Houston abbiamo un problema

Ultima classica della stagione

Con la giornata di oggi si conclude la nostra programmazione ufficiale dei giri domenicali.

Un anno da incorniciare

Il nostro ricco calendario, che inizia la prima domenica di marzo e finisce con l’ultima di ottobre, propone ogni volta un percorso diverso e ha visto crescere il numero dei partecipanti di domenica in domenica. Possiamo orgogliosamente dire che questo è stato un anno ricco di soddisfazioni e di bei traguardi raggiunti. Lo definiremmo un anno da incorniciare.

Anche oggi abbiamo contato alla partenza una trentina di entusiasti partecipanti che formavano sulla strada un lungo serpentone di biciclette. Come spesso ho commentato diventa difficile e pericoloso gestire su strade, spesso molto trafficate, un gruppo così numeroso, ma oggi per la prima volta, abbiamo sperimentato un sistema di comunicazione che ci potrebbe facilitare il compito.

Si stratta di una semplice applicazione su smartphone che ci permette di rimanere in costante contatto radiofonico. Posizionandoci in testa ed in coda al gruppo abbiamo la possibilità di gestire più facilmente la velocità, rallentare il gruppo in caso di necessità e cosa che più conta segnalare a tutti eventuali pericoli o guasti tecnici.

Riportiamo le varie prove di collegamento: Houston abbiamo un problema (Apollo 13), oppure: Corvo, capo pattuglia a Corvo, rispondi Johny, Capo pattuglia chiama squadra B (Rambo), oppure: Volante 1 e Volante 2: inseguitevi … Equipaggio 3 tornate indietro, avete dimenticato l’auto (mitici Squallor).

Dopo i primi immancabili sfottò iniziali tutti hanno potuto apprezzare l’utilità di questo sistema che per gruppi numerosi può essere utile. L’audio in cuffia è a dir poco perfetto e si riesce ad ascoltare non solo chi è collegato ma anche cosa sta dicendo il ciclista di fianco con il rischio di qualche incomprensione.

Esempio: Dal gruppo si alza un grido: “Varda do fa i aniii” Risposta: Chi xe che fà el compleanno? “No mona, go dito varda do fajani, due fagiani!!“

Il giro, complice la bella giornata di sole, ha mantenuto le aspettative di tutti. Velocità controllata, percorso rispettato, pausa caffè a Barbarano e passaggio a salutare il nostro amico Sandro che riposa in un angolo tranquillo di Villaga ai piedi di una Croce Nera.

Rientro ad Abano per il tradizionale (ultimo??? speriamo di no) aperitivo che diventa sempre più affollato.

Non solo gruppone

Altri componenti della nostra squadra sono usciti in bicicletta condividendo con noi le loro foto che pubblichiamo volentieri a dimostrazione della grande eterogeneità del nostro gruppo e della grande sportività anche dei più “âgées“

Ma non finisce qui

Non una minaccia ma una promessa….
Dicevamo che questo è l’ultimo giro ufficiale del calendario ma non temete non finisce mica qui, continueremo a muoverci anche durante l’inverno, ci adatteremo al freddo uscendo nelle ore più calde e non rinunceremo a qualche bel giro se il meteo continuerà a essere generoso come in questi ultimi giorni. Ad ogni modo vi terremo informati e comunque noi ci faremo trovare pronti in primavera con tutto il nostro rinnovato entusiasmo e passione (ma anche con un anno in più).

Concludendo:

Per
LE TERME
HIP .. HIP …. HURRA’

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Marostica – San Luca – Fontanelle

Ottobrate venete

L’evidente prolungarsi della bella stagione ci costringe a fare gli straordinari.

Questo bel giro sopra Marostica non era in programma ma non abbiamo saputo resistere alla bella opportunità.

Quattordici ciclisti alla partenza per cui scongiurato il pericolo del nr. 13. Da Abano a velocità di crociera in direzione Marostica con sosta foto e caffè a Piazzola sul Brenta.

Da Marostica abbiamo affrontato la bella salita che costeggia le antiche mura del castello e porta a San Luca e da qui a Crosara fino a salire a Fontanelle sulla strada per Asiago.

Piccola sosta alla chiesetta del ciclista dove qualcuno ha approfittato per un attimo di raccoglimento.

Ridiscesi a Marostica ci siamo accomodati al bar della magnifica piazza per un toast e una coca prima di riprendere la via del ritorno.

Complimenti a tutti i partecipanti per il bel giro e la bella compagnia.

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Riepilogo settimanale

Questa è stata una settimana ricca di attività che hanno coinvolto tutto il gruppo.

Il giro tranquillo del martedì si è trasformato per qualcuno in una impegnativa Gran fondo.

GF DELLE TERME


SOVIZZO – TORRESELLE

Il famoso giro del soba non ha disatteso le sempre alte aspettative sulle strade delle colline vicentine. Sempre bella la salita che porta a Torreselle salendo da Valle e poi al contrario salendo da Isola Vicentina.

ELEZIONE NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

Sempre giovedì sera ha avuto luogo l’Assemblea dei Soci per il rinnovo delle cariche sociali che ha visto la presenza maggior parte degli iscritti al gruppo.

COMMEMORAZIONE AMICI DEFUNTI

Sabato mattina tradizionale appuntamento per la sentita commemorazione degli amici defunti.

Sessione MTB pomeridiana

Qualcuno nel pomeriggio, probabilmente in crisi d’astinenza, ha deciso di fare una sgambatina in MTB sui bei sentieri dei Colli Euganei.

GIRO DELLE FOGLIE MORTE

Dica trentatré

Domenica gruppone eterogeneo di 33 ciclisti in partenza da AbanoRitz per rispettare uno degli ultimi appuntamenti stagionali. Al suo interno oggi troviamo componenti di diversa qualità, età, genere ed ambizioni.

Dai più giovani 16enni, campioncini in rampa di lancio che fanno il giretto con noi come se fossero sulla cyclette della loro cameretta ai più attempati 80enni che sfidando le leggi della natura e si lanciano a velocità insostenibili tenendo la ruota dei più veloci e affrontano anche le più dure salite con l’entusiasmo dei giorni migliori. Tra questi due estremi c’è tutto un mondo di ciclisti con preparazione e ambizioni diverse, 3 donne e 30 uomini eterosessuali e, a mia conoscenza, nessuna rappresentanza del mondo LGBTQ+, ma a fare la differenza in questi casi non è il genere ma la passione, la determinazione, l’allenamento e soprattutto la voglia di stare assieme.

La gestione di un gruppo così numeroso sulle strade trafficate della domenica ci costringe a continui richiami all’attenzione, a rimane rigorosamente a destra e mai appaiati. Ad ogni rombo di motore che proviene alle spalle si alza l’urlo d’allarme “macchina” come se fosse in arrivo una colonna di tank russi.

Anche percorrendo le ciclabili l’attenzione non deve venir meno perché in questi casi la sede stradale si riduce di molto e incrociare persone a piedi o altri gruppi di ciclisti può essere pericoloso.

Il momento della pausa caffè poi diventa problematico. Negli occhi della malcapitata barista si possono leggere attimi di panico nella registrazione delle varie richieste. I tempi di preparazione poi si allungano costringendo tutto il gruppo a una lunga sosta. Sorvoliamo infine il momento di raccogliere dai vari ciclisti le monetine per il pagamento.

Per un gruppo come il nostro poter contare su un così alto numero di partecipanti è certamente motivo d’orgoglio e la dimostrazione che la nostra “filosofia” di ciclismo è apprezzata, ma comporta per contro anche qualche qualche responsabilità e preoccupazione.

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Appuntamento al cimitero

Ci sono momenti in cui ci si sente parte di una comunità, ci si sente interconnessi con persone che conosci appena ma sai essere parte del tuo mondo, persone con le quali negli anni hai condiviso contatti, conoscenze, amicizie. Ti rendi conto che la tua storia si è intersecata nel tempo con quella degli altri uscendone ogni volta modificata e sempre arricchita.

Ti senti parte di un progetto, iniziato tanti anni fa, a cui sei stato invitato, qualcuno ha lasciato prima di te, altri si sono aggiunti per continuare un percorso comune, altri, prima o poi purtroppo lasceranno.

E stata questa la sensazione che mi ha accompagnato questa mattina quando, al cimitero di Abano Terme, ci siamo ritrovati per onorare la memoria dei tanti amici ciclisti che ci hanno prematuramente lasciato.

C’erano, assieme alle tante facce conosciute che oggi sembrano avere qualche ruga in più, persone che io conoscevo solo di vista ma che hanno avuto la sensibilità, la necessità di essere presenti per ricordare un amico comune.

Per questo motivo penso che noi siamo un insieme di storie diverse ma che, con un denominatore comune, come nel nostro caso, possa essere considerato una comunità.

Camminando in mezzo alle tante tombe ognuno riconosceva un amico, un parente, un ricordo riaffiorava.

Le tante foto ingiallite dal tempo ricordavano ognuna una storia diversa, una vita da raccontare, episodi dimenticati che solo gli amici che passano di qua ogni tanto possono rievocare riportando in vita, se pur per un attimo, chi giace nel freddo giaciglio della morte.

Ci si raccoglie in preghiera davanti a chi si è conosciuto ma quante altre foto implorano la nostra attenzione almeno per un momento per sussurrarci la loro storia.

Sono questi i momenti in cui ci si rende conto del valore dell’amicizia e dell’importanza delle relazioni tra esseri umani che condividono il nostro stesso cammino.

Per questo motivo abbiamo deciso di brindare agli amici, al solito bar, onorando la loro memoria ed i nostri ricordi, sicuri che loro avrebbero apprezzato e avrebbero sollevato i calici urlando il nostro:


per Le Terme Hip Hip Hurrà

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