Passo Manghen

Il passo Manghen è uno dei più celebri passi percorsi nel Giro d’Italia, particolarmente duro per la sua lunghezza. Sino al 2007 veniva inoltre percorso dalla granfondo Campagnolo per cicloamatori. Poi la granfondo ha cambiato denominazione (Sportful) e percorso: i passi Duran e Valles ne hanno preso il posto. Dal 2013 è tornato a far parte del percorso.

La salita da Borgo Valsugana è lunga ben 23,4 chilometri e presenta una pendenza media del 7%, anche se gli ultimi 7 chilometri sono quelli più impegnativi con una pendenza media del 9,5%, ma con punte del 15%.

Il calendario dei Giri del Zoba prevedeva oggi la scalata a questa importante vetta e i 13 ciclisti che hanno aderito alla manifestazione hanno onorato l’invito con impegno ed abnegazione.

Era stato deciso che ognuno sarebbe salito del suo passo e così è stato, tanto che ci siamo visti alla partenza e rincontrati, aspettandoci anche a lungo, in cima al passo.

Il cartello del Passo

Vedere la scritta del nome del Passo quasi completamente oscurata da una miriade di adesivi messi anche uno sull’altro tanti sono, lo paragono alle scritte incivili che vengono fatte dai soliti deficienti di turno su monumenti , muri , ogni dove ecc ecc. Ma perché? E chi li mette?
Ho scoperto che sono i motociclisti che segnano il loro passaggio incollando sul cartello l’adesivo.

L’adesivo del motociclista si divide in tre categorie: gli adesivi dei brand, usati per abbellire la moto; gli adesivi dei passi che si possiamo trovare nei bar o negozietti, molti gli attaccano alle borse o al bauletto, e per ultimo quelli personalizzati, che vediamo spesso nei cartelli dei passi come firma o segno che quel biker è passato di li.

Mi domando che senso ha??? che conquista o che vanto ci può essere nel fare quella salita in moto, da lasciarci il ricordo. Avrebbe quasi più senso l’adesivo del ciclista ma meglio non abbassarsi a questi livelli di inciviltà. Mi stupisco anche del fatto che ce li lasciano e i cartelli non vengano ripuliti.

Tanti laghi color smeraldo

Dopo la salita al Passo Manghen abbiamo affrontato con prudenza la lunga discesa che ci portava a Molina di Fiemme. Da li con una serie di bei saliscendi in Valfloriana e nella Valle Cimbra arrivando a Segonzano con le sue “famose” piramidi. La strada prosegue verso Pergine Valsugana fino a raggiungere i laghi di Canzolino e poi di Levico e Caldonazzo.

Le montagne sembravano tuffarsi nelle fresche acque dei laghi che assumono colori che vanno dal blu cobalto al verde smeraldo utilizzando tutte le sfumature intermedie che pochissimi pittori, con le loro variopinte tavolozze, sono riusciti a replicare.

Mela prendo …. o devo chiedere a qualcuno?

Dopo Pergine si imbocca la bella Ciclabile del Brenta che arriva fino a Bassano attraversando immense coltivazione di mele mature che mettevano l’acquolina in bocca agli assetati ciclisti. Qualcuno non ha resistito e ha ceduto alla tentazione come Biancaneve nella famosa fiaba dei Fratelli Grimm riproposta poi da Walt Disney, trafugandone di soppiatto alcune decine.

Fiore all’occhiello

Il fiore all’occhiello o la ciliegina sulla torta, come l’ha definita qualcuno, anche di questa bella escursione in trentino, è stata anche oggi l’impeccabile organizzazione. Il Presidente si è superato modificando anche il meteo e permettendo solo a qualche piccola goccia di pioggia di scendere ma solo subito dopo l’arrivo al Bici-Grill che è da sottolineare è stato un punto di partenza e di arrivo ideale per questo genere di pedalate offrendo ottimi caffè e macchiatoni la mattina e fresche birre e appetitosi toast nel pomeriggio oltre a una invidiabile location attrezzata

Forature? mai più con i tubeless.

Prodigi delle nuove tecnologie. Nonostante le molte migliaia di euro spesi per i nuovissimi tubeless che non dovrebbero sgonfiarsi mai, ma magicamente auto-ripararsi con un bianco lattiginoso liquido interno, che non oso descrivere in questo blog per non essere troppo scurrile, oggi qualcuno (l’anonimato è d’obbligo) è riuscito a forare prima la ruota posteriore in salita e poi la ruota anteriore in discesa. Gli ho sentito recitare il rosario in aramaico antico per la grande felicità.
In questo caso non si può proprio dire che chi più spende meglio spende. O no?

Non ci resta che concludere questo nostro ennesimo resoconto con l’entusiasmo delle prime volte e cioè con il nostro classico:

Per LE TERME
HIP HIP HURRA’

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