Questa mattina altro passaggio al Santuario della Beata Vergine del Pilastrello a Lendinara per rinnovare il nostro voto alla Madonna Nera.
Dal punto di vista ciclistico poco da raccontare se non il fatto che oggi mi sembra di essere andato in bicicletta “a scrocco”.
Mi spiego meglio, siamo partiti in 10 ciclisti da Abano Terme alle ore 09:01; temperatura attorno agli 8-9 gradi e cielo coperto. Pronti via e prende subito la testa del gruppo il nostro “locomotore” Beppone, che viaggia a velocità di crociera sostenuta.
Tutti ci aspettiamo che dopo 10, 20 o al massimo 30 chilometri si spostasse chiedendo il cambio ma questo non è mai successo e nessuno di noi ha avuto il coraggio di sostituirlo anche perché pochi avrebbero potuto tenere quel ritmo.
Morale della favola ci siamo fatti trasportare dalla scia del Beppone da Abano a Lendinara e poi da Lendinara ad Abano in pratica andando a scrocco per tutta la mattinata (grande vergogna).
Complimenti naturalmente al Beppone a cui tutti riconosciamo la potenza, la costanza e la grande generosità e a cui indirizziamo oggi la nostra supplica:
Madonna Nera di Lendinara
Gloria a Beppi
Gloria a Beppi, nell’alto dei colli, e pace in terra ai ciclisti di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti inseguiamo, ti rincorriamo, ti rendiamo grazie per la tua forza immensa; Amico Beppone, dalla gamba altruista, grande passista, nonché alpino paracadutista.
Tu che tiri in testa al gruppo, abbi pietà di noi; Tu che tiri il collo al gruppo, accogli la nostra supplica; Tu che tieni la destra, nei giorni di festa, abbi pietà di noi. Amico Beppone, ciclista imponente, amico sapiente e uomo attraente; perché tu solo e soltanto, tu solo un signore, tu solo il fortissimo; Amico Beppone sei del gruppo LeTermel’indiscusso campione.
La classica delle foglie morte, questo è il nome di questa nostra antichissima corsa, nome che purtroppo da moltissimi anni ci è stato rubato dal Giro di Lombardia. Noi continueremo comunque a chiamarla così e a riproporla annualmente a fine ottobre.
Si tratta di una corsa in linea di ciclismo maschile anche se tra i partecipanti di oggi mi sembra di aver visto un’intrusa.
Al via anche oggi un buon numero di ciclisti tutti intenzionati ad emulare i più famosi ciclisti del passato.
Nella foto i mitici Massimo col proprio gregario Mauro
Ma torniamo ai giorni nostri e alla nostra corsa: A gara abbondantemente iniziata, alcuni ciclisti senza numero, ma con la mitica maglia del gruppo ciclistico LeTerme, assolutamente poco sportivamente, ingannando la pur attenta giuria, hanno intercettato il gruppo già ad Albettone e sono entrati in gara con giustificati e irripetibili commenti di disapprovazione dei presenti. Fortunatamente dopo qualche chilometro si sono autonomamente squalificati e sono usciti dal gruppo.
Al punto di rifornimento è stato sorseggiato un caffè al volo prima di affrontare la seconda parte del percorso che presentava le maggiori difficoltà: Baone, Passo Croci, Valle San Giorgio, Sassonegro, Arquà Petrarca, Via degli Ulivi (Montanella), Valsanzibio, Galzignano, Bisce, Torreglia.
Ultima salita della giornata sarebbe dovuta essere Quota 101 ma, come saprete, il nostro Premier Draghi ha deciso di mettere mano alla riforma delle pensioni eliminando Quota 101, per cui a Torreglia ci siamo visti costretti a modificare il percorso e ad andare direttamente a Tramonte.
Ci spiace soprattutto per i tanti tifosi che hanno aspettato invano il passaggio della carovana, assiepati sin dalle prime luci dell’alba ai bordi del mitico muro del valico. Ci auguriamo che in futuro le vicende politiche di questo nostro malconcio Paese non interferiscano più con lo sport e con eventi così importanti come il nostro.
L’arrivo ad Abano è avvenuto alla spicciolata in quanto l’altissima velocità con cui gli atleti hanno affrontato la corsa ha fatto molti “danni” tra i partecipanti. La premiazione come al solito è avvenuta al bar presso il Centro Commerciale Cà Grande e sono molti i ciclisti che hanno festeggiato alzando le loro sudatissime coppe….
Non ci resta che darvi l’appuntamento alla settimana prossima dove affronteremo l’ultimo impegno ciclistico della stagione estiva (non preoccupatevi stiamo pensando anche a un calendario invernale da proporre fino a febbraio) e il percorso di domenica prossima ha un nome importante, storico, mitico: La Parigi-Roubaix per cui non mancate.
Classica delle foglie morte
Percorso: Abano, Montecchia, Polo, Fossona, Bastia, Albettone, Agugliaro, Valbona, Lozzo (caffè), ciclabile fino ad Este, Baone, Via Croci, Valle San Giorgio, Sassonegro, Arquà Petrarca, Via degli Ulivi, Valsanzibio, Galzignano, Bisce, Torreglia, Luvigliano, Quota 101(eliminata), Tramonte, Croci, Monterosso, Abano. Km 80 con dislivello di 500m.
Informiamo i vecchi e i nuovi amici che a partire dal mese di novembre e fino a fine dicembre saranno aperte le iscrizioni e i rinnovi al Gruppo Ciclistico LE TERME Padova per la stagione 2022.
Per ogni informazione potete consultare la pagina dedicata aitesseramenti del nostro sito.
Appuntamento ad Abano alle 09:31. Mi presento puntuale, il piazzale però non è quello di sempre, e non vedo biciclette in giro.
Anche il meteo questa mattina deve aver letto il nostro invito e per l’occasione si è presentato indossando il suo vestito grigio.
C’è molta umidità nell’aria fredda oltre a una leggera nebbiolina che da la sensazione di entrarti nelle ossa.
Vedo sotto i portici un capannello di persone che riconosco, si sono loro, sono i miei compagni ciclisti.
Nessuno di loro indossa la nostra divisa e nessuno si è portato la bicicletta. Da sotto la mascherina si parlano sottovoce, come a rispettare la sacralità di questo luogo. I gesti, che abitualmente accompagnano il loro colorito interloquire, oggi sono più contenuti, anzi le mani sono nascoste nelle tasche o incrociate assieme alle braccia sul petto.
Ne arrivano altri, un saluto accennato con il capo e qualche insicura stretta di mano ancora troppo condizionata dal maledetto Covid. Non servono molte parole, basta uno sguardo, un cenno con la testa per dimostrarsi partecipazione e per dimostrare ancora una volta l’appartenenza a questo gruppo.
Si conoscono da sempre, da oltre 40 anni, stiamo parlando di persone diventate fratelli nella condivisione di quella passione che li ha visti fin da giovani affrontare con gioia le tante fatiche che solo uno sport come il ciclismo ti impone. Ed ancora oggi, anche quando la carta d’identità e qualche ottuso medico imporrebbe loro di smettere, sono ancora pronti a salire in sella per un giro in compagnia, a sfidarsi in impagabili garette e a festeggiare poi tutti assieme con un bel brindisi al Gruppo.
Sarebbe troppo facile utilizzare il ciclismo come metafora della vita, con la difficoltà in salita, con la felicità che si respira in discesa, con le regole non scritte da rispettare in gruppo e con la costanza e la regolarità nel pedalare necessaria per raggiungere il traguardo.
Oggi abbiamo lasciato a casa le nostre divise e le nostre amate biciclette per raccoglierci e concedere un momento alla memoria dei tanti amici che hanno abbandonato la corsa e che ci aspettano al traguardo.
E’ un momento di intenso raccoglimento e il lungo elenco di amici scomparsi, e ricordati durante la cerimonia, ha sicuramente riportato alla mente di ognuno di noi un momento particolare, un sorriso, una battuta, una giornata particolare o un momento di fraterna amicizia che il tempo non può cancellare.
A questo servono queste occasioni, a raccogliere gli amici vivi attorno al ricordo dei morti, non per celebrarli ma per farli vivere in noi, consapevoli che finché qualcuno li ricorderà essi faranno ancora parte del mondo dei vivi.
Permettetemi di ricordare e salutare le nostre due improvvise perdite di quest’anno; gli amici Alessandro Pescante e Carlo Lupi che, sono sicuro, rimarranno a lungo nei nostri ricordi e di conseguenza nel mondo dei vivi.
Puntuale alle ore 09:31 di questa mattina ha preso il via la nostra pedalata #enocollinaria eno=vino buono, colli=belle colline, aria=aria pulita, a cui hanno partecipato 25 ciclisti (bel gruppone) molti conosciuti ma anche qualche faccia nuova.
Abbiamo rispettato rigorosamente tempi e percorso prestabiliti, effettuando alcune soste fisiologiche e meccaniche (entrambe prontamente risolte).
Sul percorso abbiamo effettivamente poco da dire in quanto conosciutissimo da tutti i cicloamatori della zona ma stamattina l’aria frizzante, il cielo limpido e la luminosità della mattinata meritano sicuramente di essere evidenziati.
Difficilmente le foto scattate con un cellulare riescono a riportare fedelmente i paesaggi, i colori e soprattutto le emozioni che un giro in bicicletta con gli amici riescono a darti, ma servono comunque per far ricordare questi momenti a chi li ha vissuti e a testimoniare agli amici non ciclisti le belle sensazioni che la bicicletta ci regala.
Colline ricamate da vigneti con interminabili filari di viti, che qualche settimana fa ci hanno regalato il loro prezioso frutto, ora si preparano alla prossima stagione godendo silenziose dell’ultimo sole caldo d’autunno.
Le foglie che prima nutrivano e proteggevano il grappolo d’uva, ora hanno terminato il loro essenziale compito e piano piano arrossiscono, ingialliscono esplodendo in mille colori dai toni caldi che a breve daranno all’intera piantagione i colori che solo pochi pittori sono riusciti a riprodurre.
Quando anche l’ultima foglia sarà caduta tutto diventerà grigio e freddo, la nebbia e il gelo avvolgerà inesorabilmente i filari e a noi non resterà che aspettare la primavera che risveglierà e ridarà vita alla vite.
Dobbiamo solo aspettare pazienti, con i tempi dettati dalla natura, magari sorseggiando un bel bicchiere del suo frutto pregiato. Il Tai rosso.