La Vera Storia della Gloriosa Confraternita dei Cacciatori dei Capitelli di Sant’Antonio

II Parte

Sono certo che i miei lettori sapranno preservare un segreto che per tanto tempo è rimasto nascosto tra le pieghe della Storia e, spinti da un’irresistibile curiosità, arriveranno a leggere questo “breve” racconto fino all’ultima parola.

Riassunto della puntata precedente

Era il lontano anno 1231, appena dopo la morte di Sant’Antonio da Padova, quando un gruppo di Templari per sfuggire alle sempre più aspre tensioni con il re di Francia, decise di trasferirsi sui Colli Euganei presso l’allora fiorente Monastero degli Olivetani sul Monte Venda. Fu lì che, in una nicchia nascosta nelle segrete dell’antico monastero, venne ritrovata una pergamena con lo Statuto che sanciva la nascita della Confraternita dei Gloriosi Cacciatori di Capitelli di Sant’Antonio. 

Attraverso i secoli, la confraternita resistette alle sfide del tempo e si adattò ai mutamenti sociali. Oggi, i Gloriosi Cacciatori dei Capitelli di Sant’Antonio continuano a operare in segreto mantenendo viva la fiamma della fede e della tradizione, sotto le mentite spoglie di attempati ciclisti del Team GC Le Terme Padova, dove le sigle “G” e “C” si riferiscono naturalmente a Gloriosa Confraternita dei Cacciatori,  

Il Ritorno del Gran Maestro 

Quest’anno, con grande gioia e attesa, la confraternita ha accolto il ritorno del Gran Maestro, il Duca Marchese dei Salmistraro, che dopo un anno di assenza è tornato con nuove e importanti informazioni. In questo ultimo anno, il Gran Maestro ha scoperto una serie di antichi testi nascosti nell’ala più antica della biblioteca dell’Abazia di Praglia, testi che rivelano nuovi rituali e cerimonie dimenticate da secoli. Questi testi includono anche mappe e codici che indicavano la posizione di capitelli non ancora scoperti. 

La Scoperta di un Nuovo Capitello 

Uno di questi testi descriveva la posizione di un capitello dimenticato, nascosto nelle profondità di una foresta nei pressi del Monte Lozzo. Questo capitello era detto contenere indizi cruciali per la localizzazione del leggendario tesoro dei Templari. Guidati dalle indicazioni del Gran Maestro, i Gloriosi Cacciatori si organizzarono per una spedizione.

Oggi purtroppo il Nobile Cavaliere Don Scopino da Pietraferrazzana non ha potuto essere presente per un improvviso suppraggiunto limite di età e non si sono presentati alla convocazione neppure Madama Simona della Nobile Famiglia dei Bernardi, il Conte Paolo della Casada dei Maragotto, il Nobile Condottiero Don Giuseppe dei Sattin e il Don Mauro della prestigiosa famiglia dei De Col.
Fortunatamente era presente, come sempre, il prode e fedele Conte Paolo dai Maroni Maron.

Il giorno 13 del mese di giugno dell’anno del Signore 2024 attraversarono sentieri impervi, affrontarono ostacoli naturali e scalarono impegnative rampe che anche le loro indomite biciclette si rifiutavano di salire, ma alla fine riuscirono a trovare l’ultimo capitello nascosto. 

Il piccolo capitello era ricavato tra i sassi di un antico muretto a secco, praticamente invisibile al viandante distratto. In una cavità nascosta alla base del capitello, trovarono una pergamena antica che descriveva in dettaglio il percorso da seguire per arrivare al nascondiglio segreto del mitico tesoro del Temio. I Gloriosi Cacciatori impararono a memoria ogni dettaglio e bruciarono la pergamena per evitare che andasse in mano a qualche archeologo senza scrupoli e decisero di intraprendere la ricerca del tesoro non appena i nuovi adepti fossero stati iniziati. 

Le nuove Iniziazioni 

Nel corso della cerimonia odierna si è tenuta l’iniziazione di due nuovi adepti, un uomo di grande signorilità ed eleganza, dal cuore generoso, il Duca Marcus dei Molini a Vento, famoso anche per aver sconfitto in battaglia un certo Don Chisciotte della Mancia, portava con sé un talento particolare: era un esperto crittografo, capace di decifrare codici antichi e complessi e con queste sue abilità aveva fatto le scarpe a molti suoi colleghi. Il secondo iniziato è un giovane valoroso dall’animo puro ma costantemente alla ricerca di un panino da divorare e per questo è conosciuto con il nome Sir Walter Sandwich.

Durante la cerimonia, il Duca Marcus dei Molini a Vento e Sir Walter Sandwich giurarono assoluta fedeltà alla Confraternita, promettendo di dedicare la loro vita alla protezione e alla scoperta dei capitelli di Sant’Antonio. 

Le Visioni dei Cavalieri 

Nelle notti che precederono il 13 giugno, alcuni membri della confraternita iniziarono a ricevere visioni enigmatiche mentre dormivano. In queste visioni, Sant’Antonio stesso appariva loro, guidandoli attraverso antiche strade e boschi fitti. Questi sogni contenevano indizi vitali per la loro ricerca, ma anche avvertimenti su pericoli imminenti. Interpretare correttamente questi messaggi mistici diventava cruciale per prevenire catastrofi, cadute, forature ma soprattutto scoprire nuovi capitelli. 

La Missione del 13 Giugno 

Il 13 giugno, giorno della festa di Sant’Antonio, i Gloriosi Cacciatori dei Capitelli percorsero il tragitto che ripercorreva i sentieri dei loro antichi predecessori. Durante il loro viaggio, fermandosi davanti ad ognuno dei 21 capitelli con l’immagine del Santo, si raccolsero in antichi e misteriosi cerimoniali.

Il viaggio fu pieno di pericoli: degli undici partiti, a cavallo delle loro biciclette, solo cinque riuscirono a portare a termine l’importante missione che si è conclusa davanti all’altare del Santo, nell’antico Santuario della Madonna della Salute di Monteortone. Secondo la tradizione l’origine del santuario risale al 1428, quando un antico Templare di nome Pietro Falco si ritirò in preghiera in questo luogo e vide, in rapida successione, la Madonna e Sant’Antonio, che gli promise la guarigione di vecchie ferite alle gambe se si fosse bagnato con l’acqua termale di una vicina fonte. Si ritiene ancora oggi che sotto l’altare dedicato al Santo all’interno dell’antico Santuario, possano celarsi importanti informazioni relative all’origine della Gloriosa Confraternita dei Cacciatori, ora conosciuta come GC Le Terme.

Con le informazioni ricevute dalla pergamena ritrovata nel piccolo capitello sul Monte Lozzo e le visioni notturne ricevute, i Cacciatori sono ora pronti per una nuova missione: scoprire il nascondiglio segreto del tesoro dei Templari.

Ecco cosa recitava l’antica pergamena:

Gli indizi, scritti in una lingua simile al latino, restavano però enigmatici e attendevano di essere completamente decifrati, persino dall’esperto Duca Marcus dei Molini a Vento. Tuttavia, siamo certi che una nuova avventura attende presto i nostri Gloriosi Cacciatori di Capitelli di Sant’Antonio. Con il vostro aiuto, potremmo finalmente decifrare il luogo esatto indicato dalla pergamena, dove il tesoro è nascosto da secoli.

Chi volesse in futuro far parte della Gloriosa Confraternita dovrà contattare con la massima riservatezza, e una borsa di monete d’oro, il Gran Maestro della Confraternita, il Duca Marchese dei Salmistraro e obbedire silenziosamente a ogni sua richiesta. 

Chi avrà letto questo testo fino alla fine è tenuto a non divulgarne il contenuto e soprattutto di non nominare mai in pubblico i nomi dei confratelli menzionati nell’articolo. Per confermare l’accordo di riservatezza (non disclosure agreements, NDA) si prega di mettere un like in fondo a questo articolo. 

Le Sacre rappresentazioni del Santo


Questo il percorso con l’esatta posizione dei Capitelli 21 Capitelli

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Col Perer – Cima Campo

Dopo aver pubblicato centinaia di articoli su questo blog, diventa sempre più impegnativo trovare le parole giuste e gli aggettivi adeguati per raccontare le nostre escursioni in bicicletta senza cadere nella ripetitività, nella retorica o nella banalità. Tuttavia, l’inedito itinerario di oggi merita di essere celebrato per la spettacolarità del paesaggio, la bellezza della salita e l’incredibile atmosfera che si è creata nel gruppo.

Fortunatamente, le tante foto scattate lungo il percorso mi sono di grande supporto; l’obiettivo imparziale non può mentire sulla bellezza dei luoghi, anche se non riesce a catturare appieno le sensazioni e le emozioni che solo l’esperienza reale può offrire e che tutti percepivano in gruppo.

Restiamo incantati fin dalle prime pedalate sulla vecchia strada che da Cismon del Grappa conduce a Incino verso Arsiè. Il percorso costeggia l’invaso artificiale formatosi grazie alla diga del Corlo, offrendo un suggestivo passaggio sotto un imponente costone di roccia.

Arrivati ad Arsiè, inizia la lunga salita di oltre 18 km che porta a Cima Campo. La preoccupazione per la difficoltà della lunga salita si dissolve non appena raggiungiamo un cartello che indica Rivai, ma riaffiora subito quando scopriamo che Rivai non è l’arrivo in dialetto veneto, bensì il nome di un piccolo borgo.

Riprendiamo la salita che si rivela non particolarmente impegnativa, rimane costante attorno al 6% con un asfalto perfetto appena steso (come da accordi tra il nostro Presidente Flavio e il comune di Arsiè). La strada si inerpica sulla montagna tra un bosco di pini che trasmetterebbe pace e silenzio se non fosse per una motosega al lavoro che infastidisce qualche ciclista.

Si arriva, pedalata dopo pedalata, a Col Perer Dove posiamo per l’immancabile foto ricordo.

Da qui in avanti il paesaggio cambia rapidamente, i pochi alberi lasciano lo spazio a magnifici paesaggi alpini ed orizzonti spettacolari.

Arriviamo finalmente a Cima Campo, che fu testimone di grandi e sanguinose battaglia durante la Grande Guerra, accolti trionfalmente dalla fauna locale.

Una piacevole e scorrevole discesa ci conduce a Celado, dove ci fermiamo per assaporare i numerosi panini offerti dall’amico Maurizio, che proprio oggi festeggia il suo compleanno. Improvvisamente, dall’ammiraglia appare un altoparlante che diffonde a tutto volume la canzone “Tanti auguri a te, tanti auguri a Maurizio…”. I festeggiamenti iniziano con un brindisi di spumante e calici levati al cielo, che nel frattempo si era coperto con qualche minacciosa nuvola.

Si riparte, sempre in discesa, verso Castello Tesino che ci accoglie come se fossimo il giro d’Italia. Per l’occasione del nostro passaggio gli abitanti hanno esposto tanti fiocchi rosa, biciclette e ruote sempre dipinte di rosa e una suggestiva galleria di ombrelli rigorosamente rosa. Peccato che le strade a quell’ora fossero deserte e che nessuno abbia applaudito al nostro passaggio.

Ancora una lunga e veloce discesa che si snoda in una stretta gola ci porta a Lamon.

Al ponte di Lamon, è impossibile non fermarsi per ammirare la maestosa e fragorosa cascata del torrente Cismon che scende dalla montagna. Uno spettacolo della natura che, con le giuste proporzioni, alcuni paragonano alle più celebri cascate del Niagara.

Da qui si torna verso Arsiè e si prosegue sullo stesso percorso dell’andata, poiché non è possibile scendere a Primolano e quindi sulla ciclabile della Valsugana che è ancora chiusa a causa della frana dell’anno scorso.

Siamo finalmente arrivati a Cismon del Grappa, concludendo il nostro viaggio, tutti contenti del bellissimo percorso e della piacevole compagnia. Nessun inconveniente, ne una goccia di pioggia ne la proverbiale foratura del Presidente. Tutto perfetto.

Chi volesse seguire le nostre orme potrà seguire questa traccia GPX

Le nostre provviste alimentari non sono però ancora esaurite, quindi ci facciamo coraggio e stappiamo qualche altra bottiglia di vino per accompagnare le crostate preparate per festeggiare Maurizio, che avevamo tenuto da parte a Celado.

Ci congratuliamo reciprocamente per la splendida giornata e rivolgiamo un ringraziamento speciale a Maurizio per la sua generosità e a Mauro, che alla guida dell’ammiraglia ci ha accompagnato, fornendoci un grande supporto e scattando numerose fotografie meravigliose. Potrete ammirarle e/o scaricarle cliccando su questo link


Non ci resta che dare appuntamento a tutti alla prossima pedalata e concludere con l’immancabile grido:

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