Lendinara

La quarta dose

Dopo le due benedizioni primaverili di Monte Berico e Lendinara abbiamo concluso il nostro percorso mistico con la Messa e benedizione di sabato scorso a Monte Berico ed oggi al Santuario della Beata Vergine del Pilastrello di Lendinara.

Attenta partecipazione

Appuntamento sempre molto sentito da tutto il gruppo. Almeno una trentina di ciclisti hanno aderito al nostro invito pedalando a velocità controllata nella bassa padovana fino ad arrivare nella provincia di Rovigo anticipati dai nostri alfieri in E-Bike che ci aspettavano sul sacrato del Santuario.

Gli alfieri del Gruppo Le Terme

Anche oggi ad aspettarci il nostro ormai amico Don Luca che, sempre molto sensibile e vicino alla nostra passione, oggi ha benedetto singolarmente anche tutte le nostre biciclette che ora dovrebbero essere protette dalle forature anche dalla più ostinata e pericolosa variante Chioggiotta.

La benedizione delle bici

Il ritorno a casa è stato un po’ più veloce rispetto all’andata risalendo da Este, Rivadolmo, Cortelà, salita a Teolo e finale alla premiazione finale davanti al solito aperitivo analcolico.

Abbiamo testimonianze di alcuni nostri atleti che disertando l’appuntamento mistico per allontanarsi in MTB sulle trincee della prima guerra e salendo sull’Ortigara.

Nicola e Sebastiano
Condividi:

Monte Tomba e Cima Grappa

I GIRI DEL SABO

Una selezione dei nostri migliori atleti ha scalato il Monte Tomba salendo da Alano e poi proseguito verso Cima Grappa.

Vecchietti indomiti …. prima scalano il Monte Tomba e poi, mai domi, pure Cima Grappa.
Giornata meravigliosa, cielo Terso, orizzonti Infiniti…..

E che emozione …. pedalare in mezzo alle trincee, gli ossari, le chiesette, le gallerie di ricovero dove tanti ns. Ragazzi sono morti oltre 100 anni fa per donarci la libertà, anche di pedalare, che oggi godiamo.

Complimenti. Bravi ragazzi.

Condividi:

La diga porta sfiga

Partenza da Midway Bridge

Bella giornata di settembre. Alle otto del mattino il sole, ancora basso sull’orizzonte, illumina di rosso Midway Bridge (il ponte di Mezzavia) sul quale si sono dati appuntamento gli amici ciclisti del Gruppo Le Terme che oggi, approfittando anche della bella giornata, sono diretti al Mare Adriatico e più precisamente alla Diga di Sottomarina.

Per cui, utilizzando termini marinareschi, al tocco della campana del primo quarto di guardia del mattino, viene levata l’ancora e lo skipper, vecchio lupo di mare al timone, guida il grande veliero con i suoi 14 uomini di equipaggio (la ciurma) mettendo la prua ad est, poggia leggermente per incontrare i favori della leggera brezza mattutina che gonfia prontamente la vela maestra sull’albero di gabbia. Ora il vento è di poppa e non ci resta che cazzare la randa ed issare lo spinnaker sul bompresso per arrivare in un solo bordo al Porto di Chioggia.

Lo iettatore

Si sa quanto i marinai siano superstiziosi e con queste cose non scherzano. Nonostante questo il nostro membro anziano, reduce da diverse forature nei giorni scorsi, ci comunica di aver sostituito entrambi i pneumatici della sua bicicletta, per cui oggi lui non forerà ed aggiunge: “Dovete stare attenti voi perché oggi rido io”

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio

Siamo arrivati a Sottomarina, senza nessun inconveniente, in un batter d’occhio grazie al nostro Beppone che oggi andava proprio come un motoscafo d’altura e nella sua scia bianca tutti a testa bassa a inseguire.

In centro abbiamo dovuto slalomeggiare in mezzo al traffico rallentato da un incidente di una macchina nera che per evitare un gatto nero travolge una donna in bicicletta che era ancora stesa in mezzo alla strada. E già qui tutti hanno toccato “ferro” ricordando il presagio dello iettatore.

Confidando però nella benedizione appena ricevuta a Monte Berico e quella promessa di Lendinara di domenica prossima, continuiamo il nostro avvicinamento alla Diga dove contiamo di fare le solite foto e prendere caffè e macchiatoni.

Pronti per la ripartenza, un ultimo sguardo al mare ed al Mosè che imitando il grande Patriarca biblico dovrebbe dividere le acque del mare da quelle della laguna in occasione di straordinarie alte maree.

Ma il riferimento al Mosè biblico fa subito venire in mente le 10 piaghe d’Egitto che Dio mandò sulla terra dei Faraoni per aiutare Mosè a liberare il suo popolo:

  1. Tramutazione dell’acqua in sangue
  2. Invasione di rane dai corsi d’acqua
  3. Invasione di zanzare
  4. Invasione di mosche tropicali
  5. Morte del bestiame
  6. Ulcere su animali e umani
  7. Pioggia di fuoco e ghiaccio
  8. Invasione di cavallette/locuste
  9. Tenebre
  10. Morte dei primogeniti maschi

Il nostro pensiero va subito alla profezia del nostro iettaore e cercavamo di immaginare, scacciandola dalla mente, quale potrebbe essere il flagello divino che incombeva su di noi.

Non abbiamo dovuto aspettare molto, appena ripartiti una catastrofe di dimensione bibliche si è abbattuta su di noi. La cosa peggiore che possa capitare ad un gruppo di ciclisti: ci siamo trovati quasi tutti con le ruote sgonfie ed in molti casi sia la ruota anteriore che quella posteriore.

Momenti di panico, gente che avrebbe voluto strapparsi i capelli (ma avevano tutti il casco per cui diventava difficile), sguardi persi nel vuoto a cercare una logica a quanto appena accaduto. Ma com’è possibile? ma anca ti? Ma daiii no xe posibie.

GUINNESS WORLD RECORS

Mai in tanti anni di bicicletta è successo che su 15 ciclisti, per cui su 30 ruote, 16 si siano forate contemporaneamente. Roba da Guinness dei primati podemo ‘ndare da Jerri Scott su Canale5.

Dopo il primo momento di smarrimento, tutti si sono dati da fare sostituendo le camere d’aria forate constatando che la “moria di gomme” è stata causato da un mona di giardiniere che con il suo decespugliatore stava facendo pulizia in un campetto pieno di rovi lanciando in strada le maledettissime spine che qualcuno si è trovato anche attaccate alle caviglie.

Nel frattempo il nostro iettatore, che per la cronaca non ha forato, si è tenuto costantemente in disparte evitando gli sguardi ed i sommessi insulti che i malcapitati gli rivolgevano evitando però di affrontarlo direttamente per l’evidente timore di ulteriori e più gravi problemi.

Dopo aver fatto la felicità di un certo Tiozzo, (strano che uno a Chioggia si chiami così), il meccanico dove abbiamo comprato per precauzione qualche altra camera d’aria, siamo ripartiti in direzione di casa sempre con un occhio di riguardo allo iettatore che ci seguiva sogghignando dalle retrovie.

Per sdrammatizzare abbiamo intonato in coro la famosa canzone dei Carlos Santana “Coperton espinado” (o era Corazon espinado non ricordo bene).

Problema

Possiamo concludere con un problemino semplice semplice:

Se ci sono 15 ciclisti ed ognuno ha due ruote quante camere d’aria ci sono?
30 Esatto.
E se di queste 30 se ne forano 16 contemporaneamente, quante “resie” in dialetto veneto si possono sentire nel raggio di 10 km, tenendo conto che tra i 15 ci sono 2 abbruzzesi?

Potete scrivere il vostro risultato in fondo alla pagina nello spazio dedicato ai commenti e i primi 16 vinceranno una delle 16 camere d’aria bucate.

Un caro saluto da Sottomarina e appuntamento a tutti per la benedizione a Lendinara.

Condividi:

L’apparenza inganna

Vedendo le nostre foto o leggendo superficialmente il resoconto dei nostri giri sembra che siamo sempre fermi e che il nostro gruppo sia più interessato alle soste che a pedalare. E’ vero, potrebbe sembrare, ma non è assolutamente così.

Anche oggi il gruppo, composto inizialmente da una trentina di ciclisti, ha pedalato con buona velocità in direzione Longara e comunque veloci fino all’inizio della bella salita che da Fimon porta a Perarolo (Strada del Raposso). In salita ognuno sale del proprio passo e presto si formano più gruppetti evidentemente con velocità differenti.

Il presidente, a dimostrazione della sua grande generosità, rimane con l’ultimo gruppo accompagnando i ciclisti più in difficoltà sostenendoli moralmente ed incitandoli a tener duro (non ammetterà nemmeno sotto tortura che era comunque a tutta!!). Arrivati a Perarolo ci siamo ricompattati ma era passato così tanto tempo tra i primi e gli ultimi che ci siamo salutati come se non ci vedessimo da anni.

Dopo la bella discesa verso Brendola abbiamo svoltato a sinistra verso San Valentino (presagio odierno per un appuntamento d’amore) e sulla stradina immersa nei vigneti abbiamo fatto la solita foto di gruppo con la chiesa ed i ruderi del castello di Brendola sullo sfondo.

Pausa caffè presso Antica Osteria Vittoria a Spiazzo

Dopo un corroborante caffè, ripartiamo con la dovuta calma in direzione di San Germano dei Berici e percorriamo a tutta la sempre temuta “Canaletta” dove i passisti scatenano la loro potenza mettendo in difficoltà il resto del gruppo. Anche qui l’amato presidente presidia l’ultima posizione verificando che nessuno si stacchi.

Da Sossano ad Albettone il passo è breve e di fronte a noi si intravede già la salita di Teolo che affrontiamo di slancio, sorpassando i tanti ciclisti della domenica in evidente difficoltà (credeteci!!).

Fortunatamente le salite anche oggi sono finite e godendoci la discesa ci avviciniamo a Treponti e quindi ad Abano per il tanto agognato aperitivo domenicale.

La gradita sorpresa

Arrivati al solito bar per l’aperitivo il nostro amico Pasquale ci stupisce facendoci trovare un bel tavolo tutto apparecchiato con aperitivi, prosecco e tanti appetitosi stuzzichini. Accanto a lui compare anche la sua Signora ed ecco spiegato il motivo della sorpresa: hanno festeggiato qualche giorno fa il loro 50° Anniversario di Matrimonio ed hanno pensato di condividere questo loro importante traguardo con gli amici della bici.

I legami più profondi non sono fatti né di corde, nè di nodi,  eppure nessuno riesce a scioglierli. Possiamo dire che il vostro è un legame indissolubile, che mai nessuno riuscirà a spezzare.
Auguri di buon anniversario a Pasquale ed Annalisa.

Traguardi importanti di cui bisogna andare fieri a dimostrazione che in amore, come in bicicletta, l’età non conta se alla base di tutto c’è passione e rispetto per l’altro. Complimenti ad Annalisa e Pasquale e grazie per aver condiviso le vostre emozioni con noi.

Condividi: