Lago d’Iseo

Gita in bicicletta sul Lago d’Iseo: un’avventura tra panorami mozzafiato e nuovi amici!

Ieri mattina, dopo una traferta in auto durata due ore, abbiamo intrapreso una nuova emozionante avventura in bicicletta sul Lago d’Iseo. Nonostante il tempo incerto iniziale, il meteo si è rapidamente trasformato, regalando una giornata perfetta per pedalare.

IL GRUPPO

Eravamo in undici, un gruppo affiatato con due ospiti d’eccezione: i nostri amici tedeschi Wolfgang e Klaus, che dopo aver seguito le nostre imprese sul blog, hanno deciso di unirsi a noi per vivere l’esperienza dal vivo.

IL PERCORSO

Il nostro itinerario prevedeva il giro completo del lago, con due deviazioni imperdibili. La prima è stata la salita a Vigolo, una sfida per le gambe ma ampiamente ripagata dalla vista spettacolare sull’intero lago da oltre 800 metri di altezza. La seconda deviazione ci ha portati al Lago di Rendine, un piccolo gioiello incastonato tra le colline, raggiunto con una salita più dolce ma altrettanto suggestiva.

Uno dei momenti clou del giro è stato pedalare sulla splendida ciclabile incavata nella roccia, che costeggia il lato occidentale del lago. Un percorso emozionante e panoramico che ci ha fatto sentire completamente immersi nella natura, con il lago da un lato e le imponenti pareti rocciose dall’altro.

UNA BIRRA IN FRANCIACORTA

Per concludere la giornata, ci siamo fermati immersi nei vigneti della Franciacorta, dove abbiamo scoperto un birrificio locale che ci ha accolto a braccia aperte. Qui abbiamo avuto il piacere di degustare alcune delle loro birre artigianali, prodotte con passione e attenzione ai dettagli, un brindisi perfetto per chiudere questa splendida avventura.

Un ringraziamento speciale a tutto il gruppo per la compagnia e a Wolfgang e Klaus per aver condiviso con noi questa giornata indimenticabile. Alla prossima avventura!


Condividi:

Termali nel mondo

Termali nel mondo

Titolo ispirato dal brillante suggerimento dell’amico Paolo.

Eccomi anche oggi a condividere una carrellata di emozioni, aneddoti e sudori, raccolti dalle pedalate settimanali del nostro fantastico gruppo di ciclisti e immortalati nelle foto che vedrete di seguito. Ogni immagine racconta una storia: non solo fatica, ma anche la gioia di condividere la strada, l’entusiasmo di ogni traguardo raggiunto e quei momenti di puro divertimento che rendono ogni uscita speciale.

Ogni settimana, le nostre ruote percorrono centinaia di chilometri e portano con sé storie che meritano di essere raccontate, testimonianza della grande vivacità, dell’entusiasmo e della passione che ci accomuna.

Dalle salite più impegnative ai panorami mozzafiato, dalle risate lungo i percorsi in pianura alle sfide personali affrontate con grinta, il nostro gruppo dimostra di essere un mix esplosivo di energia, amicizia e pura passione per le due ruote. E mentre il sudore scorre e i battiti aumentano, una cosa è certa: non importa quanta fatica facciamo, ci ritroviamo sempre a sorridere alla fine di ogni giro magari davante a un bel panino o un bicchiere di birra.

In questa settimana, più che mai, abbiamo assistito a momenti che definirei epici: chi ha conquistato una vetta che sembrava impossibile, chi ha battuto il proprio record personale, e chi, semplicemente, ha goduto della bellezza di pedalare insieme.

Non mancano, ovviamente, gli imprevisti: dalle gomme bucate ai rapidi pit-stop per un caffè che si trasformano in preziose pause per condividere riflessioni ed emozioni o, più semplicemente, qualche battuta di spirito. In quei momenti, anche la fatica sembra svanire tra una risata e l’altra, mentre ci ricordiamo che il bello del ciclismo non è solo superare salite impossibili, ma anche godersi il percorso e la compagnia.

Se c’è una cosa che questo gruppo sa fare, è trasformare ogni pedalata in un’avventura da ricordare. Non siamo semplicemente un gruppo di ciclisti, ma una famiglia su due ruote, che ogni settimana si spinge oltre i propri limiti, senza mai dimenticare il vero obiettivo: divertirsi e godersi il viaggio.

Domenica 8 settembre: Il tradizionale pellegrinaggio a Lendinara

Martedì 10 Settembre: il “Giro delle Foglie Morte” in BDC

Martedì 10 settembre: Due birrette tra Soave e “La via della Lana” in EMTB

Il bel giro di Giovedì “purtroppo” annullato per pioggia

Venerdì 13 settembre: Un caffè sui colli (nonostante la pioggia e il freddo)

Sabato 14 settembre: Recupero della Benedizione a Monte Berico

Sabato 14 settembre: Marostica – Monte Corno – Rubbio

Domenica 15 settembre: Dorsale Berica e rientro da Teolo

Condividi:

Un Giro “abbondante” di Prosecco

Prefazione

Anche oggi l’organizzazione di questo spettacolare giro sulle Colline del Prosecco è stata impeccabile se non fosse per un paio di punti che effettivamente sono stati sottovalutati:

