
Quando il cuore trova la sua strada
In piedi, al centro della navata, mi trovo immerso nell’emozione del momento. Tutti gli occhi sono puntati su di me, l’organo suona una melodia che non riconosco, ma che in quel contesto sembra scritta apposta per noi. Guardo verso il fondo della chiesa, in attesa che lei faccia il suo ingresso, e la mente mi riporta al primo giorno in cui l’ho vista. Dentro a quel negozio, bellissima, col suo portamento perfetto e quel fascino irresistibile, mi colpì subito.
Mille emozioni mi ritornano in mente. Ricordo come se fosse ieri tutte le passeggiate in città, le nostre fughe in campagna, le gite al mare e quelle avventure appassionate in montagna. Era sempre con me, uniti come in un’unico corpo, fedele e instancabile, e ogni istante passato insieme era una dichiarazione d’amore. Avevo la certezza assoluta di poter contare su di lei: le ho affidato la mia vita, i miei sogni, le mie gioie e persino le mie fragilità, sapendo che non mi avrebbe mai deluso, mai tradito. E ora eccoci qui, il giorno tanto atteso, in cui diventerà mia per sempre.
Gli invitati sussurrano tra loro, sorridono con complicità, forse intuendo la mia trepidazione. I miei amici ciclisti, sistemati nei primi banchi, sempre pronti a commentare e scherzare, mi guardano e mi fanno l’occhiolino con un lampo d’invidia, come a dire: “Beato te, questa volta hai fatto il colpo grosso! Finalmente, te la porti a casa, e non possiamo che farti i nostri complimenti”. Sorrido, pensando alla loro invidia: lei è più bella, più giovane, più elegante di qualsiasi altra. Curvilinea, agile, un fascino senza tempo. Perfetta.
Ed ecco che il grande portone si spalanca, lasciando entrare la luce del sole che la illumina e le regala un’aura quasi irreale. Ogni testa si gira, i mormorii lasciano il posto a un silenzio carico di ammirazione. L’organo ora suona solennemente la marcia nuziale. Lei si avvicina lenta, fiera e maestosa verso di me. Come se il tempo si fosse fermato, mi sento sospeso, ipnotizzato dalla sua presenza. Gli occhi mi brillano, il cuore mi batte forte.
Ora è accanto a me, e la vedo come la più bella del mondo, perfetta per me. Il celebrante pronuncia le parole tanto attese: “Vuoi tu, Flavio Salmistraro, accogliere come tua compagna di vita la qui presente…”. Le mani mi tremano mentre afferro il suo manubrio in fibra di carbonio. Le accarezzo quasi impaciato la sella. È un modello da sogno, le ruote sottili e lucenti, telaio ultraleggero, scintillante gruppo Shimano Dura-Ace di ultimissima generazione, sensori di potenza, di pedalata, di velocità ed accessoriata di tutto punto con il nuovo Garmin Edge 1040 Pro per registrare e memorizzare ogni nostro incontro.
Un suono mi rimbomba nella testa, ora lontano, ma sempre più insistente, mi entra nel cervello e mi scuote… È la sveglia che suona. Sono le 7:00, e mi risveglio con il cuore che batte a mille in un bagno di sudore. Un incubo? No, era un sogno, un sogno bellissimo. Ma è tutto vero, so che giù in garage la mia compagna d’avventura mi aspetta anche oggi, pronta per un altro giro. Gli amici del gruppo Ciclistico Le Terme sono già in strada, e oggi sarà un’altra giornata memorabile.
Un’ultima riflessione prima di uscire dal garage: forse è ora di ridurre il prosecco la sera…



