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Domenica 3 ottobre 2021

Rocca Pisana (Lonigo)

Annuntio vobis gaudium magnum; habemus duce

Dal latino: Vi porto notizie di grande gioia, è tornato la nostra guida: il capitano.

Dopo l’assenza di domenica scorsa, causata di una fastidiosissima forma influenzale che lo ha visto frequentare con assiduità la lussuosa toilette famigliare, è tornato oggi in gruppo il nostro condottiero, la nostra guida il nostro faro; il Capitano Beppi.

Si è visto subito stamattina, sin dalle prime pedalate che il piglio era quello giusto. Allo scoccare delle 08:31 ha preso la testa del gruppo e da li non si è più scollato. Testa bassa e velocità subito sostenuta, e a nulla sono servite le numerose richieste di rallentare l’andatura. Dal fondo del gruppo qualcuno si chiedeva quale sostanza miracolosa potesse avere effetti così stupefacenti e abbiamo poi scoperto che aveva fatto un’abbondante colazione a base di succo di lamponi che tutti noi sappiamo essere carico di chetoni.

Doping nel ciclismo, l’ultima frontiera sono i chetoni.

Nella comunità scientifica si sta sviluppando un feroce dibattito sul possibile divieto di uso di queste sostanze contenute in alimenti al di sopra di ogni sospetto come l’estratto di lamponi.

Dopo questa escursione nel campo strettamente medico-sportivo veniamo ora alla cruda cronaca della giornata.

Gruppo più che numeroso alla partenza da Abano con la presenza, oltre a molti dei nostri iscritti, anche di alcuni nuovi amici che leggendo delle nostre gesta sul web hanno deciso di verificarle seguendoci personalmente. Diamo volentieri il benvenuto ad Annalisa e al compagno Loris oltre a Monica e al marito Giuseppe (altri che non conosco e che non posso nominare) che speriamo naturalmente di rivedere domenica prossima.

Detto dell’andatura sostenuta di Beppi altra preoccupazione era il nuvolone nero che sovrastava i Berici in direzione della nostra meta. Uomini di poca fede; dimenticavano che l’abbondante benedizione di Lendinara ricevuta solo qualche settimana fa ci protegge da tutti i pericoli ed intemperie almeno fino a fine dicembre e difatti dopo poco il nuvolone si è miracolosamente dissolto ed il cielo si è tinto di un limpido azzurro.

Il percorso prestabilito ci ha visto sfrecciare da Lonigo e salire alla bella Rocca Pisana per proseguire poi nel tradizionale percorso delle Acque fino a Grancona dove abbiamo fatto una pausa caffè sotto la targa dedicata alla famosa “Approvata Levatrice Paccagnaro Maria”.

Di seguito Brendola, Perarolo, discesa della militare e poi velocemente (Beppi scatenato) fino ad Abano dove siamo arrivati perfettamente in orario rispetto alla nostra tabella di marcia alle ore 12:31.

Anche questa giornata da annoverare tra le belle escursioni che il Gruppo Ciclistico Le Terme organizza.

Concludo con il tradizionale coro: Per Le Terme hip hip Hurrà


Visualizza qui i dettagli del percorso o scarica la traccia Gpx

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Soave, il borgo scaligero del castello fortificato e del vino nobile

Giovedì 30 Settembre 2021

Il Gruppo Ciclistico Le Terme ha organizzato anche per questo giovedì una pedalata “eno-collinaria”, questa volta sulle colline del Soave.

La natura, che il mondo ci invidia, a due pedalate da casa nostra ci aspetta con i suoi profumi e colori autunnali. Attraverseremo paesaggi incantevoli immersi nel verde dei generosi vigneti del vino nobile.

Amici ciclisti e simpatizzanti saranno i benvenuti


Al nostro invito ha aderito un buon numero di amici ciclisti, alcuni inscritti anche con altre società, e questo ci fa naturalmente piacere e ci da la possibilità condividere con più persone la nostra passione.

L’aria alle 9 del mattino era abbastanza fresca ed il meteo dava la temperatura in aumento ma nonostante questo qualcuno era con maniche lunghe o con manicotti e gilet mentre altri in tenuta tipicamente estiva. Pasquale, il nostro membro anziano, propone di mettere anche i copri scarpe che non si sa mai, ma lo convinciamo che non saranno necessari.

Si parte quasi puntuali, qualcuno arriva sempre “puntualmente” in ritardo, e Pasquale come di consuetudine pilota sapientemente il gruppo per i primi kilometri come una pilotina con le grandi navi fuori dal porto per lasciare poi al vero capitano il compito di governare la nave in acque libere.

Ecco il vero Capitano sarebbe Beppi che è reduce però da una fastidiosa forma influenzale che lo ha un po’ debilitato e non essendo al 100% prendo io orgogliosamente il suo posto. Fortunatamente una leggera brezza di poppa mi rende il compito meno difficile facendomi fare “bella figura” anche con i nuovi arrivati.

Seguiamo il percorso prestabilito affrontando con entusiasmo Albettone, la prima piccola asperità di giornata, in fondo alla quale decidiamo che è già l’ora di “sincronizzare le prostate” per non fare poi soste alternate prima uno e poi un altro ecc., ma sempre tutti nello stesso momento (stimoli impellenti permettendo).

Si prosegue di buona lena e in un batter d’occhio arriviamo a Lonigo dove ci fermiamo per fare un paio di foto, senza pausa caffè che è prevista a Soave.

Subito dopo Lonigo sulla destra sorge il Santuario di Santa Maria dei Miracoli ed il membro anziano Pasquale, forse sperando in un qualche miracolo, propone di fermarci per una veloce visita e per una preghiera che non fa sicuramente mai male. La chiesa ci stupisce per quanto è curata e per la bellezza degli affreschi e dei soffitti. Consigliamo a chi passasse da queste parti di fare una visita o ai più pigri, ma curiosi, di visitare il sito internet seguendo questo Link .

Si riparte in direzione Soave e durante il tragitto noto che Valter ha le tasche posteriori piene di banane. Probabilmente prima di partire la moglie gli deve aver ricordato di prendere il casco e lui fraintendendo e ha preso un casco di banane dalla dispensa.

Arrivo chiassoso e disordinato, come al solito, in centro a Soave, dove ci facciamo notare anche da alcuni turisti stranieri, mentre occupiamo la sede stradale solo per fare qualche foto ricordo.

Dopo la pausa caffè ci arrampichiamo ammirati sulle rigogliose colline alle spalle del Borgo Scaligero che sapienti mani contadine hanno trasformato nei secoli da improduttivi boschetti a una distesa interminabile di generosi vigneti.

Attraversare questo angolo di paradiso in una giornata limpida, con l’aria tersa che fa arrivare alle narici il profumo dolce di questo nettare, ha su qualcuno di noi lo stesso effetto delle sirene sui marinai di Ulisse e non resistendo alla tentazione scendono dalla bicicletta per assaggiare il succoso frutto. Poi qualcuno ha confessato che lo scopo della gita a Soave era proprio questo, aiutare i contadini nella vendemmia.

Ciclista con paracadute durante la vendemmia

E’ ora di scendere a valle e di rientrare ad Abano. Il vento che prima era di poppa ora è di prua e questo non agevola il ciclista in testa al gruppo. Mancano 50 km e si devono amministrare le forze per un rientro sereno.

Superata la salita della Brendola ritorniamo a territori e paesaggi a noi più usuali e ci avviciniamo a casa con la consapevolezza di aver trascorso tutti assieme una bella giornata di ciclismo. Spero che questo post, che rimarrà in internet a lungo, ci aiuti a non dimenticarla.

Ci riproponiamo di ripetere a breve esperienze di questo tipo che fanno sicuramente bene al fisico e allo spirito (non inteso come alcol).

E per LeTerme Hip Hip Hurrà

Partenza ore 09:01 da AbanoRitz

Percorso: Abano, Fossona, Bastia, Albettone, Sossano, Orgiano, Lonigo, San Bonifacio, Soave, Fittà, Pergola, Gambellara, Montebello Vicentino, Brendola, Perarolo, Militare, Longara, Longare, Montegalda, Cervarese, Fossona, Abano.
Km 125 circa, 870m dislivello, obiettivo di tempo 5 ore circa.

Visualizza o scarica QUI’ il percorso GPX

FOTO DELLA BELLA GIORNATA IN BICICLETTA

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Sottomarina Beach

Sottomarina Beach nel simpaticissimo slang chioggiotto diventa “Sotomarina Bjci”

Domenica mattina 26 settembre ore 08:01, abbiamo salutato, nostro malgrado, l’Estate e siamo entrati col piede giusto in Autunno. Beh insomma, proprio col piede giusto non direi perché il colore predominante oggi è il grigio Londra o meglio il grigio nebbia.

Per questa gita al mare sono inutili “pinne, fucile ed occhiali”, come cantava nel lontano ’62 il grande Edoardo Vianello, meglio coprirsi con guanti, manicotti e gilet oltre ad accendere le luci di posizione delle nostre biciclette.

Nella nebbia riesco a contare, ma non proprio a riconoscere, 20/22 ciclisti, quasi tutti indossano i nostri colori sociali, e dopo aver pazientemente atteso i “soliti” ritardatari siamo pronti alla partenza.

Percorso supercollaudato nei secoli dei secoli:
Mezzavia, Maserà, Polverara, Brugine, Codevigo, Argine Sinistro Brenta, Brondolo, Lido di Sottomarina (con foto in diga), Chioggia (caffè), e rientro per Cà Bianca, Civè, Corezzola, Pontelongo, Bovolenta, Pontemanco, Mezzavia. Km 115 dislivello se si escludono i cavalcavia pari a zero.

Attraversiamo cautamente il “Regno delle Nebbie perenni” (Terradura, Maserà, Casalserugo e Polverara) incrociando fortunatamente poche macchine e molti gruppi di ciclisti che, contrariamenti a noi, per godere di un po’ di sole sono diretti sui colli.

Mi preoccupo che il gruppo mantenga l’andatura promessa ai più anziani ma vedo che pur pedalando costantemente sopra i 30/32 km/h nessuno si lamenta o si stacca.

Proprio mentre faccio queste considerazioni vengo affiancato dal mio “Mito” sulla sua bici azzurra. Data di nascita 10 febbraio 1940 (81 primavere e altrettante stagioni), all’anagrafe tale Lazzaretto Paolo ma per tutti Paolino. Un uomo gentilissimo, un “simpaticissimo vecchietto”, un uomo d’altri tempi, uno che infonde serenità, un ciclista che da giovane deve aver fatto imprese importanti e che ancora oggi da del filo da torcere, soprattutto in salita, a moltissimi di noi. Solo per dare un’idea ai più tecnici: io non l’ho mai visto usare la moltiplica piccola su nessuna salita; come se per usarla dovesse pagare un supplemento.

Dunque, mi affianca e mi racconta, quasi scusandosi, che la domenica di Lendinara è arrivato tardi al punto di partenza ma che, senza scoraggiarsi, ci ha inseguito e quasi raggiunti. A Lendinara uscendo da una rotonda ci ha visti già sulla strada del ritorno ma senza riuscire a farsi notare. Praticamente ha fatto da solo sia andata che ritorno perdendosi quella che sarebbe stata la sua meritatissima benedizione. Sono sicuro però che si sia fermato al Bar per salutare le due “dotate” bariste. Grande Paolino.

Dopo alcune soste “idrauliche” (ormai non le contiamo più) arriviamo al Lido di Sottomarina ed immortaliamo il momento con la classica foto in diga a cui è seguito un caffè all’attiguo baracchino del paninaro “Al Faro”

Al ritorno percorriamo la panoramica ciclabile che costeggia la Laguna del Lusenzo, il tratto di laguna che divide il Lido di Sottomarina dalla più storica Chioggia, e rientriamo in Romea dove Cesare ha la malaugurata idea di forare costringendo il gruppo a una nuova pausa e obbligando Claudio alla riparazione (sempre assieme come Gianni e Pinotto). Dopo aver sprecato inutilmente un paio di bombolette riescono a ripristinare il mezzo e ripartiamo.

Adesso l’andatura si alza e ho qualche difficoltà a far mantenere l’andatura sotto i 35 km/h come convenuto e i miei dolori alla schiena cominciano a farsi sentire. Qui appena si accorgono che uno è in difficoltà ti attaccano subito (scherzo sono “quasi” tutti bravi ragazzi).

Bene, abbiamo percorso i nostri 115 km alla bella media di 29,5 km/h, niente a che vedere con Ganna, ma comunque per il nostro gruppo sono già un bell’andare per cui decidiamo di concludere, come sempre, festeggiando con un aperitivo rinforzato non prima di aver dato l’appuntamento a domenica prossima dove affronteremo il famoso “Giro delle Acque” con la variante di Rocca Pisana.

NdR: Spero di non annoiare nessuno con le mie prolisse descrizioni e sono certo che capirete che il mio intento è unicamente quello di trasmettere l’entusiasmo, la passione, il rispetto e l’amicizia che uniscono il Gruppo Ciclistico LE TERME.

P.S. Mi piacerebbe molto leggere i vostri commenti a questo articolo che potrete scrivere nello spazio dedicato in fondo a questa pagina.



Visualizza dettagli percorso QUI



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Per grazia ricevuta

Domenica 19 settembre 2021

Dopo aver verificato per tutto il giorno le previsioni meteo di domenica mattina, restavano poche speranze per uscire in bicicletta, ciononostante ho puntato la sveglia per le ore 06:00.

Nella notte si sono susseguiti lampi e tuoni accompagnati da rumorosi rovesci per cui le probabilità di un’uscita in bicicletta si riducevano ulteriormente.

La sveglia ha fatto puntualmente il suo compito riportandomi nel mondo dei viventi e la verifica del cielo ancora buio non ha sciolto i miei amletici dubbi.

Decido di organizzarmi comunque per l’uscita e dopo aver espletato tutte le formalità mattutine sono pronto, anche psicologicamente, a passare le prossime ore sulla mia bicicletta sotto la preannunciata pioggia.

La conferma che oggi l’indecisione non era stata solo mia, l’ho avuta arrivando al punto d’incontro stabilito per la partenza. Ho fatto presto a contare gli otto fiduciosi partecipanti: Io, Massimo, Mauro, Simonetta, Monica, Raffaele a cui si sono aggiunti, con qualche minuto di ritardo Valter ed il figlio Marco.

Sono passate le 08:01 e comincia a piovere proprio ora, ci ripariamo per qualche minuto sotto una tettoia valutando se sia il caso di partire o rientrare a casa.

Ricordando l’abbondante benedizione di domenica scorsa a Lendinara e considerando che anche oggi il percorso ci avrebbe portato ad un Santuario Mariano, confidiamo nell’aiutino celeste e affrontiamo impavidi le scuri nubi all’orizzonte.

Per grazia ricevuta. Non credo sia il caso di tirare in ballo la Fede ma sta di fatto che siamo riusciti a completare tutto il nostro percorso senza una goccia d’acqua mentre transitavamo su strade dove evidentemente aveva appena piovuto e tutto attorno a noi sembrava stesse per cominciare a piovere.

Nei pressi del Santuario della Madonna di Monte Berico abbiamo persino intravisto qualche timido raggio di sole ad illuminare il piazzale antistante la chiesa e il bar dove abbiamo fatto la nostra pausa caffè.

Al rientro, percorrendo la ciclabile che fiancheggia la Riviera Berica, un’auto nera sbuca improvvisamente da una stradina laterale attraversando la ciclabile. Avrebbe potuto investirci se non avessimo prontamente frenato la nostra corsa. Anche in questo caso ho avuto l’impressione che oggi qualcuno abbia avuto un occhio di riguardo per il nostro gruppetto.

Siamo rientrati ad Abano rispettando il nostro percorso, compreso lo strappetto che da Luvigliano porta a Quota 101, con evidente soddisfazione di tutti i partecipanti.

Ci spiace per quanti non hanno avuto fiducia e si sono limitati alle indicazioni del Meteo ma, oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma, esiste un’entità Superiore che ci guida e che ci viene in soccorso anche nelle giornate più buie.

Adesso tutti mi daranno del “prete mancato” ma mi sono solo limitato a riferire i fatti. Meditate gente, meditate.

Percorso: Abano, Fossona, Bastia, Monticello, Barbarano, San Giovanni in Monte, San Gottardo, Perarolo, Arcugnano, Santuario Monte Berico, Riviera Berica, Longara, Montegalda, Fossona, Montemerlo, Treponti, Luvigliano, Quota 101, Tramonte, Monteortone, Abano.

Visualizza e scarica il percorso QUI

E per LE TERME Hip Hip Hurrà

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