  1. La scelta del parcheggio sembrava perfetta, all’interno di un parco alberato, con una favolosa pasticceria per il caffè iniziale a 100 metri e un bar che ci avrebbe accolto a braccia aperte al rientro per il terzo tempo. Peccato che il parcheggio fosse un covo di zanzare assatanate che abbiamo sfamato donando loro litri del nostro sangue tra imprecazioni e schiaffi alle gambe salassate. Al rientro abbiamo trovato le auto possedute dai “draculinei” insetti che le hanno usate nel frattempo come incubatrici. Per di più, il tanto desiderato bar era chiuso il sabato pomeriggio, una vera maledizione.
  2. Seguendo il percorso, attentamente studiato dall’infaticabile presidente, a una decina di chilometri dall’arrivo, per cui con oltre 100km e 2200m di dislivello sulle gambe, ecco che improvvisamente una bella e sinuosa discesa si trasforma una lingua di cemento e subito dopo in un sentiero sterrato che anche un mulo avrebbe evitato.

Naturalmente queste piccole difficoltà sono state affrontate e superate con la proverbiale calma dal gruppo che ha trovato subito una strada alternativa per riportarci in “traccia” e soprattutto all’arrivo ha trovato un piccolo bar che ci ha accolti con aria condizionata e una serie di eccellenti birrette artigianali a km zero (si, ma fatte in Friuli con luppolo Californiano).

Per il resto il giro è stato perfetto, panoramico, impegnativo, stimolante, divertente, appagante, ma… che ve lo dico a fare, ormai chi ci conosce sa quanto sono belli i percorsi proposti dal nostro calendario.

Oggi tralasceremo tutto il lungo e spesso noioso resoconto della giornata e lo faremo raccontare dalle immagini che abbiamo raccolto qua e là.

Zona Prosecco DOC

Passo Praderadego

Passo San Boldo

Refrontolo

Collalto

Condividi:

Recoaro – Campogrosso – Ossario del Pasubio

CAMPOGROSSO
Sempre duro mi fu quest’erto colle,
ma con gli amici in bicicletta, ogni fatica è perfetta,
rende lieve anche il pendio più folle,
tra risate, sudore e un brindisi alla vetta.

Un’altro giovedì da raccontare

I tanti chilometri e le alte temperature previste hanno scoraggiato alcuni di noi.

Dieci ciclisti determinati a completare questa sfida formano lo zoccolo duro del gruppo, pronti a mettersi alla prova in ogni occasione. Partiti da Abano alle 07:30, con una temperatura già intorno ai 30° e un alto tasso di umidità.

Il percorso verso Recoaro Terme, punto di partenza della impegnativa salita a Campogrosso, non ha riservato sorprese, ad eccezione della piacevole scoperta di una nuova e tranquilla stradina. Questo nuovo percorso ci ha condotti da Sovizzo fino a Castelgomberto, dove abbiamo fatto una sosta per un “Coffee Break”.

Da Castelgomberto, dopo aver attraversato Valdagno saliamo a Recoaro Terme in leggera salita. In centro a Recoaro le classiche foto e il primo abbraccio di giornata a una fresca fontanella.

La salita

Qui iniziano le dolenti note. La salita parte appena usciti dal centro di Recoaro e si inerpica sulla montagna attraversando il paesino di Merendaore dove un paio di tornanti soleggiati ci danno del filo da torcere. La salita ha una lunghezza di 11.7 km, un dislivello di 1006 metri e una pendenza media del 8.6% ma sul mio Garmin il numero 8% non l’ho mai visto, ma forse ero distratto o “turbio”. Si sale alla spicciolata qualcuno davanti e qualcuno dietro (io dietro per la verità non avevo nessuno).

Arrivati al Rifugio Campogrosso i primi erano stanchi di aspettare e per non annoiarsi hanno cambiato le camere d’aria alla bicicletta. Il tempo di ingurgitare un panino e bere qualcosa e si riparte in direzione del Pian delle Fugazze che deve essere diventato famoso per i dolci fatti in casa.

Già che ci siamo facciamo un salto all’Ossario del Pasubio che domina Valli del Pasubio (appunto).

Da adesso in poi, tutta discesa fino a Limena come si sul dire. Se in salita ero ultimo e mi facevano male le gambe in discesa avevo dolori alle mani a forza di frenare per mantenere la stessa posizione conquistata con tanta difficoltà. Beati gli ultimi si dice se i primi … conoscono la strada.

Breve pausa alla Farmacia dei Sani (il solito bar a Valli del Pasubio) per poi scendere verso Torrebelvicino e Schio. Da qui in avanti il caldo pomeriggio di fine agosto comincia a farsi sentire assieme agli ormai 100km pedalati. Si attivano i radar per individuare lungo il percorso le fontanelle che ci avrebbero tenuti bagnati e fresci salvandoci la vita.

Attraversiamo il centro di Vicenza ed il gruppo comincia a disunirsi, una parte imbocca la ciclabile, altri la Riviera Berica ma ci si incontra nuovamente a una fontana d’acqua calda.

Cominciamo a visualizzare boccali di birra fresca verso Fossona ma qui il nostro uomo di colore (il Maron) decide di forare facendoci risvegliare dal nostro torpore. Dopo aver sostituito la camera d’aria ed aver alimentato col nostro sangue bollente una nuvola di zanzare, ripartiamo verso Abano dove abbiamo concluso la nostra lunga pedalata davanti al solito bicchierino di birra (forse erano due non ricordo).

 

Condividi: