Lago di Garda e Lago di Idro

Partenza da Desenzano, puntuali e brillanti, e subito una breve sosta per uno stimolante caffè. Stavolta sarà un Garda atipico, niente Gardesana: troppo traffico, troppa ansia, troppi turisti specialmente in questa stagione. Si opta per la dorsale, tra Polpenazze e Puegnago, con le prime salitelle che sanno già di “non sarà una passeggiata”.

Giù a Cunettone e i tornanti verso la bella Salò. La solita robusta vigilessa era di guardia all’ingresso della zona pedonale lungolago, per cui via dritti senza classica foto sulla passerella. Entriamo in gardesana solo per una quindicina di chilometri che sono sembrati un’eternità per il traffico che ci costringeva spesso a salire sul marciapiede.

Ma poi eccola lì, la tabella che indicava la direzione del Lago di Idro, la vera poesia della giornata: la salita da Gargnano a Navazzo. Sette chilometri panoramici, senza eccessi ma con personalità, di quelli che ti fanno sentire in gamba senza distruggerti le gambe. A ogni tornante la vista del lago dall’alto era un incanto.

Terminata la salita proseguiamo in direzione Valvestino e il suo laghetto artificiale: un luogo tranquillo, quasi mistico… se non fosse stato per un tratto sterrato che ha preteso tutta la nostra attenzione.

Poi altra salita, ancora 7 km, questa volta verso il Passo di San Rocco: qui sì che si sente il fiato corto, ma lo spirito è alto. In cima, respiriamo aria buona e soddisfazione pura.

E poi, finalmente, la lunga discesa al Lago d’Idro, che ci accoglie sulle sue panchine in riva al lago. Qualcuno mangia un panino mentre altri lo dividono con gli anatroccoli del lago.

Ripartenza con panino ancora in fase digestiva, via verso Vestone, Nozza e Barghe, sono solo punti di passaggio prima della nuova salita verso Preseglie, dove ci salva una fontana miracolosa. Davanti all’acqua fresca diventiamo subito bambini e dopo aver messo al riparo i cellulari ci spruzziamo l’acqua fresca a vicenda bagnandoci completamente.

Ma non è ancora finita: si scende ma presto si risale verso Vallio Terme e poi Gavardo in fondo alla valle, e giusto perché mancava un po’ di dislivello saliamo a Soprazocco prima di tornare a rivedere il Garda da Puegnago.

Il finale è tutto un profumo di lago e trionfo: Puegnago, Manerba, Moniga del Garda e infine Desenzano, che ci riaccoglie sudati, stanchi, confusi ma felici e sinceramente soddisfatti.


🍺 Epilogo a modo nostro

Il furgone di Valter si trasforma in un Food Truck in un batter di ciglia e dal nulla spuntano: birra fresca 🍺, prosecco frizzante 🥂 e panini con sopressa 🌭.

Abbiamo fatto un gran bel giro… che ci ha lasciato tutti senza parole.
Anche perché, diciamolo: non si parla a bocca piena.

E con un panino in una mano, un bicchiere nell’altra, e il cuore pieno di curve, laghi e fontane,
ci siamo detti tutto… senza dire niente.

Alla prossima, amici ciclisti.
Sempre più stanchi, sempre più felici.



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