ROAD TO ROMA 2025 (1° Tappa)

Prefazione

Di seguito potete leggere i momenti più significativi del nostro Pellegrinaggio a Roma.
Ognuno di noi ha vissuto questa esperienza in modo personale, trovando dentro di sé motivazioni diverse: spirituali, sportive, simboliche.
Queste pagine raccontano il viaggio, le emozioni provate, le fatiche e le gioie condivise.
Le scrivo per lasciare una traccia, per non dimenticare, per poterne sorridere un giorno quando saremo diventati “vecchi”, magari da una panchina in un parco, con le ginocchia che scricchiolano e per testimoniare che anche nella terza età, se lo si desidera davvero, ogni traguardo è ancora raggiungibile
.


Sabato 31 maggio 2025

Prima tappa – ABANO – CESENA (190 km)

LA FORMAZIONE

  1. Salmistraro Flavio – ASD Le Terme (Tour leader)
  2. Maragotto Paolo – ASD Le Terme
  3. Sattin Giuseppe – ASD Le Terme
  4. Facco Massimo – ASD Le Terme
  5. Scopino Pasquale – ASD Le Terme
  6. Urban Luca – ASD Le Terme
  7. De Col Mauro – ASD Le Terme
  8. Mingardi Davide – ASD Le Terme
  9. Pierangelo Ermanno – ASD Le Terme
  10. Gambarato Valter – ASD Le Terme
  11. Stecca Mauro – ASD Le Terme (fotografo)
  12. Maron Paolo – ASD Le Terme
  13. Buson Davide – ASD Le Terme
  14. Cesaro Simone – ASD Le Terme
  15. Zecchinato Claudio – ASD Le Terme
  16. Helbig Wolfgang – ASD Le Terme
  17. Doni Nicola – ASD Le Terme
  18. Squarcina Monica – ASD Le Terme
  19. Garbo Carlo – ASD Mirò
  20. Cuccato Francesco – ASD Mirò
  21. Rinio Agostino – ASD CCE
  22. Masiero Stefano – ASD CCE
  23. Peroni Carlo – ASD IL PEDALE BOLOGNESE
  24. Zamboni Monica – ASD IL PEDALE BOLOGNESE
  25. Fattore Fabio (accompagnatore)
  26. Selmin Luca (accompagnatore)

LA PARTENZA

La notte è scivolata via tra l’euforia della partenza e la classica, inquietante sensazione di aver dimenticato qualcosa. Molto prima del suono della sveglia, eravamo probabilmente già tutti in cucina, in piedi davanti al caffè con lo sguardo da bambini alla vigilia di Natale.

Ritrovo alle 07:00 ad Abano, davanti al Duomo, per caricare i bagagli sui due furgoni al seguito. Ci attendono Don Stefano per la benedizione che ci accompagnerà lungo tutto il percorso, il Sindaco di Abano Barbierato e l’Assessore allo Sport Pozza per il saluto ufficiale della comunità termale. Familiari e amici sono lì a farci coraggio: per noi, questa non è solo una pedalata, è una vera impresa sportiva… anche perché l’età media del gruppo fa invidia a un circolo bocciofilo.

Il giorno dopo scopriremo con orgoglio che l’evento è stato documentato con tanto di foto sui giornali locali (non sulla Gazzetta dello Sport, ma va bene lo stesso).
Come d’incanto, appare un vassoio di pasticcini e due grandi termos di caffè caldo. Dopo gli auguri, il breve discorso del Presidente (lo scrivente, sempre un po’ impacciato), e le immancabili foto di rito, si parte: le ruote girano e il manubrio punta deciso verso sud. Direzione Roma!

La macchina del comune con a bordo Sindaco e Assessore ci scorta fino al confine termale sul Ponte di Mezzavia. Noi abbiamo davanti un bel po’ di strada e visualizzarla mentalmente fa paura, ma meglio concentrarsi su un obiettivo alla volta: la prima pausa caffè tra 50km.

VERSO CESENA

Dopo qualche chilometro, al Castello di San Pelagio, salutiamo Pasquale e il genero Luca (incaricato dalla moglie Veronica di non perdere d’occhio l’anziano genitore) che lasciano il gruppo per un matrimonio (tranquilli, era tutto previsto). Ci raggiungeranno in auto domattina a Cesena.
In compenso, ci si unisce Sandro, infiltrato d’eccellenza, che ci accompagnerà fino a Codigoro prima di tornarsene a casa da solo (si sta preparando per l’Eroica di ottobre, e si vede…).

