
Quando organizziamo le nostre escursioni fuoriporta del giovedì, la vera discriminante non è mai la gamba… ma il meteo. Anche questa settimana le previsioni erano da far tremare i polsi: temporali forti tra mercoledì e giovedì. Dopo aver controllato innumerevoli volte le nostre app meteo, abbiamo deciso comunque di confermare la pedalata sul Montello e le Colline Asolane.

Alle 7:00 di giovedì 25 settembre, caricato sul furgone un quantitativo di derrate alimentari degno di sfamare un reggimento (oltre ai classici 50 panini), puntiamo il navigatore verso Volpago del Montello, dove allestiamo il nostro “campo base” proprio vicino al tranquillo “camposanto”. Un inizio… di buon auspicio.

Prima di mettere le ruote sull’asfalto, ci concediamo un caffè nella pasticceria del paese. Qui, un’esuberante parrucchiera, tra un complimento e l’altro, ci chiede addirittura una foto per i suoi social. Tanta socialità è merce rara, e questo incontro ci mette subito di ottimo umore.

Il percorso tracciato dal nostro infaticabile disegnatore di itinerari, a vederlo sulla mappa, sembra un labirinto: incroci che si intersecano, salite che ritornano su se stesse, deviazioni strategiche per non perdere quella salita o quel borgo imperdibile. L’importante è non distrarsi e restare in “traccia”.


Si parte subito in salita, su una delle celebri “prese” del Montello, la nr. 10, per salire in dorsale e poi scendere a Nervesa della Battaglia, da dove risaliamo per la foto di rito davanti al Sacrario del Montello, uno dei principali ossari della Grande Guerra.

Da qui percorriamo la dorsale ammirando i boschi che ci accompagnano, ricordando che proprio su queste strade si è corso il Mondiale di Ciclismo 1985, vinto dall’olandese Joop Zoetemelk, davanti a Greg LeMond e Moreno Argentin. (Nota di servizio: il Super Mondiale 2031 è stato assegnato al Trentino… e qualcuno tra noi ha fatto i conti per capire se tra sei anni sarà ancora in bici per andare a vederlo!).









Archiviata momentaneamente la pratica Montello, scendiamo verso Cornuda per risalire le Colline Asolane in direzione Castelli di Monfumo e Castelcucco. Qui capiamo che i timori di acquazzoni non erano del tutto infondati: nella notte forti temporali e grandinate hanno lasciato a bordo strada grumi di ghiaccio, mentre il manto stradale è spesso coperto da foglie e rami. Risultato: fondo scivoloso e adrenalina a mille.



Attraversiamo l’Itinerario Arte e Cultura, un vero museo a cielo aperto, nel Borgo di Costalunga, tra Cavaso del Tomba e Castelciés: due chilometri di opere che ci lasciano letteralmente a bocca aperta, più delle salite.









Scendiamo da Castelcucco e Monfumo riconoscendo strade che normalmente abbiamo percorso in senso contrario. Ci allunghiamo fino alla piazzetta sopra ad Asolo, salendo da Pagnano e scendendo, dopo la classica foto, da Cassonetto.





Restano due fatiche prima del gran finale: la celebre Forcella Mostaccin, che scende verso Maser, e il ritorno sul Montello percorrendo la Presa 17, fino alla bellissima ciclabile Stradòn del Bosco, accompagnata dalla sua elegante canaletta d’acqua, che ci riporta al nostro Campo Base il Camposanto





Il terzo tempo è, come da tradizione, un tripudio: birre, battute, panini, sopressa, mortadella, bocconcini di formaggio, crostata e, novità del giorno, castagne alla griglia, raccolte e cucinate dal mitico Valter nel il suo furgone magico. Dopo aver svuotato la cambusa e testato i presenti con l’etilometro (altra diavoleria di Valter), siamo pronti a rientrare a casa, archiviando un giro che, senza timore di smentita, mettiamo tra i primi tre più belli dell’anno.



