Marostica: Mare o Monte un bel Corno!

Cerbero o Caronte la fa da padrone


La torrida giornata di ieri si è conclusa con la rovinosa debacle di Pogacar al Tour de France e con un violento temporale che ha scaricato al suolo grossi chicchi di grandine provocando in alcuni casi anche ingenti danni e paura tra la popolazione padana.

Il pericolo temporali previsto anche per oggi sulle Pale di San Martino ci ha suggerito di annullare nuovamente il nostro giro sul Passo Rolle, Passo Valles e Passo Cereda costringendoci a riparare sull’immancabile “Piano B” di cui siamo stati assolutamente contenti.

Breve giro di messaggi e siamo pronti per sfidare sia Caronte che Cerbero cavalcando impavidi le nostre indomite biciclette.

Partenza da Marostica alle ore 08:00 per salire a San Leo e Crosara da dove scendiamo velocemente verso Laverda. La strada anche qui mostra i segni dell’impari lotta che il vento e la grandine deve aver sostenuto la notte scorsa con gli alberi che la costeggiano. A ricoprire l’asfalto uno strato di foglie e ramoscelli che possono rendere pericolosa la discesa. Sembra quasi che qualcuno sia passato con un grosso decespugliatore ed è stato un vero miracolo non aver mai forato. Ringraziamo volentieri i due anziani signori che si sono preoccupati di scopare il manto stradale. .

Questa strada, che per tutti noi è un’incognita, è molto bella e spesso ombreggiata. Con una serie di sinuosi tornanti ci accompagna dopo una breve salita a Salcedo. La temperatura comincia ad alzarsi ma rimane sempre abbastanza sopportabile a dimostrazione che Cerbero da queste parti, parte battuto.

Ancora una bella discesa fino a Fara Vicentino dove un elegante e probabilmente antico paracarro indica chiaramente la nostra direzione.

Da qui comincia la lunga salita di circa 27 km che ci porterà a Monte Corno con un paio di chilometri pianeggianti in prossimità di Mare, d’altronde il mare in salita è proprio improponibile. Saliamo e ci inoltriamo nel bosco dove incontriamo una bella fontana che sappiamo essere l’ultima fino alla cima e dunque facciamo tutti scorta d’acqua. L’acqua è diventato sicuramente un bene prezioso e qui viene distribuita con parsimonia e il filo del prezioso liquido sgorga lentissimo per cui ci abbiamo messo un po’ per fare il nostro riformamento.

Ripartiamo in salita e dopo qualche chilometro un altro cartello ci certifica adesso che il mare è lontano e che il Monte sarà il nostro prossimo elemento e la località che incontreremo.

Proseguendo su questa bella strada che sale costantemente al 7%, senza particolari strappi, arriviamo verso mezzogiorno sul Monte Corno dove avevamo previsto la nostra veloce pausa pranzo (fast-food).

Riposati, rifocillati e soddisfatti siamo ora pronti per scendere a Lusiana facendo in questo caso molta attenzione all’asfalto rovinato che incontriamo, e da Lusiana proseguire poi per Conco. Qui riusciamo persino a dimenticarci uno dei componenti del nostro piccolo gruppo in un bar. Regola da rispettare sempre quando si riparte da una sosta, fare sempre un veloce “appello” o almeno darsi una “contata”.

Risaliamo per pochi chilometri e svoltiamo a destra in Val Lastaro, direzione di Rubbio, da dove scendiamo per una stradina asfaltata ma probabilmente più adatta a una MTB o una Gravel che a una bicicletta da strada. La stradina è sconnessa ma molto suggestiva ed immersa nella vera natura di queste montagne, lontana da luoghi più turistici e frequentati.

Piccola sosta sulla Rosina per un rabbocco d’acqua davanti alla famosa Chiesetta del Ciclista e veloce discesa verso Marostica dove le nostre auto ci aspettano in quello che a noi, reduci dalla più fresca alta quota, sembrava un forno.

Devo ringraziare per la bella riuscita di questa nostra giornata in bicicletta, i miei compagni di viaggio che, come sempre, si sono distinti per la collaborazione e per la grande prova di generosità ed amicizia dimostrata anche oggi.

Dovrei ringraziare anche l’amico di Strava, di cui non ricordo il nome, a cui ho copiato il percorso permettendoci di percorrere senza problemi un bel giro che da soli non avremmo mai potuto programmare non conoscendo assolutamente tutte queste belle varianti alle strade più percorse.

E per LE TERME HIP HIP HURRA’

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