti, indicando la via.
Grazie a chi ha chiuso il gruppo, proteggendo i più stanchi.
Grazie a chi ha sorriso nei momenti più duri, e a chi ha saputo tacere quando serviva solo pedalare in silenzio.
Grazie a chi ha organizzato, previsto, risolto.
Grazie a chi ha portato la sua fede, il suo entusiasmo, la sua umanità.
E grazie anche a chi, pur non essendo con noi fisicamente, ci ha sostenuti col pensiero.
Tutti, ognuno a modo suo, hanno lasciato una firma su questo viaggio.
E ora che siamo tornati, forse un po’ più stanchi ma infinitamente più ricchi, sappiamo che la meta più bella non è Roma, ma la strada percorsa insieme.
I miei ringraziamenti personali:
Un grazie particolare va all’amico Fabio Fattore, che pur non condividendo la passione per la bicicletta, si è messo a nostra disposizione con pazienza, disponibilità e premura. Non è facile seguire un gruppo così, eppure lui l’ha fatto con il sorriso.
Un enorme grazie a Valter Gambarato, che con il suo furgone super attrezzato ci ha dato sicurezza e supporto. Caffè, acqua ghiacciata, birre a ogni ora… il suo furgone sembrava un’oasi nel deserto.
Grazie a Mauro Stecca, che nonostante il problema al collo ha voluto esserci comunque. Ha lasciato la bici per la macchina fotografica e per i ristori. Fondamentale.
Grazie a Claudio Zecchinato, che con generosità ha permesso a Valter di godersi qualche giorno in sella, prendendo il suo posto alla guida.
Grazie a Carlo e Monica, amici del Pedale Bolognese, che si sono inseriti nel gruppo con naturalezza e spirito. Sembrava ci conoscessimo da sempre.
Come non ringraziare Wolfgang, partito dalla lontana Germania per unirsi a noi. Nonostante le sue attenzioni alimentari da celiaco, mai un lamento, sempre presente. Le difficoltà linguistiche? Superate con un sorriso e con il cuore. Lui ha partecipato a tutte le nostre conversazioni anche dialettali come se veramente capisse quanto stavamo dicendo. Un grande davvero.
Grazie a Rinio Agostino e Stefano Masiero del GC Colli Euganei: ospiti graditissimi, si sono integrati perfettamente in un gruppo che — diciamolo — non corre come loro!
Grazie a Cuccato Francesco e Garbo Carlo (il garbato Carletto), del gruppo MIRO’: sempre pronti a un sorriso, e questo basta.
Grazie a Monica Squarcina e Luca Selmin, forti ciclisti che con la loro potenza hanno dato fiducia a tutto il gruppo. Presenti a giorni alterni, ma ogni volta determinanti.
Grazie a Paolo Maron (il nostro uomo di colore) che spesso chiudeva il gruppo assicurandosi di non lasciare nessuno indietro. Meccanico di strada che con il suo compressore portatile ogni gomma forata è stata rimontata in tempi brevissimi.
Grazie a Davide Mingardi, Simone Cesaro, Pierangelo Ermanno e Davide Buson, che pur tornando a casa dopo Roma, nei primi giorni hanno tirato il gruppo, aiutando a farci risparmiare energie. Strategia perfetta.
Grazie a Doni Nicola, il nostro “ultimo tesserato”, spesso richiamato per la sua innocente indisciplina, ma sempre sorridente, paziente, rispettoso dei ritmi comuni. Uno di noi.
Grazie a Paolo Maragotto, mio compagno di stanza e di tante avventure. Silenzioso, costante, rassicurante. Un signore, come si dice. Torna a Roma per il Giubileo a 50 anni esatti dalla sua prima volta in bici nel 1975. Ma quanti anni ha quest’uomo?
Grazie a Massimo Facco, ora che è andato in pensione è molto più preparato che in passato. C’è sempre per risolvere i problemi, come ha sempre fatto.
Grazie a Mauro De Col, l’alpino, spesso in retrovia per aiutare chi rimaneva indietro, anche se ha il passo per stare sempre in testa. Un cuore grande, sotto la maglia da ciclista.
Grazie a Giuseppe Sattin, altro alpino, dalla pedalata costante e sicura. La sua forza è un riferimento per tutti. L’unico problema? Alle 12:30 in punto scatta il suo orologio biologico: è il primo al ristoro. Il secondo arrivato lo trova già seduto, panino in mano.
Grazie a Urban Luca, per le battute sempre puntuali, per aver imitato per tutto il viaggio “Er Gnomo der Garage” e, soprattutto, per aver tenuto d’occhio il suo “giovane” suocero Pasquale. L’aveva promesso a sua figlia Veronica — e ha mantenuto la promessa.
Grazie a Scopino Pasquale, nostro Vicepresidente e socio storico. Il più “grande” del gruppo ma anche il più vivace. Partecipa alle nostre conversazioni, anche dialettali, senza capirne una parola. Sorriso sempre acceso. Continuiamo a dirgli di alzare il volume dell’apparecchio acustico, ma… non ci sente.
E infine…
Non dovrei ringraziare o congraturarmi con me stesso, e non lo farò.
Ma voglio ringraziare mia moglie Emanuela, che mi ha concesso ancora una volta questa grande opportunità, nonostante qualche difficoltà familiare. E la ringrazio inoltre per il tanto tempo che le ho sottratto, prima per organizzare questo viaggio… ora per scriverne il racconto.
Grazie di cuore a tutti voi.
Con affetto e stima,
Flavio

