The Thermalist e la Nove Colli

Un giovedì da leoni sulla Nove Colli

Oggi il Gruppo Ciclistico Le Terme ha rispolverato la leggenda: il percorso quasi completo e riadattato alla nostra maniera della mitica Granfondo Nove Colli. Prima trasferta di questo 2025 che si preannuncia scoppiettante.

La Partenza

La partenza alle ore 06:00 da Abano in direzione Cesena prevede di puntare la sveglia ben prima delle 05:00 del mattino. I preparativi, il controllo che tutta l’attrezztura sia nella borsa, la colazione abbondante che serva da carburante per la giornata impegnativa e via che si parte.

Ci si incontra all’ingresso dell’autostrada e la nostra carovana di macchine invade dell’unica corsia lasciata libera dai tanti camion lungo la A13, la Padova-Bologna. Due ore di viaggio che servono per ripassare l’ordine delle salite, le località da attraversare. E’ una specie di training autogeno che ci prepara mentalmente alla impegnativa giornata.

Il furgone di Valter

Da quest’anno abbiamo un mezzo pesante che ci segue nelle trasferte. Un gande furgone bianco riconoscibile dalla scritta “LE TERME” sulle fiancate. Un furgone assistenza carico di ogni attrezzatura necessaria, che nemmeno le più blasonate squadre del giro d’Italia si possono permettere. Al suo interno un generatore di corrente, un compressore, un armadietto con ogni genere di chiave e attrezzatura meccanica, un banco con morsa, una lancia idropulitrice, ruote di scorta, e scaffalature stracariche di ogni tipo di lubrificante, persino 2 posti letto in mansarda e uno nel salottino, una doccia, una cucina attrezzata con forno, frigorifero, fornellino, lavandino ecc.. Perché come dice il nostro il nostro amico Valter “non ci deve mancar niente“. Abbiamo anche valutato l’idea di registrare il furgone come sede ufficiale del Gruppo Ciclistico LE TERME ma pare non sia possibile.

Arrivati a Cesena una moka viene magicamente messa sul fuoco e tutt’attorno un arma di caffè si sparge nella fresca aria romagnola. Da un cassetto escono come d’incanto due vassoi carichi di brioches appena sfornate (ritirate prima della partenza direttamente al forno alle 05:30). E con caffè, macchiatoni, brioches anche i più assonnati di noi prendono vigore e siamo pronti alla partenza.

Per l’occasione abbiamo due Ospiti: si sono uniti a noi Carlo e Monica, amici del Pedale Bolognese, che hanno voluto vivere in prima persona “The style of the Thermalist”. Per loro non un semplice giro, ma una missione di familiarizzazione, visto che saranno dei nostri anche per il grande viaggio a Roma di giugno.

Le salite

Le salite della Nove Colli quante sono realmente? Non si sa! C’è chi dice 9, chi 12 altri invece 14 (contano anche i cavalcavia?) Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola, Barbotto, Perticara, Passo delle Siepi, Grillo, Sogliano, I ciliegi (S. Paola) – Montiano.

Chiacchiere nei primi chilometri, poi via via il gruppo si allunga sul Polenta (polentoni sul Polenta), le pendenze parlano chiaro e il fiato inizia a mancare. Ma la forza di Le Terme è questa: ci si aspetta, si ride, si condivide fatica e panorami.

Che panorami!

Il percorso è un susseguirsi di panorami mozzafiato, orizzonti di colline verdeggianti che si fondono in lontananza con il cielo azzurro. L’aria è fresca e la temperatura stavolta è ideale quer questo genere di pedalate. L’utima volta che siamo stati quì era il 4 di agosto e il termometro segnava i 41 gradi, vi assicuro un vero inferno.

Salita dopo salita arriviamo al cospetto del Barbotto; iconica salita Pantani. Si sale alla spicciolata ognuno aspettando il tratto duro. Il respiro si fa corto, i muscoli si contraggono e la bici si inerpica sotto la spinta delle possenti pedalate. Arriviamo in cima dove i nostri compagni più forti sono già arrivati e ci aspettano per i complimenti e la foto ricordo. Al Bar-Botto (il bar del Barbotto) il simpaticissimo e gentile gestore ci sforna panini, dolci e bibite fresche (mi pare di aver visto girare anche qualche birra, ma si sa, certe cose restano in confidenza)

Abbiamo superato la metà del percorso ma ci aspettano ancora il Perticara, e altre salite che sarà meglio non sottovalutare. Il morale è buono e la compagnia è la migliore immaginabile. Ci si aspetta, chi ha più fiato abboza discorsi e ragionamenti in salita mentre quelli senza più fiato si limitano ad annuire.

Note di colore (o sarebbe meglio dire… di odore?)

La giornata è stata impreziosita anche da un curioso quanto imprevisto fenomeno naturale.
Un nostro compagno, di cui per discrezione non faremo il nome (ma sappiate che lo sappiamo), si è trovato in piena salita ad affrontare una vera tempesta di meteorismo che ha ricordato, per intensità e spettacolarità, la celebre notte di San Lorenzo ad Abano. Resta il fatto che il meteorismo, sebbene fastidioso, è stato anche un collante sociale: mai vista tanta collaborazione nel lasciare il passo, accelerare, cambiare corsia o fingere di voler scattare in salita. Un piccolo insegnamento: nella vita, come nella bici, il vento è sempre una variabile da non sottovalutare.

Il nostro viaggio, tra una salitella non prevista e una discesa libera, volge al termine. L’attraversamento di Cesena per arrivare al nostro campo base è stato un piccolo trionfo, una passerella intervallata da semafori e rotonde, con l’attenzione particolare alle macchine che ci sfrecciavano minacciosamente vicine.

Food Track

Arrivati al furgone questo si è trasformato in un batter d’occhio in un FOOD-TRACK. Pane e salame, bruschettine, taralli, patatine, fiumi di prosecco e fusti di birra sono apparsi dal nulla.

Stanchi? Certo. Felici? Molto.

Non trovo le parole per chiudere e definire questa giornata. Ma prontamente mi viene in soccorso Marco che mi scrive su WhatsApp: “Continuo a pensare alla giornata trascorsa. SPET – TA -CO -LA – RE“.

Ecco direi proprio di definirla e di finirla così:

SPET – TA – CO – LA – RE

E il pensiero va a ROMA. Siamo pronti!!
ARRIVIAMOOOO!!


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