Era intorno il sentore di queste colline, una voce di tempi perduti. Cesare Pavese
🎵 🎵 Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi, 🎵 se hai una Bici Special che ti toglie i problemi…🚲
Orizzonti
Allargare i propri orizzonti e scoprire nuovi luoghi possono arricchire la nostra vita in modi inaspettati.
Oggi abbiamo percorso strade a noi sconosciute e scalato colline di cui avevamo solo sentito parlare nelle poesie o in qualche canzone.
A una sola ora di macchina da casa, paesaggi nuovi, diversi, con un loro particolare fascino. Tavolozze di colori che la natura, unita alla sapiente mano dell’uomo, ha saputo modellare, dando a queste colline un aspetto singolare che le contraddistingue da tutte. Sicuramente diverse dai nostri amati Colli Euganei o Berici.
Il Percorso
Abbiamo disegnato questo percorso ispirati dalla Granfondo dell’Uva, con piccole deviazioni dovute a qualche interruzione e ai numerosi cantieri per il ripristino delle strade dopo i violenti nubifragi di maggio. È straziante vedere come frane e smottamenti abbiano cambiato il volto di queste zone, lasciando ferite ancora aperte e tante cicatrici.
Gli Interpreti
A questa nuova avventura hanno risposto presente nove determinati ciclisti a cui dobbiamo aggiungere la macchina di supporto guidata dall’insostituibile uomo di colore (Maron) e dal ormai noto fotografo Mauro.
Da sinistra: Paolo, Simone, Mauro 1°, Valter, Flavio (io), Francesco, Monica, Marco e Mauro 2°.
Il Paesaggio
Difficile, almeno per me, descrivere a parole le sensazioni e le emozioni che questi orizzonti ti lasciano dentro, ma su tutte porteremo a casa la percezione di spazi aperti, di grandi orizzonti ondulati dalle colline e dalle alture che in lontananza acquistano colori sempre più tenui. Ma soprattutto il sentore di pace, di serenità e dei tempi perduti che queste antiche strade trasudano.
INCONTRI
Il Pedale Bolognese
Nel primo tratto del nostro percorso, abbiamo incontrato un gruppo di ciclisti di Bologna, il Pedale Bolognese, con il quale abbiamo condiviso il tratto che va da Botteghino di Zocca a Zena. Ci hanno chiesto di mandare loro alcune delle foto scattate dall’ammiraglia, che abbiamo già inviato, invitandoli a venirci a trovare nei nostri Euganei o Berici.
La Via degli Dei
Un cammino da Bologna a Firenze attraverso gli Appennini
Nel tratto che va da Madonna dei Fornelli a Monzuno e oltre, tanti incontri con viaggiatori che, con i loro zaini in spalla, stanno attraversando queste meravigliose colline. A tutti abbiamo rivolto il nostro saluto ricambiato spesso da incitamenti e perfino da qualche applauso.
Conclusione
Certo! Siamo rimasti incantati dall’entusiasmante avventura che abbiamo vissuto. La sensazione di scoprire nuovi luoghi e vivere esperienze uniche è stata semplicemente indimenticabile. La bellezza dei paesaggi che si aprono di fronte ai nostri occhi ha lasciato senza parole, mentre l’aria fresca e pulita ha rigenerato il nostro spirito. Questa esperienza ci ha insegnato l’importanza di aprire la mente e abbracciare le differenze che arricchiscono la nostra vita. Non vediamo l’ora di tornare in questi luoghi incredibili per esplorarne ancora di più e creare nuovi ricordi indimenticabili.
Mentre il mondo degli sport olimpici continua a sorprenderci con nuove discipline eccentriche, c’è una novità che sta letteralmente puntando dritto al cuore delle Olimpiadi: il lancio delle puntine da disegno tra infami automobilisti e ciclisti!
In una mossa audace da parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il lancio delle puntine da disegno è stato introdotto come una disciplina sportiva che mette alla prova la mira, la precisione e il coraggio degli infami automobilisti e dei ciclisti. L’obiettivo? Far scivolare o forare i ciclisti usando le puntine da disegno, mentre i corridori sfrecciano per le strade di montagna e collina.
Le regole del gioco sono semplici: gli infami automobilisti si nascondono lungo il percorso delle gare di ciclismo, armati di puntine da disegno affilate come frecce pronte a scagliare contro i pneumatici delle biciclette. I ciclisti, d’altro canto, devono concentrarsi sulla strada cercando disperatamente di individuare ed evitare queste punture sorprendenti e pericolose mentre pedalano a tutta velocità per le tortuose strade di montagna.
Le sfide che questa nuova specialità olimpica offre non sono da sottovalutare. I maledetti automobilisti devono dimostrare una mira precisa e una buona conoscenza delle traiettorie, mentre i ciclisti devono sfoderare abilità acrobatiche e nervi saldi per evitare i le puntine da disegno sparse sull’asfalto.
Queste sono solo alcune raccolte oggi sulla Scudelletta a Barbarano.
Nonostante la sua innegabile stranezza, il lancio delle puntine da disegno è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico. Il fervore dei tifosi cresce quando i ciclisti sfrecciano a velocità incredibili e i bastardi automobilisti scagliano puntine da disegno con una precisione da far invidia a Robin Hood.
Tuttavia, questa nuova specialità non è esente da controversie. Alcuni critici sostengono che mettere a rischio la sicurezza dei ciclisti e promuovere comportamenti pericolosi sulle strade non sia appropriato per un evento olimpico. Altri, invece, vedono nel lancio delle puntine da disegno una via per far emergere nuovi talenti e una scusa per divertirsi in modo pungente.
In ogni caso, una cosa è certa: il lancio delle puntine da disegno è destinato a far discutere e a offrire momenti di pura adrenalina nelle ormai prossime Olimpiadi di Parigi. Mentre si attende di vedere come questa disciplina si sviluppa, preparatevi a tifare per i vostri lanciatori e ciclisti preferiti, nella speranza che almeno i Gloriosi Ciclisti del gruppo Le Terme riescano a rimanere indenni e, perché no, a fare centro nella storia olimpica!
Nata nella primavera del 2020 per lanciare un segnale di speranza all’Italia dopo il lockdown, ritorna nel 2023 con una quarta edizione speciale.
Il nuovo format per la prima volta porterà la staffetta tricolore fuori dai confini nazionali.
L’edizione 2023 rappresenta la seconda parte di un progetto biennale cominciato lo scorso anno, quando il percorso partì da Santa Maria di Leuca (dove arrivò la prima edizione) e tagliò il traguardo a Cortina d’Ampezzo, sede delle prossime Paralimpiadi invernali.
Proprio da Cortina ripartirà ora la quarta edizione che valicherà le Alpi fino ad arrivare a Parigi, città che ospiterà le prossime Paralimpiadi Estive nel 2024.
La staffetta partirà mercoledì 13 settembre alle ore 8.30 dala Basilica del Santo a Padova in direzione Valeggio Sul Mincio con Annalisa Baraldo, paraciclista padovana, Thomas Trentin, paraciclista vicentino, Alessandro Busana, paraciclista padovano, Laura Roccasalva, paraciclista romana e il tandem Marianna Agostini e Alice Gasperini. Ad attendere l’arrivo degli atleti a Valeggio, ci sarà la campionessa paralimpica Francesca Porcellato.
Dopo queste brevi ma necessarie premesse ecco la cronaca della giornata.
La partenza è prevista a Padova, ma il nostro gruppo si raduna ad Abano in bicicletta per incontrare Annalisa Baraldo ed accompagnare lei e i suoi compagni di viaggio in passerella fino a Padova. Sul piazzale della Basilica c’è già aria di festa e che la giornata sia speciale lo si capisce dai sorrisi stampati sulle facce di tutti i presenti.
La partecipazione del Gruppo Ciclistico Le Terme è stata anche quest’anno importante segno della grande sensibilità e spirito di gruppo che da sempre ci contraddistingue.
Caffè e macchiatoni per tutti serviti direttamene in piazzale, frate pronto per la benedizione con il suo aspersorio carico, fotografi e cineoperatori scatenati ad immortalare e registrare ogni momento.
Dopo le due ravvicinate benedizioni di giovedì e domenica scorsa, con questa terza rischiamo di andare in “overdose” ma il buon frate ci assicura che questa non può essere considerata doping e che trattandosi di quella di Sant’Antonio, a cui noi siamo come ben sapete devoti, non potrà far altro che portarci del bene.
Dopo una prima partenza falsa, ma che abbiamo ripetuto volentieri questa volta a favore della telecamera, siamo pronti per uscire dalla trafficatissima Padova, scortati da una macchina della Municipale con tanto di lampeggianti accesi.
Salutiamo e ringraziamo le forze dell’ordine a Tencarola. Ora siamo soli, se fa per dire perché il traffico è ancora sostenuto, e ci dirigiamo verso l’unica asperità di giornata: Teolo.
Come sempre la salita viene affrontata ognuno del suo passo ma questi paratleti sono veramente forti e tenere il loro passo non è per niente semplice, anzi. A Teolo ci ricompattiamo e riprendiamo fiato ed il nostro cammino verso Valeggio, che ormai dista meno di 100km.
La giornata è umida e sono previste anche due gocce di pioggia che puntuale arriva dopo qualche chilometro ma ci vuole ben altro per fermare questi determinatissimi atleti ed il loro seguito di attempati ciclisti.
Le auto della scorta tecnica ci accompagnano lungo il percorso dandoci indicazioni per foto e riprese in movimento e ognuno di noi si mette in posa forse convinto di poter vincere non so quale Oscar per l’interpretazione.
Siamo arrivati a Cologna Veneta, dopo aver lasciato la Provincia di Padova, attraversato quella di Vicenza ed entrati in quella di Verona. Qui, dopo 50km, salutiamo velocemente gli amici del Gruppo Le Terme che rientreranno ad Abano mentre quattro di loro proseguiranno fino a Valeggio per poi rientrare, sempre in bicicletta, per un totale di circa 250km.
Dopo qualche chilometro viene chiamata una sosta in un bel bar pasticceria che propone ogni ben di Dio per il ciclista con un banco frigo stracolmo di dolci e invitanti pizzette e panini. Quasi tutti, oltre a fare una buona scorta energetica, ne approfittano per usare il bagno.
Ripartiamo di slancio e ritroviamo presto il passo, spinti dall’entusiasmo e dalle recuperate energie. Stupisce la facilità di pedalata delle due ragazze in tandem e dei più “fisicati” atleti che poi scopriamo essere veri campioni plurimedagliati anche a livello internazionale.
Prima di entrare a Valeggio veniamo recuperati da una coppia di anziani e formosi ciclisti che hanno il compito di guidarci in centro per una via meno trafficata. Nella piazzetta davanti al Municipio ci stanno aspettando e l’ingresso trionfale dedicato alla Staffetta Tricolore è da pelle d’oca. Applausi e foto ora ci stordiscono, ma forse eravamo già storditi di nostro dal viaggio.
Sono le 13:30 e per chi ha deciso di rientrare in bicicletta è già tempo di muoversi. Un toast e una birra e alle 14:00 risaliamo in sella e puntiamo decisamente verso Est, verso casa. La temperatura ora si è alzata e ci vuole tutta la nostra concentrazione per mantenere un’andatura sufficientemente sostenuta e costante.
Serve acqua ma non troviamo fontanelle. Ci addentriamo in cerca di un rubinetto all’interno di un piccolo cimitero dove non c’era anima viva. Non troviamo acqua se non all’interno della toilette dove campeggiava con un cartello con scritto “Acqua non potabile”. Troppo tardi per chi prima non legge i cartelli e con la speranza che l’acqua non fosse pescata dal pozzo situato in centro al cimitero riprendiamo il nostro cammino.
Dopo qualche chilometro ci viene in soccorso un bar per cui sostituiamo l’acqua del cimitero con quella forse non meno inquinata delle bottigliette (anche quella del lavandino ora ci preoccupava).
Ora, alzando lo sguardo di fronte a noi riconosciamo le alture che tanto bene conosciamo. Il Monte della Madonna e il Monte Venda sono ancora lontani ma la sola presenza ad indicarci la strada di casa è di grande conforto, anche se gli ultimi chilometri, come si sa, sono sempre i più duri considerando che abbiamo in previsione di risalire anche a Teolo.
Ora la pedalata si fa più pesante e 250km sono veramente tanti. Facendo due conti possiamo dire che in 9 ore a 90 pedalate al minuto abbiamo oltre 48000 giri di pedivella sulle gambe ma la soddisfazione per aver partecipato a questa manifestazione ti riempie d’orgoglio e ti fa superare anche la fatica.
Chiudendo voglio ringraziare tutti gli amici del Gruppo Le Terme che sono potuti intervenire a questa importante iniziativa di sensibilizzazione e solidarietà rendendomi fiero ed orgoglioso di poter rappresentare un gruppo di persone sempre così sensibile e generoso. Voglio ringraziare inoltre Obiettivo3 ed in modo particolare Annalisa Baraldo per averci dato questa grande opportunità di partecipazione.
Un ringraziamento speciale agli amici con i quali ho condiviso il viaggio di ritorno senza i quali probabilmente sarei ancora a girovagare per la Pianura Padana in cerca di casa. Grazie a Paolo, Mauro, Valter e Loris.
Ora vi do appuntamento a domenica, dopo aver assunto le 15 flebo e aver dato da mangiare alla maestosa scimmia che mi sono portato a casa da Valeggio famosa appunto per il parco Sicurtà, il vicino Borghetto, i tortellini e le sue grandi scimmie da asporto.
Dopo i tanti imprevisti, rotture di pedivelle, teste fasciate, braccia ingessate, disavventure varie e qualche “problemino di salute” capitato negli ultimi mesi a qualcuno di noi, avevamo proprio bisogno di una bella benedizione e, per non sbagliare e non offendere nessuna delle Madonne a cui siamo devoti, abbiamo pensato di prenderne addirittura due.
L’assenza del Presidente, mandato in esilio in Sardegna per qualche giorno, non ha fermato la consueta attività del nostro gruppo e posticipando a momenti migliori il profano giro del Prosecco si è optato per un più sacro giro di Acqua Santa.
Santuario della Madonna di Monte Berico
Giovedì 7 settembre al Santuario della Madonna di Monte Berico con la devota partecipazione alla Santa Messa e una benedizione finale con alcuni ciclisti vicentini infiltrati.
La Santa Messa
La benedizione
Vista l’enorme distanza che divide Abano da Vicenza al rientro qualcuno ha pensato di dover fare una sosta ristoratrice a metà strada … e già che c’eravamo……
La sosta ristoratrice
Mi hanno riferito che il rientro poi è stato piuttosto difficoltoso….
Lendinara: Basilica Santuario di Nostra Signora del Pilastrello
Domenica 10 settembre, come da calendario e come da antica tradizione, siamo andati a Lendinara dove avevamo appuntamento con il nostro, ormai amico, Don Luca. Dopo una bella e personalizzata preghiera, che dovrebbe proteggerci nelle sempre più pericolose e trafficate strade, ci ha abbondantemente benedetto con il suo aspersorio non dimenticando di bagnare con l’acqua santa anche le nostre amate biciclette.
Dopo una così partecipata vicinanza alla Santissima Maria di Vicenza e Lendinara direi che per quest’anno dovremmo essere apposto ma ci siamo ripromessi di ripetere la richiesta di celeste assistenza anche l’anno prossimo.
P.S. Oggi nessun riferimento alle dotate bariste del bar a Lendinara, in giornata no a causa di problemi di connessione con il loro POS. Suggerirei anche per loro una bella benedizione alla vicinissima Basilica.
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SERATA PAELLA
Ristorante Passaparola a Tramonte
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Aperitivo di benvenuto Antipasto di mare PAELLA Sorbetto Vino-Acqua-Caffè