Il percorso evita le strade più trafficate. La vera difficoltà iniziale? Riuscire a tenere un’andatura tranquilla. Siamo ancora freschi, pieni di entusiasmo e con le gambe che fremono: tutto sembra facile.

Ad Adria (km 54) ci fermiamo per la prima pausa caffè. È anche l’occasione per testare la famosa “lista dei caffè” del Presidente: macchiatoni, cappuccini, decaffeinati, espressi corti, lunghi, macchiati… dichiarati già il giorno prima, tutto per evitare le consuete sceneggiate all’italiana durante le ordinazioni.

Si riparte. Il sole comincia a picchiare e le borracce si svuotano rapidamente: qualcuno comincia ad annaffiare direttamente il casco.
Attraversiamo il Po – confine simbolico tra Veneto ed Emilia-Romagna – poi Corbola, Ariano (km 75), Mezzogoro e Codigoro (km 90). Qui salutiamo Sandro, che rientra a malincuore: chissà quanto avrebbe voluto proseguire fino a Roma.

Noi continuiamo verso Lagosanto, poi costeggiamo le Valli di Comacchio, una vasta laguna famosa per le anguille… e per le zanzare. Non ci fermiamo neanche per una foto: questi animali ci inseguono per chilometri (naturalmente intendo solo le zanzare).

LA PAUSA PRANZO

Ad Anita (km 123) arriviamo in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia (ebbene sì, una tabella c’era, ma è stata democraticamente ignorata già da subito).
Ci fermiamo nei giardini pubblici per la prima vera pausa pranzo: panino con prosciutto, una fetta di formaggio, pomodoro, qualche foglia d’insalata. Acqua, bibite fresche, frutta e una bella crostata. Per Wolfgang il celiaco, il nostro amico tedesco di Münster (regolarmente tesserato con LE TERME), pane e tortino senza glutine per il resto l’abbiamo visto mangiare di tutto.
Caffè espresso per tutti, servito dal furgone di Valter (in seguito vi svelerò cosa non c’è sul suo furgone: sarà una lista molto corta). Un rigraziamento perticolare a Fabio, Mauro e Valter per aver apparecchiato nel migliore dei modi la pausa “pranzo”.

Rinfrescata alla fontanella, e si riparte: Alfonsine, Mezzano, Villanova, Traversa, Cortina, Russi, Pozzolo, San Pietro in Trento, Duecenta (km 168). Qui, purtroppo, il bar è chiuso. Facciamo una breve sosta a una fontana d’acqua e ripartiamo.

GLI ULTIMI CHILOMETRI

Nel pomeriggio il caldo si fa opprimente, e gli ultimi chilometri se pur in pianura per qualcuno diventano impegnativi. Attraversiamo Forlimpopoli (km 180) e Settecrociari… ed eccoci, finalmente a Cesena, a destinazione!

Arriviamo quasi in contemporanea con gli amici di Bologna, Carlo e Monica, arrivati in treno con bici al seguito che partiranno con noi domani mattina (come Pasquale e Luca)

Check-in rapido in hotel (il Presidente ha ancora qualche dimestichezza con le operazioni di registrazione in albergo), mettiamo le bici al sicuro, doccia ristoratrice e subito dopo ci ritroviamo davanti all’hotel con una birra in mano a commentare la prima giornata.

LA CENA

Il ristorante Rugantino ci aspetta a 200 metri, ma prima… aperitivo obbligatorio!
La cena a base di specialità romagnole è fin troppo abbondante: qualcuno salta il secondo di carne dopo un abbondante antipasto e succolento piatto di pasta (sarà stato forse il caldo, la birra… o la stanchezza).

Alle 23:00 si rientra nelle stanze. Qualcuno, impavido, va alla ricerca di un bar per il bicchiere della staffa. Qualcun altro, più preoccupato, si prepara a trascorrere la notte con il compagno di stanza… e con il suo promesso rumoroso russare. Anche questo fa parte dell’esperienza e per questo molti hanno preteso la camera singola.


CONCLUSIONI

Una prima giornata intensa, ricca di emozioni: la partenza con il Sindaco, la benedizione di Don Stefano i paesaggi della Bassa Padovana, l’attraversamento dei grandi fiumi Adige e Po, la Romagna che ci accoglie con le sue pianure e le colline che già si stagliano all’orizzonte, promesse (o minacce?) di ciò che ci attende domani.

Ma come si dice… chi ben comincia è a metà dell’opera. Buonanotte

Continua….

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The Thermalist e la Nove Colli

Un giovedì da leoni sulla Nove Colli

Oggi il Gruppo Ciclistico Le Terme ha rispolverato la leggenda: il percorso quasi completo e riadattato alla nostra maniera della mitica Granfondo Nove Colli. Prima trasferta di questo 2025 che si preannuncia scoppiettante.

La Partenza

La partenza alle ore 06:00 da Abano in direzione Cesena prevede di puntare la sveglia ben prima delle 05:00 del mattino. I preparativi, il controllo che tutta l’attrezztura sia nella borsa, la colazione abbondante che serva da carburante per la giornata impegnativa e via che si parte.

Ci si incontra all’ingresso dell’autostrada e la nostra carovana di macchine invade dell’unica corsia lasciata libera dai tanti camion lungo la A13, la Padova-Bologna. Due ore di viaggio che servono per ripassare l’ordine delle salite, le località da attraversare. E’ una specie di training autogeno che ci prepara mentalmente alla impegnativa giornata.

Il furgone di Valter

Da quest’anno abbiamo un mezzo pesante che ci segue nelle trasferte. Un gande furgone bianco riconoscibile dalla scritta “LE TERME” sulle fiancate. Un furgone assistenza carico di ogni attrezzatura necessaria, che nemmeno le più blasonate squadre del giro d’Italia si possono permettere. Al suo interno un generatore di corrente, un compressore, un armadietto con ogni genere di chiave e attrezzatura meccanica, un banco con morsa, una lancia idropulitrice, ruote di scorta, e scaffalature stracariche di ogni tipo di lubrificante, persino 2 posti letto in mansarda e uno nel salottino, una doccia, una cucina attrezzata con forno, frigorifero, fornellino, lavandino ecc.. Perché come dice il nostro il nostro amico Valter “non ci deve mancar niente“. Abbiamo anche valutato l’idea di registrare il furgone come sede ufficiale del Gruppo Ciclistico LE TERME ma pare non sia possibile.

Arrivati a Cesena una moka viene magicamente messa sul fuoco e tutt’attorno un arma di caffè si sparge nella fresca aria romagnola. Da un cassetto escono come d’incanto due vassoi carichi di brioches appena sfornate (ritirate prima della partenza direttamente al forno alle 05:30). E con caffè, macchiatoni, brioches anche i più assonnati di noi prendono vigore e siamo pronti alla partenza.

Per l’occasione abbiamo due Ospiti: si sono uniti a noi Carlo e Monica, amici del Pedale Bolognese, che hanno voluto vivere in prima persona “The style of the Thermalist”. Per loro non un semplice giro, ma una missione di familiarizzazione, visto che saranno dei nostri anche per il grande viaggio a Roma di giugno.

Le salite

Le salite della Nove Colli quante sono realmente? Non si sa! C’è chi dice 9, chi 12 altri invece 14 (contano anche i cavalcavia?) Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola, Barbotto, Perticara, Passo delle Siepi, Grillo, Sogliano, I ciliegi (S. Paola) – Montiano.

Chiacchiere nei primi chilometri, poi via via il gruppo si allunga sul Polenta (polentoni sul Polenta), le pendenze parlano chiaro e il fiato inizia a mancare. Ma la forza di Le Terme è questa: ci si aspetta, si ride, si condivide fatica e panorami.

Che panorami!

Il percorso è un susseguirsi di panorami mozzafiato, orizzonti di colline verdeggianti che si fondono in lontananza con il cielo azzurro. L’aria è fresca e la temperatura stavolta è ideale quer questo genere di pedalate. L’utima volta che siamo stati quì era il 4 di agosto e il termometro segnava i 41 gradi, vi assicuro un vero inferno.

Salita dopo salita arriviamo al cospetto del Barbotto; iconica salita Pantani. Si sale alla spicciolata ognuno aspettando il tratto duro. Il respiro si fa corto, i muscoli si contraggono e la bici si inerpica sotto la spinta delle possenti pedalate. Arriviamo in cima dove i nostri compagni più forti sono già arrivati e ci aspettano per i complimenti e la foto ricordo. Al Bar-Botto (il bar del Barbotto) il simpaticissimo e gentile gestore ci sforna panini, dolci e bibite fresche (mi pare di aver visto girare anche qualche birra, ma si sa, certe cose restano in confidenza)

Abbiamo superato la metà del percorso ma ci aspettano ancora il Perticara, e altre salite che sarà meglio non sottovalutare. Il morale è buono e la compagnia è la migliore immaginabile. Ci si aspetta, chi ha più fiato abboza discorsi e ragionamenti in salita mentre quelli senza più fiato si limitano ad annuire.

Note di colore (o sarebbe meglio dire… di odore?)

La giornata è stata impreziosita anche da un curioso quanto imprevisto fenomeno naturale.
Un nostro compagno, di cui per discrezione non faremo il nome (ma sappiate che lo sappiamo), si è trovato in piena salita ad affrontare una vera tempesta di meteorismo che ha ricordato, per intensità e spettacolarità, la celebre notte di San Lorenzo ad Abano. Resta il fatto che il meteorismo, sebbene fastidioso, è stato anche un collante sociale: mai vista tanta collaborazione nel lasciare il passo, accelerare, cambiare corsia o fingere di voler scattare in salita. Un piccolo insegnamento: nella vita, come nella bici, il vento è sempre una variabile da non sottovalutare.

Il nostro viaggio, tra una salitella non prevista e una discesa libera, volge al termine. L’attraversamento di Cesena per arrivare al nostro campo base è stato un piccolo trionfo, una passerella intervallata da semafori e rotonde, con l’attenzione particolare alle macchine che ci sfrecciavano minacciosamente vicine.

Food Track

Arrivati al furgone questo si è trasformato in un batter d’occhio in un FOOD-TRACK. Pane e salame, bruschettine, taralli, patatine, fiumi di prosecco e fusti di birra sono apparsi dal nulla.

Stanchi? Certo. Felici? Molto.

Non trovo le parole per chiudere e definire questa giornata. Ma prontamente mi viene in soccorso Marco che mi scrive su WhatsApp: “Continuo a pensare alla giornata trascorsa. SPET – TA -CO -LA – RE“.

Ecco direi proprio di definirla e di finirla così:

SPET – TA – CO – LA – RE

E il pensiero va a ROMA. Siamo pronti!!
ARRIVIAMOOOO!!


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Pedalata Domenicale 4 maggio

Una domenica di pedalate, sorrisi e… un pizzico di fretta! 🚴‍♂️☀️

Una domenica di pedalate, sorrisi e… un pizzico di fretta! 

Splendida giornata di ciclismo per il Gruppo Ciclistico LE TERME, che oggi ha sfoderato la versione “Cicloraduno“: ben 44 partenti da Abano, un vero plotone da classica di primavera!

Tra i tanti fedelissimi e gli amici ormai di casa, ci siamo lanciati in un percorso collaudato e sempre affascinante: Giro sui Colli Berici e al rientro attraverso gli amati Euganei, tra salite, discese, panorami e qualche tentativo di fuga (quasi) rientrato.

Il sole ci ha fatto compagnia, le gambe hanno girato bene… forse fin troppo bene: qualcuno ha fatto notare che l’andatura era più da cronometro che da cicloturismo! Ma quando le gambe frullano e la compagnia è quella giusta, il tachimetro dimentica l’età anagrafica… e anche un po’ il codice della strada.

Comunque tutto bene, tutto perfetto. E soprattutto: tanto divertimento.
Alla prossima uscita… magari con un pizzico di calma in più (forse). 😄

E intanto…
Preparativi per Roma quasi completati.

S.P.Q.R. 
Stanchi Pedalatori Quasi Rincoglioniti….🚴‍♂️💨
ma Felici 🤪

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Le Colline Asolane

Giro del Zoba – Edizione Primavera 2025

Colline Asolane, pensionati allo sbaraglio e una tartaruga in fuga

di Flavio Salmistraro – reporter di strada

Forcella Mostaccin

Il Meteo

La primavera ha deciso di farci un regalo, e noi del Gruppo Ciclistico Le Terme l’abbiamo scartato velocemente come l’ultimo uovo di Pasqua. Dopo giorni di previsioni più inquietanti di una puntata di “Quarto Grado”, giovedì 24 aprile il cielo si è svegliato con il buon umore: qualche nuvola innocua, giusto per la coreografia, e quel venticello contrario all’andata che fa subito “epica”.

La Destinazione

Ore 8:30, partenza da Abano. Una ventina di eroi, in assetto da lunga distanza, meglio noti come “Pensionati allo sbaraglio” (solo un paio di diversamente anziani col vizio del lavoro che si sono probabilmente presi un giorno di permesso). Destinazione le Colline Asolane, alias Colline Silenziose. Un nome poetico che è tradizionalmente attribuito a Gabriele D’Annunzio, il Vate per eccellenza, che descrisse questi luoghi con toni ispirati e contemplativi.

Il Coffee Breack

A San Martino di Lupari, prima sosta caffè: un’oasi di ristoro… fino all’arrivo della cameriera che ci ha ricordato, con tono deciso, che “se ordinate tutti insieme bene, altrimenti… ”. E noi, ligi come al solito, abbiamo scelto la terza opzione: il caos.

Una sella da Eroica… parcheggiata a San Martino di Lupari

Il Percorso

Rinvigoriti dal caffè ripartiamo verso i famosi colli.
Il percorso, rivisitato con qualche stradina alternativa tra Oné di Fonte e Paderno, si è rivelato una scelta da intenditori: saliscendi sinuosi, paesaggi da cartolina e quella sensazione di pedalare dentro un quadro impressionista. A bordo strada, il verde lussureggiante, i filari di vigne ordinati e la primavera che, armata di pennelli, ha deciso di farsi notare.

Ammirare il paesaggio è un’arte…

Scalatori puri?

Ma il cuore del giro è là, sulle Colline Asolane. Da Collalto a Forcella Mostaccin, le pendenze hanno messo alla prova anche i più coriacei. E mentre ciascuno saliva al proprio ritmo, siamo stati sorpassati – con beffarda eleganza – da un cucciolo di tartaruga, che pare abbia anche lanciato uno sguardo di scherno. L’umiliazione è stata collettiva, quindi sopportabile.

Due gocce d’acqua

Ad Asolo, una delle nubi decorative ha avuto un colpo di orgoglio e ha deciso di esibirsi in un acquazzone improvviso. Per fortuna eravamo già al riparo, in attesa dei panini alla porchetta, gestiti dal cameriere più lento dell’emisfero boreale. Fortunatamente la cronotabella del Presidente ha previsto anche tutto questo e alla fine è risultata perfetta.

Il Ritorno

Il ritorno? Una sinfonia. Vento a favore, leggera discesa fino a Limena, e gambe che sembravano rinate (o forse solo ansiose di finire). Perfino la tartaruga, stavolta, ha mollato. Ma non tutto è filato liscio: Crivellaro, con la sua terza foratura, è ormai in pole position per succedere al Presidente nel prestigioso titolo di “Sfigato dell’anno”. Il Maron, il nostro uomo di colore, ormai cambia una camerdaria in un batter di ciglia, quasi come un Pit Stop di Formula1, e merita tutti i nostri applausi e il monumento arboreo “W Maron” creato per l’occasione sul monte Grappa.

A Tencarola ci siamo fermati da FINOTTO Moda, il nostro nuovo sponsor, dove non sono mancate alcune foto con la titolare a sugellare la partnership.

Monumento ai Caduti

Nota meno allegra, purtroppo, la caduta nel gruppo che ha coinvolto la nostra infaticabile Simonetta e l’amico Cestaro. Per la nostra “quota rosa” solo una piccola escoriazione e un po’ di paura mentre Fabio ha stretto i denti fino ad Asolo prima di arrendersi alla frattura di un paio di costole e altre due sono state riscontrate dalle radiografie (sembra siano state procurate dalle legnate della moglie, quando è venuta a recuperarlo in auto e si dice anche che la Signora non sia nuova all’uso di sanzioni domestiche). A lui vanno i nostri auguri di pronta guarigione… e alla moglie tutto il nostro rispetto.

Conclusioni

In definitiva, 160/170 chilometri di bellezza, fatica, ironia e spirito di gruppo: quel mix inimitabile che rende ogni nostra uscita qualcosa da ricordare, anche quando a raccontarla ci vuole un pizzico di fantasia e un buon impasto di amicizia vera.


“Perché scrivo questi resoconti?“ – vi chiederete.
Perché condividere la gioia di pedalare, per chi quel giorno non c’era, è il modo migliore per farli sentire comunque parte del gruppo.
E perché, in fondo, ogni giro è una piccola storia che merita di essere ricordata e raccontata. Pedaliamo con le gambe, si, ma soprattutto con il cuore.

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