FESTA SOCIALE 2024

Il Gruppo Ciclistico Le Terme celebra un anno indimenticabile

Un giorno di festa e amicizia

Domenica 8 dicembre 2024, nella cornice di un ristorante illuminato da calde luci natalizie e dal sorriso dei partecipanti, il Gruppo Ciclistico Le Terme ha chiuso l’anno in grande stile. Un evento memorabile, che ha saputo fondere la tradizione ciclistica con l’atmosfera di amicizia e complicità che caratterizza il gruppo da ormai 15 anni di passione condivisa.

Gli oltre 100 ospiti, puntualissimi, sono stati accolti con un sorriso da Monica, da Roberto concentrato sull’incasso e dalle note raffinate del Maestro Stefano, che hanno subito avvolto la sala in una magica armonia. I tavoli, accuratamente decorati e nominati in omaggio ai Colli Euganei, hanno aggiunto un tocco di eleganza e territorialità, un richiamo alle strade che i ciclisti conoscono e amano.

Sempre il solito discorso

Il pranzo, come sempre al Montegrande, è stato un susseguirsi di delizie culinarie, intervallato da momenti di grande emozione. Non poteva mancare il discorso del nostro amatissimo Presidente Flavio Salmistraro, che con il consueto carisma ha preso in mano la situazione, celebrando i successi del 15° anno dalla fondazione del gruppo. Un discorso sentito, non a reti unificate come il tradizionale messaggio di fine anno di Mattarella, ma con la forza della passione e della gratitudine verso chi ha contribuito alla crescita di questa realtà straordinaria.

Le nozze d’oro

Grazie all’amico Roberto Pavan, un momento speciale è stato dedicato alla rievocazione degli inizi, raccontando molti aneddoti e ricordi di quell’avventura iniziata nel 1974 dai nostri padri fondatori.
Cosi come le nozze d’oro, cinquant’anni di ciclismo e amicizia non si celebrano tutti i giorni, e il valore di questa ricorrenza era tangibile negli sguardi di chi c’era fin dall’inizio.

Campioni

Non vantiamo grandi campioni o giovani corridori in rampa di lancio, ma i nostri eroi superano i confini dello sport, guadagnandosi il nostro più sincero apprezzamento.
Le premiazioni hanno reso omaggio a chi si è distinto durante la stagione, tra applausi e foto di rito. Momenti impreziositi dal classico bacio simbolico e dall’orgoglio di appartenere a un gruppo così speciale.

La lotteria

Poi è stato il turno della lotteria, ricca di premi che hanno fatto brillare gli occhi dei partecipanti: ceste di prodotti tipici, vini pregiati, panettoni, premi tecnici per ciclisti e persino biglietti della Lotteria Italia, un augurio di fortuna che accompagnerà fino al 6 gennaio. A sfoderare il suo grande “gluteo” è stato l’amico Giuseppe che si è accaparrato il premio più ambito. Il prosciutto.

Dillo con un fiore

Un gesto gentile e molto apprezzato è stato dedicato alle Signore presenti, omaggiate con un presente floreale che ha aggiunto un tocco di eleganza e galanteria alla giornata.

Balli scatenati

E mentre il pranzo volgeva al termine, c’è stato spazio anche per due giri di valzer, con alcune coppie che non hanno resistito al richiamo della musica. La sala si è trasformata in una piccola pista da ballo, chiudendo la festa con una nota di spensieratezza e gioia.

Il gioco delle coppie (scopri l’intruso)

Un grande GRAZIE

Un grazie di cuore a tutti i partecipanti, agli organizzatori e a chi, dietro le quinte, ha reso possibile un evento che non dimenticheremo. Ora, con i cuori pieni di gratitudine, ma anche dopo aver gustato una abbondante fetta di dolce, siamo pronti a ripartire, pedalando verso un nuovo anno, più carichi e più uniti che mai. 🚴‍♂️🎉

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Homo Cyclos Sapiens: E’ tutto vero

L’alba dell’Homo Cyclos Sapiens: una scoperta epica sulle colline Beriche

Questa mattina, sotto un cielo azzurro e carico di promesse, otto rinomati archeologi con un’aria da Indiana Jones in pensione si sono avventurati sulle misteriose colline Beriche. Il loro obiettivo? Decifrare l’enigma di un’antica mappa, rinvenuta per caso tra le carte di un archivio polveroso del Gruppo Ciclistico Le Terme. La mappa, tracciata con una mano tremolante e misteriosa, indicava la posizione di alcune caverne che, si vociferava, celassero i segreti delle origini del gruppo ciclistico e, forse, di un’intera civiltà dimenticata.

Giunti al sito, gli archeologi si sono imbattuti in un ingresso nascosto da secoli sotto un intrico di edere e rovi. Con la pazienza che solo gli studiosi affamati di gloria sanno dimostrare, hanno liberato l’entrata e, armati di torce e tanto coraggio, si sono addentrati nelle viscere della terra.

Ed è qui che la storia si è tinta di leggenda.

Sulle pareti delle caverne, infatti, hanno rinvenuto disegni rupestri di un’epoca tanto lontana da far impallidire la memoria umana. Quei graffiti, graffiati nella pietra con la caparbietà di chi sa di dover lasciare un segno per i posteri, rappresentavano l’Homo Cyclos Sapiens, una figura straordinaria metà uomo e metà ciclista. In una scena particolarmente suggestiva, si vede un primitivo di robusta costituzione che, dopo aver domato il fuoco e reinventato la ruota, inventa la bicicletta con quello che sembra il primo telaio in legno e ossa.

Ma non è tutto. Tra le rappresentazioni si intravedono quelli che potrebbero essere gli antenati del moderno gruppo ciclistico: figure intente a pedalare in fila, sfidando il vento e il destino, armate di lance ricavate da sterpi. Alcuni di loro sembrano addirittura discutere della miglior pressione da tenere nei rudimentali pneumatici fatti di pelle animale.

L’esimio professor Flavio Salmistraro, a capo della spedizione, ha dichiarato ai microfoni:
“Questa scoperta cambia tutto ciò che credevamo di sapere sulle origini dell’uomo moderno. L’Homo Cyclos Sapiens dimostra che, sin dalla preistoria, l’essere umano ha cercato non solo di sopravvivere, ma anche di andare più veloce degli altri. È il primo vero simbolo del ciclismo competitivo!”

Tra i manufatti rinvenuti spiccano anche alcuni oggetti sorprendenti: un caschetto di pietra (chiaramente non omologato) e un campanello rudimentale, che il professor Salmistraro ha azionato con mano tremante, producendo un suono cavernoso che ha fatto vibrare le stalattiti della caverna.

Il professor Salmistraro soppesato il pesante manufatto ha dichiarato: “Certo che bisognava essere proprio una bella testa di ‘casco‘ per indossare questo”

L’Accademia del GC Le Terme ha già annunciato una conferenza straordinaria per presentare al mondo la scoperta. Intanto, gli otto archeologi sono stati immortalati in una foto di gruppo, con i loro caschetti da speleologi e un cartello scritto a mano: “Siamo figli dell’Homo Cyclos Sapiens!“

Nota finale: Secondo i primi studi, l’Homo Cyclos Sapiens non si accontentava solo di pedalare: pare fosse anche un abile cuoco da grigliata post-uscita. Un disegno, ancora più enigmatico, lo rappresenta intento a fare una pausa pranzo con costine di mammut alla brace. Se non è tradizione questa, allora cosa lo è?

La storia del GC Le Terme è più antica e gloriosa di quanto avessimo mai immaginato. E chissà, forse un giorno, pedalando sulle colline Beriche, sentiremo ancora l’eco lontana dei canti e delle risate dell’Homo Cyclos Sapiens, il primo vero ciclista della storia.

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Halloween

Halloween in Bici: Quando il Giro diventa… da Brividi!

Oggi, il nostro mitico gruppo ciclistico “Le Terme” ha deciso di prendersi una pausa dalle solite pedalate per tuffarsi in un’uscita da paura, nel senso letterale del termine. Sarà l’atmosfera di Halloween, sarà che qualcuno si sente un po’ troppo bello, forte e dannato, ma ecco che ci ritroviamo a incrociare i pedali con una serie di giri davvero… spettrali.

L’incubo dei Colli Euganei

Una metà dei nostri intrepidi compagni ha scelto di cimentarsi in un tour da incubo sui Colli Euganei, pare che abbiano optato per la sfida massima, dove le salite ti guardano e sghignazzano sotto i baffi.

Il nostro caro Presidente, solitamente colui che sprona tutti, a questo giro ha deciso di calarsi perfettamente nella parte di Halloween con uno scherzetto da Oscar. Non c’è niente da fare: a ogni uscita che conta, quel sant’uomo del Presidente sa sempre come sorprendere il gruppo, e questa volta ha tirato fuori l’arma segreta… il forfait preventivo! Messaggino WhatsApp, testo sobrio, professionale: “Mi dispiace, ragazzi, ho avuto un contrattempo. Certificato medico allegato. Mi rifarò alla prossima!”

Caccia alle streghe dell’Altopiano dei 7 Comuni

L’altra metà, invece, ha preferito un soft horror: giro delle malghe sull’altopiano di Asiago, dove le zucche sono più amichevoli e i panorami più concilianti. In entrambi i casi, però, il paesaggio autunnale ha rubato la scena, regalando tonalità infuocate e quell’aria fresca che sa tanto di primavera… quando ormai ci eravamo rassegnati al gelo dell’inverno.

Ma attenzione! In questo Halloween, la paura non era data dalle solite gambe molli o dal sudore a rivoli: no, oggi il vero terrore era l’incontro ravvicinato con le streghe. Con le nebbie basse e gli alberi a tratti oscuri e spettrali, qualche ciclista giura di aver visto occhi spiritati sbucare dal sottobosco, e che dire? Pare che la minaccia di un “dolcetto o scherzetto” da parte di una strega appostata dietro un albero secolare abbia dato un’iniezione di adrenalina a chi se la prendeva troppo comoda in salita. Inutile dire che chi era rimasto un po’ indietro è scattato in avanti come il più formidabile degli scalatori.

Dolcetto o scherzetto

Alla fine, fortunatamente, tutti sono riusciti a partar a casa la pelle. Ma il nemico è sempre in agguato e stasera bisogna fare attenzione al “docetto o scherzetto” con castagne, dolci e prosecco… perché si sa: in fondo, il terrore di Halloween per un ciclista è sempre quello di mettere su un etto di troppo.

E per il prossimo Halloween? Chissà, magari un bel giro in notturna con torce e mantelli.

E per LE TERME
Brrrr…. paura

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La Compagna Perfetta

Quando il cuore trova la sua strada

In piedi, al centro della navata, mi trovo immerso nell’emozione del momento. Tutti gli occhi sono puntati su di me, l’organo suona una melodia che non riconosco, ma che in quel contesto sembra scritta apposta per noi. Guardo verso il fondo della chiesa, in attesa che lei faccia il suo ingresso, e la mente mi riporta al primo giorno in cui l’ho vista. Dentro a quel negozio, bellissima, col suo portamento perfetto e quel fascino irresistibile, mi colpì subito.

Mille emozioni mi ritornano in mente. Ricordo come se fosse ieri tutte le passeggiate in città, le nostre fughe in campagna, le gite al mare e quelle avventure appassionate in montagna. Era sempre con me, uniti come in un’unico corpo, fedele e instancabile, e ogni istante passato insieme era una dichiarazione d’amore. Avevo la certezza assoluta di poter contare su di lei: le ho affidato la mia vita, i miei sogni, le mie gioie e persino le mie fragilità, sapendo che non mi avrebbe mai deluso, mai tradito. E ora eccoci qui, il giorno tanto atteso, in cui diventerà mia per sempre.

Gli invitati sussurrano tra loro, sorridono con complicità, forse intuendo la mia trepidazione. I miei amici ciclisti, sistemati nei primi banchi, sempre pronti a commentare e scherzare, mi guardano e mi fanno l’occhiolino con un lampo d’invidia, come a dire: “Beato te, questa volta hai fatto il colpo grosso! Finalmente, te la porti a casa, e non possiamo che farti i nostri complimenti”. Sorrido, pensando alla loro invidia: lei è più bella, più giovane, più elegante di qualsiasi altra. Curvilinea, agile, un fascino senza tempo. Perfetta.

Ed ecco che il grande portone si spalanca, lasciando entrare la luce del sole che la illumina e le regala un’aura quasi irreale. Ogni testa si gira, i mormorii lasciano il posto a un silenzio carico di ammirazione. L’organo ora suona solennemente la marcia nuziale. Lei si avvicina lenta, fiera e maestosa verso di me. Come se il tempo si fosse fermato, mi sento sospeso, ipnotizzato dalla sua presenza. Gli occhi mi brillano, il cuore mi batte forte.

Ora è accanto a me, e la vedo come la più bella del mondo, perfetta per me. Il celebrante pronuncia le parole tanto attese: “Vuoi tu, Flavio Salmistraro, accogliere come tua compagna di vita la qui presente…”. Le mani mi tremano mentre afferro il suo manubrio in fibra di carbonio. Le accarezzo quasi impaciato la sella. È un modello da sogno, le ruote sottili e lucenti, telaio ultraleggero, scintillante gruppo Shimano Dura-Ace di ultimissima generazione, sensori di potenza, di pedalata, di velocità ed accessoriata di tutto punto con il nuovo Garmin Edge 1040 Pro per registrare e memorizzare ogni nostro incontro.

Un suono mi rimbomba nella testa, ora lontano, ma sempre più insistente, mi entra nel cervello e mi scuote… È la sveglia che suona. Sono le 7:00, e mi risveglio con il cuore che batte a mille in un bagno di sudore. Un incubo? No, era un sogno, un sogno bellissimo. Ma è tutto vero, so che giù in garage la mia compagna d’avventura mi aspetta anche oggi, pronta per un altro giro. Gli amici del gruppo Ciclistico Le Terme sono già in strada, e oggi sarà un’altra giornata memorabile.

Un’ultima riflessione prima di uscire dal garage: forse è ora di ridurre il prosecco la sera…

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