Recoaro – Campogrosso – Pian delle Fugazze – Passo Xomo

Questo bel giro era stato programmato da molto tempo ma purtroppo mai realizzato. Si tratta di un percorso impegnativo se affrontato da Abano, difatti abbiamo inanellato circa 215 km e oltre 2000 metri di dislivello.

Partenza alle 6:30 da Abano, pausa caffè a Castelgomberto dopo una cinquantina di kilometri e arrivo a Recoaro Terme alle 9:30. Qualche foto per documentare il nostro passaggio e siamo pronti per la vera salita della giornata:

PASSO CAMPOGROSSO

Indicazioni generali
punto di partenza: Recoaro Terme, 446 mt
lunghezza: 11.930 km
dislivello: 1012 mt
pendenza media: 8.5%
pendenza max: 13.5%

Salita classica, dura, di lunghezza “giusta”, una delle più belle e impegnative del Vicentino, con le Piccole Dolomiti a fare da splendido contorno. Da Recoaro si risale verso ovest la sinistra orografica dell’Agno, parallelamente alla strada che sale alla Gazza sulla riva opposta. La vera salita comincia dopo quasi 2 km, in località Giorgetti, ma solo nell’ombra della Valle Frizzi, oltre una coppia di fontane della borgata, la strada si impenna veramente per affrontare il famoso strappo di Merendaore.

Dal km 2.5 al km 6.1 la pendenza media è del 10%, ma con 700 mt più duri nell’attraversamento del paesetto. Sopra Merendaore la strada sale senza tornanti ma con due ripidi curvoni nell’attraversamento di una valletta.

Una pausa di 300 mt in piano in corrispondenza di Mezzo Cason, poi l’ascesa riprende con 4 ampi tornanti (8-10%) fino al rifugio La Guardia. Ancora 300 mt di pausa (6.5%) poi, al km 8.5, ecco una serie di 10 tornanti senza respiro, in mezzo al bosco, con pendenze variabili dal 9 al 12%, dopo i quali con due brevi gallerie si supera una paretina rocciosa sotto la Cima Campogrosso.

Siamo al km 10.5 quando finalmente appare il verde dei primi pascoli: 2 tornanti ancora e giungiamo all’Alpe di Campogrosso. Al km 11.450 lasciamo a destra la strada del Re che sale ancora per 700 mt (quota 1482 mt), e deviamo invece a sinistra, per il rifugio Giuriolo e il passo Campogrosso, che raggiungiamo senza difficoltà dopo altri 500 mt.

Sembra di essere in montagna

Qui il paesaggio è veramente molto bello e ripaga ampiamente lo sforzo profuso per raggiugere il passo.

Da qui dopo circa 300m si gira a destra sulla Strada delle 7 fontane che è chiusa al traffico per cui l’immersione nell’atmosfera alpina è totale. La vista è spettacolare ma c’è da fare attenzione alle tante persona in passeggiata. La strada si immerge nel bosco e i profumi di pino, muschio, felci e di terra umida del sottobosco riempie le narici. Dopo circa 6 km si arriva Pian delle Fugazze che riconosciamo per essere passati di qui appena 10 giorni fa. Si scende in direzione Valli del Pasubio con l’attenzione necessaria per imboccare la strada delle 52 gallerie che porta a Passo Xomo.

Dopo un primo strappetto iniziale la strada spiana e fiancheggia il fianco della montagna con una serie di piacevoli curve e controcurve fino ad arrivare a Passo Xomo.

Ripartiamo in “picchiata” verso Posina e da li in direzione di Arsiero dove abbiamo previsto la nostra consueta pausa “toast” e coca cola.

Reidratati e correttamente rifocillati siamo pronti per rientrare. Mancano circa 80km sono le 14:00 e il caldo della vicina pianura si fa sentire. Approfittiamo di ogni fontanella incontrata per bagnarci e cambiare l’acqua delle borracce che diventa calda dopo qualche minuto.

Siamo di rientro ad Abano Terme attorno alle 16:30 perfettamente in linea con la nostra tabella di marcia di ultra sessantenni.

La cruda cronaca della nostra giornata non può testimoniare la grande soddisfazione per quella che per noi è pur sempre una piccola grande impresa, ci dispiace che in questa occasione non ci sia stata la consueta partecipazione di iscritti del Glorioso Gruppo Ciclistico Le Terme ma credo che questo bel percorso sarà riproposto in futuro eventualmente avvicinandoci in auto per ridurne il chilometraggio.

