Homo Cyclos Sapiens: E’ tutto vero

L’alba dell’Homo Cyclos Sapiens: una scoperta epica sulle colline Beriche

Questa mattina, sotto un cielo azzurro e carico di promesse, otto rinomati archeologi con un’aria da Indiana Jones in pensione si sono avventurati sulle misteriose colline Beriche. Il loro obiettivo? Decifrare l’enigma di un’antica mappa, rinvenuta per caso tra le carte di un archivio polveroso del Gruppo Ciclistico Le Terme. La mappa, tracciata con una mano tremolante e misteriosa, indicava la posizione di alcune caverne che, si vociferava, celassero i segreti delle origini del gruppo ciclistico e, forse, di un’intera civiltà dimenticata.

Giunti al sito, gli archeologi si sono imbattuti in un ingresso nascosto da secoli sotto un intrico di edere e rovi. Con la pazienza che solo gli studiosi affamati di gloria sanno dimostrare, hanno liberato l’entrata e, armati di torce e tanto coraggio, si sono addentrati nelle viscere della terra.

Ed è qui che la storia si è tinta di leggenda.

Sulle pareti delle caverne, infatti, hanno rinvenuto disegni rupestri di un’epoca tanto lontana da far impallidire la memoria umana. Quei graffiti, graffiati nella pietra con la caparbietà di chi sa di dover lasciare un segno per i posteri, rappresentavano l’Homo Cyclos Sapiens, una figura straordinaria metà uomo e metà ciclista. In una scena particolarmente suggestiva, si vede un primitivo di robusta costituzione che, dopo aver domato il fuoco e reinventato la ruota, inventa la bicicletta con quello che sembra il primo telaio in legno e ossa.

Ma non è tutto. Tra le rappresentazioni si intravedono quelli che potrebbero essere gli antenati del moderno gruppo ciclistico: figure intente a pedalare in fila, sfidando il vento e il destino, armate di lance ricavate da sterpi. Alcuni di loro sembrano addirittura discutere della miglior pressione da tenere nei rudimentali pneumatici fatti di pelle animale.

L’esimio professor Flavio Salmistraro, a capo della spedizione, ha dichiarato ai microfoni:
“Questa scoperta cambia tutto ciò che credevamo di sapere sulle origini dell’uomo moderno. L’Homo Cyclos Sapiens dimostra che, sin dalla preistoria, l’essere umano ha cercato non solo di sopravvivere, ma anche di andare più veloce degli altri. È il primo vero simbolo del ciclismo competitivo!”

Tra i manufatti rinvenuti spiccano anche alcuni oggetti sorprendenti: un caschetto di pietra (chiaramente non omologato) e un campanello rudimentale, che il professor Salmistraro ha azionato con mano tremante, producendo un suono cavernoso che ha fatto vibrare le stalattiti della caverna.

Il professor Salmistraro soppesato il pesante manufatto ha dichiarato: “Certo che bisognava essere proprio una bella testa di ‘casco‘ per indossare questo”

L’Accademia del GC Le Terme ha già annunciato una conferenza straordinaria per presentare al mondo la scoperta. Intanto, gli otto archeologi sono stati immortalati in una foto di gruppo, con i loro caschetti da speleologi e un cartello scritto a mano: “Siamo figli dell’Homo Cyclos Sapiens!“

Nota finale: Secondo i primi studi, l’Homo Cyclos Sapiens non si accontentava solo di pedalare: pare fosse anche un abile cuoco da grigliata post-uscita. Un disegno, ancora più enigmatico, lo rappresenta intento a fare una pausa pranzo con costine di mammut alla brace. Se non è tradizione questa, allora cosa lo è?

La storia del GC Le Terme è più antica e gloriosa di quanto avessimo mai immaginato. E chissà, forse un giorno, pedalando sulle colline Beriche, sentiremo ancora l’eco lontana dei canti e delle risate dell’Homo Cyclos Sapiens, il primo vero ciclista della storia.

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One thought on “Homo Cyclos Sapiens: E’ tutto vero”

  1. Scusate se vi disturbo ma chiedo solo una info visto che siete un gruppo sportivo ma di bici da strada.
    Sono di Abano ed ho 70 anni e sono un biker ma di MTB da molti anni. Ora e-Bike.
    Sto cercando un gruppo sportivo “tranquillo” per poter, in compagnia, girare per i Colli ed altro con l’unico scopo di divertirsi.
    Grazie per l’eventuale risposta.
    Adriano Ghiraldo

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