Pedalando col Campione

ALBERTO DAINESE

L’abbraccio dei ciclisti de Le Terme al Campione delle Terme

C’era qualcosa di diverso nell’aria questa mattina, sui volti dei ciclisti illuminati da un bel sole novembrino si notano tanti bei sorrisi ma anche una certa eccitazione per la presenza che era stata loro promessa.

L’idolo dei ciclisti locali, il Campione Alberto Dainese, aponense purosangue, vincitore di tappe al Giro d’Italia e non solo, ci ha promesso che ci avrebbe accompagnato per un tratto del nostro giro domenicale.

E’ bastata la sola promessa per far diventare una normale pedalata domenicale di fine stagione in un prezioso appuntamento da non perdere per applaudire il giovane campione di Abano Terme.

Sono ormai le 09:00 e Alberto non si vede ancora. Qualcuno, sconsolato, avrà pensato che ormai non sarebbe più venuto, ma proprio mentre tutto sembrava perduto ecco arrivare, controsole, immersa in un’aurea di luce, una maglia di quelle che vediamo solo in televisione, indossata da un vero ciclista con un fisico da vero professionista su una bicicletta che tutti ammiriamo estasiati.

E’ lui, si è proprio lui, è Alberto.

A questo punto l’applauso irrompe spontaneo al grido di “GRANDE ALBERTO” e i sorrisi dei ciclisti presenti accolgono in un grande abbraccio il loro Campione.

Alberto si scusa perfino per il piccolo ritardo e a dimostrazione della grande sportività e umiltà del professionista si presta agli abbracci e alle tante foto che ognuno vorrebbe fare con lui.

Anche per liberarlo dall’interminabile abbraccio dei tifosi partiamo in fila indiana sulla strada che ci porterà sui Colli Berici a Villabalzana. Ma anche qui la presenza del Professionista in gruppo da una marcia in più a tutto il gruppo che si lancia verso Vicenza a una velocità a noi non propriamente consueta.

L’occhio attento di Dainese non può non rendersi conto che stiamo pedalando “fuori giri” per cui dopo una quindicina di chilometri decide di abbandonarci dicendo che proseguirà da solo, rispettando la sua tabella di allenamento che prevede probabilmente distanze e velocità diverse da quelle immaginabili per il nostro gruppo.

Ringraziamo di cuore Alberto per averci fatto vivere questi momenti e gli auguriamo le migliori soddisfazioni possibili anche nella prossima stagione sportiva, dove lo vedremo lanciarsi in sfrenate (senza freni), velocissime e vittoriose volate indossando una nuova prestigiosa maglia.

A noi non resta che proseguire il nostro percorso che, vista anche la presenza del fotografo in moto, viviamo come dei veri ciclisti dando tutti il meglio di noi sparando le nostre ultime cartucce prima dell’ ormai prossimo “letargo invernale??”.

P.S. Le foto pubblicate sono tutte state scattate dal nostro fotografo Mauro e ne deteniamo il copyright per cui non dovremo temere di dover pagare royalties fotografiche, come è successo nel recente passato, per aver pubblicato una foto di Alberto Dainese vincitore alla tappa del giro.

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Halloween

Nel weekend di Halloween, abbiamo vissuto giornate caratterizzate da alternanze di pioggia e sole. Una parte del nostro gruppo ha colto l’occasione per avventurarsi in mountain bike e godersi i meravigliosi panorami dei Colli Euganei percorrendo gli impervi sentieri che attraversano boschi e vigneti.

Condividiamo con voi le foto dei nostri “cavalieri mascherati” che si sono impegnati a raccogliere gli ultimi grappoli d’uva di stagione e le deliziose giuggiole.

Nella speranza che le forze dell’ordine considerino le nostre ‘appropriazioni indebite’ come un innocente “scherzetto” e chiudano un occhio sul censurabile comportamento dei nostri compagni, vogliamo rassicurare tutti sulla loro assoluta buona fede e promettiamo sin da ora che non si ripeterà ami più.

Come si può vedere da queste foto, mentre in questi giorni ricordiamo i defunti e celebriamo un’antica festa pagana che ironizza sulla morte, il nostro gruppo dimostra una straordinaria vitalità

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Il giorno della Memoria

Muore solo chi viene dimenticato

Come consuetudine nel nostro gruppo ciclistico, chi arriva per primo alla fine della salita aspetta con pazienza gli altri. Oggi ci piace immaginare che i nostri amici, che ci hanno preceduto nella Pace del Signore, siano ora lì, sorridenti, appoggiati alle loro biciclette, a raccontarsi le storie del loro lungo, faticoso ma felice percorso. Ci aspettano alla fine della salita, ci guardano dall’alto arrancare nel nostro ancora tortuoso percorso, pronti a proseguire insieme il viaggio verso la Casa del Padre.

A tutti loro oggi abbiamo dedicato un pensiero, un ricordo e una preghiera.

Ciao ragazzi

Facco Santino                                   

Moro Giuseppino                              

Lazzarin Vasco                                 

Barbiero Gabriella in Zanetti            

Lupi Carlo                                         

Pescante Alessandro                         

Visentin Vittorio                                

Mario Gianni

Gastaldello Paolo

Paiusco Dino

Rizzo Gianni

Rigoni Gilberto

Borgato Alice

Bertan Severino

Pozza Pieluigi

Pozza Ferruccio

Coletti Guido

Pasquini Guido

Marivo Severino

Vottorello adriano

Beghini Basilio

Minelle Mario

Torresin Albano

Rizzo Elvira in Foralosso

Bassan Paolo

Squarcina Alcide

Collari Enzo

Ciao ragazzi

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Una gita sul Po (in bianco e nero)

In una grigia giornata di fine ottobre abbiamo deciso di dirigere le nostre biciclette verso sud alla ricerca di un po’ d’azzurro. Di azzurro non ne abbiamo trovato neanche un po’, ma in compenso abbiamo trovato il Po.