Non ci resta che chiudere con il nostro consueto motto:

PER LE TERME

HIP HIP HURRA’

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Rondò del Pasubio 2023

Arsiero, Posina, Passo della Borcola, Rovereto, Pian delle Fugazze, Ossario

Un’altra incredibile pedalata ci ha portato oggi ad affrontare l’impegnativo, ma allo stesso tempo entusiasmante, anello stradale che circumnaviga il maestoso massiccio del Pasubio. Come sempre, ci siamo organizzati con le nostre macchine per trasferirci da Abano a Piovene Rocchette, punto di partenza del nostro emozionante itinerario alla scoperta delle strade e delle montagne che hanno scritto la Storia dell’Italia durante la Grande Guerra.

In sostanza, l’itinerario consiste nell’affrontare due sfide: due lunghe salite che ci portano fino a 1200 metri s.l.m. La prima scalata ci conduce al Passo della Borcola, mentre la seconda ci porta al Pian delle Fugazze. Il meteo è stato a dir poco perfetto. Il cielo coperto ci ha protetto dai raggi del sole che su queste strade ci avrebbe abbrustolito e le temperature sono sempre state piacevoli.

Passo della Borcola

Ad Arsiero, lungo la strada che conduce a Tonezza del Cimone, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Posina. Da qui, inizia una salita di 20 km verso il Passo, con alcuni falsipiani iniziali, ma sempre in salita. Il vero spettacolo inizia subito dopo Posina, quando la strada si inerpica attraverso un folto bosco di betulle, faggi e pini, con 10 tornanti a sinistra e 10 tornanti a destra (totale 19). La pendenza viene scandita passo dopo passo dagli audaci ciclisti, che sussurrano increduli i numeri con voce flebile: 12%, 13%, 15%, 18%, 19%, 21% (esagerato!!), sempre in crescendo, come in un’asta per aggiudicarsi una preziosa e imperdibile opera d’arte.

Arrivando al cartello del Passo della Borcola, che purtroppo è coperto da una miriade di adesivi che ne rendono l’iscrizione quasi illeggibile, i ciclisti giungono in gruppi separati, ognuno seguendo il proprio ritmo. Alcuni sono concentrati nel dare il massimo delle loro performance, mentre altri, più prudenti, si adattano al respiro affannato e ai battiti accelerati del cuore. La soddisfazione di tutti traspare nei sorrisi e negli occhi brillanti per l’eccitazione. Qualcuno sembra persino sorpreso di avercela fatta.

Incontri ravvicinati

Dopo aver inutilmente cercato di famigliarizzare con la fauna locale si inizia la lunga e veloce discesa di 20 km che ci porta a Rovereto lungo la quale il Presidente (sempre lui) apre le danze con la prima foratura di giornata.

A Rovereto breve pausa caffè e subito si risale in bici per la seconda difficoltà di giornata. Per raggiungere Pian delle Fugazze ci aspettano 25 km in salita, anche qui con qualche “risciacquo”.

Eremo di San Colombano

Dopo i primi 2 km, avevamo programmato una breve sosta per ammirare e fotografare lo spettacolare Eremo di San Colombano, che si erge maestoso sulla parete rocciosa. Anche per coloro che lo osservano per la prima volta, è sempre un’esperienza sbalorditiva.

Ci accorgiamo inoltre che la lapide sul punto panoramico riporta un’iscrizione di un grave incidente occorso proprio qui il 29 giugno 1871 (proprio la data odierna) di 152 anni fà. Dopo la breve pausa, ripartiamo sempre in salita sbuffando per la fatica ed ammirando il paesaggio.

Raccoglitori di puntine

Ci sono persone che vanno in montagna per camminare, sciare, pedalare o raccogliere funghi e mirtilli. E poi ci sono persone come noi del Gruppo Ciclistico Le Terme, che vanno a caccia di puntine da disegno. Questa particolare attività di raccolta potrebbe non essere molto diffusa, ma possiamo considerarci degli esperti in materia. La tecnica consiste nel individuare sul manto stradale, e raccoglierle utilizzando rigorosamente il copertoncino della ruota, le puntine che alcuni rappresentanti di articoli per cartolerie disseminano periodicamente lungo la strada per promuovere il turismo nella zona. Proprio come nella ricerca dei funghi, estrarre con le proprie mani quella preziosa puntina dal copertone della bici è un’esperienza unica e appagante.

