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Estate o Autunno?

Domenica 18 Settembre una bella domenica d’autunno?

Dopo la prematura scomparsa di Piero Angela e l’indisponibilità del figlio Alberto a scrivere su questo nostro blog, ho pensato potesse essere comunque utile al Gruppo Ciclistico LE TERME (ma non solo) fare un po’ di chiarezza sulle QUATTRO STAGIONI (non la pizza!!)

Dunque facciamo chiarezza

Dal punto di vista astronomico si sentenzia che siamo ancora in estate, questo almeno fino a giovedì prossimo quando, con l’equinozio d’autunno, dovremo fare spazio alla nuova stagione. Questa mattina però abbiamo assistito tutti ad una invasione di campo; l’autunno si è presentato con un paio di giorni d’anticipo, abbassando la temperatura di almeno una quindicina di gradi.
Ma quando comincia davvero l’autunno? Con l’equinozio, il 21 settembre o il 1° di settembre?

Ma cos’è l’equinozio d’autunno?

Dal latino aequinoctium (“stessa durata della notte”), l’equinozio è quell’evento astronomico che indica l’allineamento geometrico tra Terra e Sole, con questo che si trova posizionato esattamente sopra l’equatore. La rivoluzione terrestre intorno al Sole porta il giorno e la notte ad avere la stessa durata: circa 12 ore di luce diurna e 12 ore di oscurità.

Sempre dal punto di vista astronomico, contrariamente a quanto in molti pensano l’autunno non inizia il 21 settembre. Data e ora degli equinozi infatti cambiano, se pur di poco, ogni anno. Quest’anno l’equinozio d’autunno avrà inizio venerdì 23 settembre precisamente alle ore 3.04 italiane. Da quel momento le giornate inizieranno ad accorciarsi sempre di più e le temperature diventeranno sempre più rigide.

Ma allora quando inizia davvero l’autunno?

Dal punto di vista meteorologico, la stagione autunnale inizia invece il 1° settembre e comprende settembre, ottobre e novembre.  Da un punto di vista meteorologico le stagioni vengono suddivise in base alle condizioni climatiche. Da settembre a novembre si parla di autunno. Da dicembre a febbraio di inverno mentre da marzo a maggio di primavera e da giugno a settembre di estate.

Se avessimo avuto queste importanti informazioni qualche giorno fa, questa mattina non saremmo stati presi alla sprovvista.

Tutti abbiamo avuto sicuramente qualche difficoltà a recuperare indumenti un po’ più pesanti tipo, manicotti, bandane sotto-casco, smanicati antivento, copri-scarpe, guanti e qualcuno anche la maglia a maniche lunghe che non utilizzavamo da mesi e molti avranno scomodato all’alba la propria signora per avere l’esatta posizione di quel determinato indumento che comunque si trovava in fondo al solito cassetto ormai tutto sottosopra.

Nonostante queste piccole difficoltà iniziali, l’abbassamento di temperatura non ha certo scoraggiato i nostri prodi ciclisti che si sono presentati numerosi al solito punto di ritrovo..

Il percorso odierno prevedeva, come spesso succede, il passaggio sui Colli Berici con la “fastidiosa” salita della Scudelletta da Barbarano e proseguire poi sulla dorsale fino a Monte Berico dove ci siamo fermati per fotografare la bella Vicenza e la cornice di montagne che si stagliava all’orizzonte.

Al ritorno, dopo il primo tratto nella trafficatissima ciclabile e l’immancabile pausa caffè ci siamo lanciati a velocità sostenuta verso Abano che abbiamo raggiunto in un battibaleno grazie al presidente che, messosi alla testa del gruppo, ha lanciato la sua personale sfida alla velocità-spazio-tempo (vi evito per oggi e solo per compassione la complicata spiegazione scientifica).

Raggiunta Abano Terme abbondantemente prima di mezzogiorno abbiamo avuto tutto il tempo per dedicare la nostra attenzione al solito aperitivo analcolico prima di rientrare alle nostre case.

E come sempre concludiamo con il nostro motto:

Per LE TERME HIP HIP HURRA’

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Prosecco batte Acqua 2-0

Uomini di poca fede

Il meteo sulle colline dell’Unesco non prometteva niente di buono. La sera prima nel nostro gruppo WhatsApp giravano previsioni catastrofiche con tanto di screenshot a documentarle. Nonostante la quarta dose di benedizioni, l’ultima ricevuta proprio domenica scorsa a Lendinara, qualcuno meditava sulla possibilità di abortire nuovamente il Giro del Prosecco.

La partenza era stata fissata alle ore 06:30 per cui prima dell’alba e non c’era modo di valutare il cielo ma man mano che ci avvicinavamo alla nostra meta era evidente che sarebbe stata corsa bagnata. Partiti con questa convinzione ed attrezzati con mantelline, manicotti e persino con qualche strano copricapo, iniziamo il nostro Tour del Prosecco.

Il cielo, pur mantenendo nuvoloni con 50 sfumature di grigio, ci regalava qualche squarcio azzurro oltre a qualche raggio di sole che illuminava i pendii di queste colline letteralmente coperte da vigneti.

Message in a bottle

Messaggio in una bottiglia consegnata al mare come nella famosa canzone dei Police.
Immaginate un immenso oceano di chicchi d’uva, un oceano in tempesta con onde alte qualche centinaio di metri che vi circondano fino a nascondere l’orizzonte, con il profumo forte e dolciastro del mosto che presto si trasformerà in miliardi di bollicine racchiuse in milioni di bottiglie.

Pedalare tra questi vigneti, inebriati dai profumi di questa terra meravigliosa, tra i contadini impegnati nella raccolta manuale di questi preziosi acini, non ha prezzo e anche la fatica delle tante salite viene ripagata da queste belle ed intense emozioni.

Passo di Pradeladego

Il tratto più duro previsto oggi era la salita del passo di Pradeladego. Una salita di circa 8km con pendenze che a tratti si possono definire proibitive ma che regala squarci di paesaggio spettacolari e angoli di bosco che potremmo definire fiabeschi. Qualcuno trova persino la scusa di raccogliere qualche fungo per poter mettere il piede a terra e respirare.

Il meteo sembra addirittura migliorare e scendendo verso Belluno, Ponte nelle Alpi e costeggiando il Lago di Santa Croce diventa persino luminoso.

Rientriamo, prima di entrare in Vittorio Veneto, sulle nostre amate colline salendo a Tarso e poi a Zuel di Qua e a Zuel di La per raggiungere Rolle, secondo molti una delle più belle e caratteristiche vedute di questi posti per scendere poi a Refrontolo e a Pieve di Soligo dove ci aspettavano le nostre auto.

La promessa

Complessivamente un giro spettacolare che ogni volta ci affascina e che ci invita a ritornare magari scoprendo qualche altra stradina o salitella poco conosciuta. Torneremo di sicuro. Promesso!

Per grazia ricevuta

Subito dopo il nostro passaggio a Ponte nelle Alpi si è scatenata la bufera a conferma che la nostre quarta dose di benedizioni ha funzionato alla grande anche fuori provincia.

Clicca sulla foto per leggere la notizia.

E per LE TERME HIP HIP HURRA’

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Lendinara

La quarta dose

Dopo le due benedizioni primaverili di Monte Berico e Lendinara abbiamo concluso il nostro percorso mistico con la Messa e benedizione di sabato scorso a Monte Berico ed oggi al Santuario della Beata Vergine del Pilastrello di Lendinara.

Attenta partecipazione

Appuntamento sempre molto sentito da tutto il gruppo. Almeno una trentina di ciclisti hanno aderito al nostro invito pedalando a velocità controllata nella bassa padovana fino ad arrivare nella provincia di Rovigo anticipati dai nostri alfieri in E-Bike che ci aspettavano sul sacrato del Santuario.

Gli alfieri del Gruppo Le Terme

Anche oggi ad aspettarci il nostro ormai amico Don Luca che, sempre molto sensibile e vicino alla nostra passione, oggi ha benedetto singolarmente anche tutte le nostre biciclette che ora dovrebbero essere protette dalle forature anche dalla più ostinata e pericolosa variante Chioggiotta.

La benedizione delle bici

Il ritorno a casa è stato un po’ più veloce rispetto all’andata risalendo da Este, Rivadolmo, Cortelà, salita a Teolo e finale alla premiazione finale davanti al solito aperitivo analcolico.

Abbiamo testimonianze di alcuni nostri atleti che disertando l’appuntamento mistico per allontanarsi in MTB sulle trincee della prima guerra e salendo sull’Ortigara.

Nicola e Sebastiano
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Monte Tomba e Cima Grappa

I GIRI DEL SABO

Una selezione dei nostri migliori atleti ha scalato il Monte Tomba salendo da Alano e poi proseguito verso Cima Grappa.

Vecchietti indomiti …. prima scalano il Monte Tomba e poi, mai domi, pure Cima Grappa.
Giornata meravigliosa, cielo Terso, orizzonti Infiniti…..

E che emozione …. pedalare in mezzo alle trincee, gli ossari, le chiesette, le gallerie di ricovero dove tanti ns. Ragazzi sono morti oltre 100 anni fa per donarci la libertà, anche di pedalare, che oggi godiamo.

Complimenti. Bravi ragazzi.

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