Partiti dal Ponte di Mezzavia alle 09:00 del mattino abbiamo attraversato un banco di nebbia nei pressi di Monselice ma per il resto del nostro viaggio siamo stati accompagnati da un anonimo cielo coperto e un po’ di foschia.

Dopo aver smarrito uno dei nostri compagni più indisciplinati lungo la strada, ma non a causa della nebbia, abbiamo fatto tappa a Rovigo per compiere il nostro rituale di caffè e macchiatoni nella centralissima e vivace Piazza Vittorio Emanuele II, oggi sede del mercatino.

Recuperato telefonicamente il “disperso” siamo ripartititi sempre in direzione Sud fino ad incrociare il più lungo fiume d’Italia che per ironia della sorte ha il nome più corto: Il Po

Pedalare lungo l’argine, con gli imponenti pioppeti che fanno da cornice al fiume, in un’atmosfera in bianco e nero, evoca i ricordi dei film della nostra infanzia, come quelli con Don Camillo e Peppone. Questi film erano ambientati a Brescello, un po’ più a ovest rispetto a noi, e venivano interpretati dagli indimenticabili attori Cervi e Fernandel.

Il Po

E così ci siamo trovati a Pontelagoscuro (evviva la tavolozza di colori) ad attraversare il vasto fiume sul ponte di ferro, che, come era prevedibile, era dipinto in un vivacissimo grigio, perfettamente in sintonia con il grigiore della giornata.

L’imponente corso d’acqua torbida, maestoso e imponente, scorreva alto sulle sue rive, trasportando con vigore una vasta quantità di tronchi, arbusti e molti detriti galleggianti verso il mare. Questo inquietante spettacolo era la conseguenza delle abbondanti piogge degli ultimi giorni nella pianura padana. Tutto quel prezioso liquido, raccolto dai fossi, confluito nei torrenti e nei fiumi che si gettano nel grande fiume che si fa carico di trasportarlo inesorabilmente verso le sue foce e infine verso il vasto mare Adriatico.

Ferrara

Lasciatoci il Po alle spalle, entriamo pedalando trionfalmente a Ferrara, non come i trentatré trentini che entravano in Trento tutti e trentatré trotterellando, e ci imbattiamo nel cartello che proclamava “Ferrara la città delle biciclette”.

Arriviamo nel cuore di Ferrara e ammiriamo il Castello Estense, l’emblema più rappresentativo della città. Questo maestoso castello venne eretto nel 1385 con l’obiettivo di fungere da fortezza per il controllo politico e militare del territorio e per la protezione della famiglia Estense. La posa della prima pietra, avvenuta simbolicamente il 29 settembre, in occasione del giorno di San Michele, gli conferisce anche il nome di Castello di San Michele.

Continuiamo a circumnavigare il Castello per raggiungere la suggestiva piazza della Cattedrale, costantemente “avvolta” in impalcature per nascondere i lavori in corso. Procediamo davanti al Palazzo del Municipio e notiamo la statua minacciosa di Girolamo Savonarola, conosciuto come “Il fustigatore”.

Egli si distinse per il suo ruolo di accusatore della corruzione e della decadenza all’interno della Chiesa, predicando la penitenza come unico cammino verso la salvezza. Savonarola era contrario a ogni forma di lusso, che riteneva causa di depravazione, e promosse processi contro coloro che riteneva immorali, organizzando i famigerati “roghi delle vanità”, durante i quali venivano bruciate opere d’arte, libri e strumenti musicali. Il frate domenicano, originario di Ferrara, fu impiccato e poi arso sul rogo dalla Chiesa a Firenze insieme ai confratelli Domenico e Silvestro, con l’accusa di eresia.

Dopo aver effettuato la nostra rapida visita alla città (cosa che richiederebbe giorni ad altri), decidiamo di metterci nuovamente in sella e dirigere le nostre biciclette verso Nord. Modifichiamo il nostro percorso rispetto all’andata, attraversando ampie campagne e campi perfettamente coltivati che testimoniano l’abilità dell’uomo nell’opera di coltivazione. Attraversiamo Pescara (non quella in Abruzzo) e giungiamo a Ro (non quella vicino a Milano), dove abbiamo programmato una sosta per gustare toast, panini e birra.

Ricaricati di energia, riprendiamo il nostro viaggio verso casa. Ci restano circa 50 chilometri e impostiamo la nostra consueta velocità di crociera, che ci permette di avanzare rapidamente senza esagerare e, soprattutto, in totale sicurezza.

Così, mentre percorriamo gli ultimi chilometri di questa bella e lunga pedalata, riflettiamo sulla meravigliosa giornata trascorsa in compagnia. Abbiamo attraversato paesaggi suggestivi e visitato luoghi storici. Le biciclette ci hanno portato in giro attraverso città e campagne, offrendoci una prospettiva unica sulla bellezza del nostro territorio.

Ma ciò che rende questa giornata davvero speciale è stata la compagnia dei nostri amici, condividendo risate, storie e la gioia di esplorare insieme. È in momenti come questi che ci rendiamo conto di quanto sia preziosa l’amicizia. Mentre ci avviciniamo a casa, portiamo con noi il calore di questa esperienza e il ricordo di una giornata perfetta, anche se grigia, passata in compagnia.

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