Oggi, i fortunati cacciatori di queste preziose puntine sono stati Monica, Sebastiano, Nicola e Paolo, il nostro instancabile uomo di colore. Ma tutti gli altri non devono scoraggiarsi, perché arriverà anche per loro una giornata ricca di soddisfazioni di questo genere.

Le operazioni di cambio gomma sono state semplificate grazie alla presenza dell’ammiraglia guidata con maestria dal nostro amico Mauro Stecca, al quale va tutta la nostra gratitudine per la sua disponibilità. È stata un’ottima comodità poter contare su di lui, avendo sempre a disposizione dell’acqua, le nostre mantelline e persino una pompa professionale per gonfiare il fortunato pneumatico. Mauro ha portato per tutto il giorno la sua reflex al collo scattando oltre 100 fotografie dei ciclisti sulla strada che sono tuttora in fase di sviluppo

Sacrario del Pasubio

Commentando queste avventure, siamo giunti con grande soddisfazione al Pian delle Fugazze. Considerando che eravamo in anticipo rispetto alla nostra tabella di marcia, tutti hanno acconsentito alla proposta di prolungare il percorso di alcuni chilometri per visitare il famoso Ossario del Pasubio. La decisione è stata accolta con entusiasmo da parte di tutti, poiché ritrovarsi faccia a faccia con la storia della nostra nazione in un luogo sacro intriso di vita tribolata, sangue e morte di tanti giovani soldati, è un’esperienza unica. L’ossario, situato in una posizione militarmente strategica ma che, dall’alto della montagna, avvicina gli uomini alla sacralità del cielo, ci ha profondamente colpiti.

Birreria

Riprendiamo la discesa e percorriamo velocemente i circa trenta chilometri che ci separano dalle nostre auto, che ci aspettano ansiose alla birreria. Riusciamo persino a perdere contatto con l’ammiraglia e con un membro del gruppo, che ci raggiungeranno al parcheggio con qualche minuto di ritardo.

Prendiamo una birra prima di ripartire? Terrore tra i ciclisti. La birreria è ancora chiusa. Sventura delle sventure, altro che puntine da disegno. Tutto succede nel giro di pochi minuti, cerchiamo un’altra birreria? No fermi tutti, questa riapre alle 16:00. Che ore sono? Sono le 15:58.

Scampato pericolo. Dobbiamo festeggiare anche con una seconda birra. Non ci saremmo più rialzati. Il terzo tempo è sempre la parte più bella di queste nostre escursioni.

Alcuni dei protagonisti in primo piano

Concludiamo questo resoconto complimentandoci a vicenda per questa bella esperienza che vorremmo ripetere fra 15 giorni. Diamo pertanto appuntamento a tutti gli amici ciclisti al Giro dei Passi Rolle, Valles, Forcella Aurine e Cereda.

E per LE TERME Hip Hip Hurrà

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Giro dei Santi

Mistero della fede

Questa mattina il sole ha fatto puntualmente capolino verso le 5:25 illuminando un bel cielo azzurro macchiato solo qua e la con qualche innocua nuvola bianca. Nulla che potesse far presagire a quanto successo solo qualche ora dopo. Ma andiamo con ordine…

Il programma dei Gloriosi Cacciatori di Capitelli, ora conosciuti anche come G.C. Le Terme, prevedeva per oggi un’interessante pedalata attraverso i paesi circostanti, che portano il nome di alcuni Santi, con lo scopo di verificare la perdurante fede degli abitanti nel corso dei secoli, nel loro Santo patrono.

Gloriosi Cacciatori di Capitelli

Con questo spirito si sono radunanti alla partenza una trentina di ciclisti pronti a seguire le direttive del Gran Maestro in persona, che aveva preparato un percorso ad hoc per raggiungere i paesi di San Biagio, San Germano dei Berici, il borgo con il Capitello di Santa Barbara, San Donato, San Giovanni (in Monte), San Pancrazio per ritornare alle Terme con San Pietro (Montagnon) ora conosciuto come Montegrotto.

Santi

Superato l’abitato di Bastia e scalata la lieve asperità di Albettone, raggiungiamo la Riviera Berica, dove accade qualcosa di assolutamente inspiegabile alla mente umana. Ci voltiamo per aspettare eventuali ritardatari, ma con il terrore negli occhi ci rendiamo drammaticamente conto che dei trenta ciclisti partiti da Abano, ne sono rimasti solo quindici.

Cosa può essere successo, spariti nel nulla senza lasciare traccia, volatilizzati, un attimo fa erano dietro di noi, un Mistero della Fede, per restare in tema con il Giro dei Santi, un miracolo al contrario? (di solito nei miracoli però si moltiplica qualcosa non si dimezza), forse hanno semplicemente cambiato percorso? Questa ultima ipotesi viene scartata immediatamente, non è da loro, andarsene senza salutare? senza avvisare i compagni di viaggio? Mai successo!! IMPOSSIBILE

Qualcuno è preoccupato. Dovremmo chiamare le autorità competenti? Avvisare i familiari? Forse sarebbe meglio contattare la famosa trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”.

No, dobbiamo rimanere calmi e razionali. Qualcosa deve essere successo e dovremmo cercare di capire cosa.

Il Triangolo delle Bermude? Dove scompaiono navi, aerei e sottomarini, non ha nulla a che fare con questa situazione. Stiamo parlando di ciclisti su biciclette e siamo tra Sossano, Albettone e Campiglia, un’area dove non sparisce neanche uno spillo che non voglia l’ndrangheta del Nord.

Ad unanimità si decide di proseguire con fiducia nel nostro percorso e nella Fede nei santi del giorno, che pregheremo in ogni paese, convinti che così i nostri compagni, come sono scomparsi, possano materializzarsi, magari tra qualche chilometro o in qualche angolo sperduto del pianeta Terra, tra qualche giorno.

Con un peso nel cuore, continuiamo il nostro percorso che include diverse salite particolarmente difficili da superare, dove potremo fare la nostra penitenza per favorire il ritorno dei nostri “amati” compagni.

Dobbiamo purtroppo segnalare che ad ora nessuna notizia ci è pervenuta dai poveri amici scomparsi e che anche i tanti ciclisti interrogati durante il nostro giro non sono stati in grado di darci nessun indizio.

Ci auguriamo che questa sconvolgente avventura possa avere un lieto epilogo cosi che possiamo riabbracciare i nostri amati compagni al più presto. Ne siamo sicuri perché riteniamo che quanto accaduto oggi possa assolutamente rientrare nei tanti misteri che la fede ci sottopone tutti i giorni.

I Misteri della Fede sono considerati oggetti di adorazione e riflessione per noi Gloriosi Cacciatori di Capitelli. Spesso richiedono una fede profonda e una disposizione a credere anche in assenza di prove empiriche o logiche. Per molti di noi, questi misteri rappresentano la dimensione spirituale e trascendente della nostra religione, offrendoci una base per la devozione e il culto.

Il Giro dei Santi

Chi l’ha Visto

Altri dispersi nel Week End?

Nel nostro gruppo WhatsApp sono apparse ieri delle foto corredate da criptici messaggi di richiesta d’aiuto da parte di alcuni nostri iscritti. Chi avesse loro notizie è pregato di contattare le rispettive famiglie.

Aiuto dal Monte Grappa
Aiuto da Passo San Boldo

Aiuto da Cima Larici

Ecco il telegrafico messaggio ricevuto ieri:

Oggi gran bel giro ben organizzato dall’amico Eros: Arsiero – Pedescala – Roana – Canove – Camporovere – cima Larici – Val Formica – Passo di Vezzena – Costalta – Luserna – Lavarone – Arsiero. 107 km – 5 ore – 2000m. dislivello + – 11 intrepidi – ottima compagnia.
Giornata FAVOLOSA … cielo terso – temperatura ottimale x pedalare. Bella mangiata a Luserna (consigliatissimi i canederli cimbri con verza e Puzone di Moena).
Unico imprevisto di giornata…. abbiamo dovuto attivare il Soccorso Alpino x rintracciare Simone ….. non appena la strada cominciava a salire, spariva dalla nostra vista. Sembrava Chris Froome al Tour de France, l’anno che fece da gregario a Wiggins. Buona serata a tutti. 🚴‍♀🚴‍♀🚴‍♀🚴‍♀🚴‍♀

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Este Calaone 2023

La Este-Calaone non ha bisogno di presentazioni

Oggi il calendario ci regala una delle giornate sportive più importanti della stagione! La mitica salita di Este-Calaone, che ha scritto pagine di storia della bicicletta, è pronta ad accogliere i nostri coraggiosi ciclisti.

Questa competizione è stata creata e fortemente voluta dal grande e compianto Gastaldello, a cui ancora oggi è dedicata con tutto il rispetto e l’ammirazione che merita.

Ecco dunque a voi una cronaca avvincente di una epica salita in bicicletta, dove il valore della squadra è stato messo alla prova in ogni pedalata!

Il sole sorge all’orizzonte mentre i ciclisti si radunano ad Este ai piedi della maestosa montagna. C’è un’atmosfera di eccitazione e determinazione nell’aria, perché oggi si affronterà una delle salite più impegnative che il ciclismo possa offrire.

La squadra si prepara con cura, le biciclette scintillano sotto i raggi del sole, e gli occhi dei corridori, nascosti dagli immancabili occhiali, brillano con la fame di sfida. Ogni membro della squadra è consapevole del ruolo cruciale che dovrà svolgere in questa grande prova.

Il segnale di partenza viene dato, e i ciclisti si lanciano in avanti con una determinazione incrollabile. Le prime rampe sono ripide e tortuose, ma la squadra rimane unita, pedalando all’unisono. Il capitano guida il gruppo, tracciando la strada e imponendo un ritmo costante.

I chilometri passano, e la strada diventa sempre più impegnativa. La pendenza aumenta, ma l’energia della squadra non vacilla. C’è un senso di cameratismo e sostegno reciproco mentre i ciclisti si danno una mano, spingendosi l’un l’altro oltre i propri limiti.

Le fatiche cominciano a farsi sentire, ma il morale rimane alto. Ogni membro della squadra si impegna al massimo, tirando fuori tutto ciò che ha nel cuore e nelle gambe. C’è un senso di sincronia perfetta, come se i ciclisti fossero parte di un’unica entità che si muove fluidamente lungo la salita.

Un corridore si avvicina al compagno di squadra che mostra segni di stanchezza. Senza esitazione, lo incoraggia e gli offre un sostegno prezioso passandogli la sua borraccia. Insieme, lavorano in simbiosi, prendendosi cura l’uno dell’altro e dimostrando il vero spirito della squadra.

E finalmente, dopo una lotta epica, la vetta appare all’orizzonte. I ciclisti tirano fuori le ultime risorse, spingendo ancora più forte i pedali. Uno dopo l’altro, raggiungono la cima, celebrando una conquista che va oltre la semplice salita in bicicletta.

Ma le loro fatiche non sono ancora finite, perché un’altra prova di forza li attende. Un ricco buffet con saporiti salumi affettati, profumati formaggi, appetitose e ammiccanti bruschette, olive condite e cipollotti grigliati si presenta davanti agli esausti ciclisti. Se all’inizio della giornata gli occhi dei corridori brillavano di sfida, ora è la fame a determinare una nuova battaglia.

Ogni membro della squadra si lancia con sorprendente velocità sulla appetitosa proposta gastronomica ed anche in questo caso il gioco di squadra diventa fondamentale. Appena si vede un compagno in leggera difficoltà si cerca di anticiparlo per fregarli il boccone migliore.

Se prima era la borraccia a passare di mano in mano ora sono le fresche frizzanti caraffe di prosecco a diventare mira dei ciclisti. E in men che non si dica anche questa faticosa prova è stata brillantemente superata.

Si abbracciano, sorridendo soddisfatti mentre ammirano il tavolo del buffet devastato al loro passaggio. In quel momento, sanno che sono diventati una squadra ancora più forte, che ha superato le sfide che la impegnativa giornata ha loro proposto.

All’improvviso qualcuno intona il motto, prima timidamente ma poi urlato a squarciagola da tutta la squadra:

Per le Terme Hip Hip Hurrà.

Questa salita rimarrà scolpita nei loro ricordi come un testamento alla potenza di una grande prova di squadra. Il ciclismo non è solo una sfida individuale, ma anche un’opportunità per scoprire il potere dell’unione e dell’aiuto reciproco, anche a tavola.

E mentre scendono dalla montagna con il vento che accarezza i loro visi sudati, sanno che sono cresciuti insieme, che fanno parte di una squadra con una grande storia fatta di amicizia e complicità e che nulla potrà mai spegnere la fiamma che brucia nel loro cuore di ciclisti.

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